Picasso


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Il periodo blu

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Nonostante la spensierata vita del bohèmienne di Montmatre l'ossessione della morte dell'amico Casagemas si manifesta nella sua pittura. E quando sceglie il blu come colore dominante dei suoi quadri, dipinge La vita in questo stato d'animo, e dà all'uomo il volto dell'amico. I quadri eseguiti in omaggio all'amico scomparso hanno funzioni estetiche diverse: Il morto è un'opera realista, Evocazione segue una concezione allegorica, con un riferimento stilistico a Manet e la struttura de Il seppellimento del conte de Orgaz ricorda i modi di El Greco.
Dopo il trasferimento a Parigi, nel 1901, il suo stile riceve un nuovo impulso, si interessa alla pittura di Cézanne, Toulouse Lautrec, Gauguin e sviluppa una maniera molto sintetica, audace, un linguaggio schietto, sincero, quasi infantile.
E proprio insistendo su questa componente di ingenuità rappresentativa Picasso apre la fase del periodo blu.
Sceglie un contenuto patetico per i suoi quadri con i temi del ''maledetto'', dell'emarginato, della solitudine, della disperazione senza scampo, della miseria, ma con un'interpretazione molto moderna, lontanissima dal realismo di metà '800.
Picasso denuncia in questo modo l'atmosfera decadente che lo circonda: coglie un vuoto riempito di pseudo-valori, di valori spazzatura.
La prima opera che segna la svolta decisiva è il Ritratto di Jaime Sebartés, a cui segue una lunga serie di ritratti, che eprimono il desiderio di legare la propria esistenza all'evoluzione del proprio lavoro. Tra questi: L'Autoritratto con cappotto.
Il 'periodo blu', cominciato a Parigi, continua a Barcellona fino al 1902, poi è nuovamente a Parigi fino al gennaio 1903.
L'incomprensione della mostra del 1902 alla galleria Berthe Weill e la perdita dell'amicizia di Manyac accrescono la risonanza tragica delle sue creazioni. Questa fase è definita da diversi aspetti. Un'essenzializzazione formale: fondo unito, riduzione al minimo degli elementi decorativi (Donna seduta con foulard sulle spalle, Donna seduta con braccia incrociate). Riduzione di linee e volumi lasciando solo ciò che basta per riconoscere le figure.
Ripresa dell'arte catalana medievale e il suo misticismo (La mendicante accovacciata e Le due sorelle). Benchè Picasso non manifesti esplicitamente una riflessione religiosa, i temi: miseria, decadimento, malattia vecchiaia, infermità, disperazione vengono descritti e circondati da un'aura trascendentale. Come illustrano L'abbraccio e La vita, dipinto che riassume tutta la sua estetica del momento. Donna con ciocca, Madre con bambino malato, Il pasto del cieco, Il matto, Celestina, sprigionano un insostenibile senso di angoscia e della negatività del vivere.
Nel 1903 dipinge Poveri in riva al mare in cui rinvia alla sintesi giottesca.

Il blu è stato variamente interpretato, rinvia agli affreschi romanici, alle serate lunari dei simbolisti o al regno della Regina della Notte di Mozart, e rappresenta un linguaggio unitario raggiunto da Picasso.
Il blu corregge, attenua, accentua o capovolge ciò che il soggetto del quadro dichiara. Picasso attribuisce al blu una dimensione sacra. Il suo guardare in faccia la miseria, la sofferenza e la morte è sublimato dal blu. Colore nello stesso tempo bello e spietato.

A. Cocchi


Bibliografia

Gertrude Stein, Picasso. Adelphi 1973
E. Bernini R. Rota, Eikon. Guida alla storia dell'arte. vol. 3 Laterza, Roma-Bari 1999
E. Bernini R. Rota A regola d'arte. vol 5 Il Novecento. Laterza, Roma-Bari 2001
G. Dorfles, A. Vettese Il Novecento. Protagonisti e movimenti. Atlas, Milano 2006
F. Galluzzi Pablo Picasso Giunti, Firenze 2002
G.G. Lemaire, Picasso Dossier Art n.19 Giunti, Firenze 1987
Classici Rizzoli, 22,
G. Cricco, F. P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte vol 3 Zanichelli ed. seconda edizione,

 

 

Approfondimenti:Picasso, pittura, artisti del '900, .

Stile:Novecento.

Per saperne di più sulla città di: Parigi

 



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