Arte Paleocristiana


Basilica di San Lorenzo a Milano


Opere di questo stile

torna indietro: Stili

Arte Paleocristiana

Storia dell'arte  >  Stili

Arte Paleocristiana
L'arte cristiana dal I al IV secolo
Le Domus Ecclesiae
Dura Europos-(testo e materiale video per Arte CLIL)
Le catacombe
La pittura catacombale
Il simbolo cristiano
 La scultura paleocristiana
L'arte cristiana dal IV al VI secolo
I mosaici paleocristiani

 Mappe concettuali 

 Video 

 Bibliografia 

  

L'Arte Paleocristiana comprende tutte le testimonianze artistiche in cui si manifesta la religione cristiana tra il periodo Tardoromano all'alto Medioevo.
Il cristianesimo inizia a diffondersi fin dal I secolo con la predicazione degli apostoli e dalla Palestina giunge presto in Italia e a Roma. Ma le prime manifestazioni a noi note dell’arte cristiana risalgono al III secolo, e consistono soprattutto in pitture e piccole sculture.

 


Esempi di sculture paleocristiane del III secolo.

 

 Infatti fino al II secolo non esistono forme autonome di rappresentazioni cristiane e comunque inizialmente non abbiamo ancora una vera arte, si tratta solo di segni e simboli religiosi, spesso ritrovati nelle catacombe, i cimiteri sotterranei scavati dai primi cristiani.

 


Catacomba di Domitilla e Callisto. Roma

 

 


Simboli paleocristiani. III sec. Incisione. Catacomba di Domitilla. Roma

 

 

Le immagini del repertorio cristiano nascono nel contesto dell’arte antica, innestandosi sugli ultimi sviluppi dell’arte romana di età imperiale

In questa prima fase, l’arte paleocristiana rientra nello stile tardoromano, perchè riprende forme e modelli appartenenti allo stile tardo-romano, in continuità con esso e, in sostanza, sia i pagani sia i cristiani si rivolgono agli stessi artisti. Ciò che cambia è il significato che i cristiani attribuiscono alle loro immagini e che rappresenta una specie di messaggio cifrato, riconoscibile solo dagli stessi cristiani. Solo a partire dal III secolo il linguaggio figurativo cristiano inizia una progressiva e lenta autonomia rispetto a quello pagano.

 



Il Buon Pastore. Catacomba di San Callisto. Fine del II secolo, inizio III secolo. Affresco. Roma



Nel 313, con L’Editto di Milano, Costantino istituisce la libertà di culto, e alla fine del IV secolo Teodosio stabilisce il cristianesimo come religione di stato, e abolisce il paganesimo.
Il cristianesimo entra a far parte sempre più solidamente nelle istituzioni pubbliche, appoggiato dagli imperatori, e ciò ha determinato una decisa diffusione di opere cristiane, alternative a quelle pagane, ora considerate in maniera negativa. Tuttavia, la tradizione classica non sarà mai abbandonata, e verrà ripresa spesso come modello di riferimento nei secoli a venire.

Anche per quanto riguarda l'architettura cristiana, fino alla metà del II secolo i primi cristiani svolgono le loro funzioni nelle abitazioni private dette Domus Ecclesiae e seppelliscono i loro morti in cimiteri soprattutto sotterranei: le catacombe.

Non esistono ancora templi cristiani fino all'editto di Costantino (313 d. C.); solo in seguito ad esso, nel IV secolo cominciano ad essere costruite le prime architetture tipicamente cristiane: le chiese, i battisteri e i mausiolei, queste fin da subito si definiscono nelle principali tipologie edilizie e si diffondono rapidamente.

Tra il IV e il V secolo, favorita dagli imperatori, l’arte cristiana si sviluppa, con crescente disponibilità di mezzi e autonomia di immagini simboliche.
In Oriente la corte di Bisanzio sarà il suo principale centro di irradiazione, dando inizio a quel particolare stile che è l’Arte Bizantina.
In Occidente, sedi privilegiate dello sviluppo dell’arte paleocristiana sono Roma e Milano. In seguito Ravenna diventerà la capitale dell'Impero d'Occidente e accoglierà l'originale sviluppo dell'arte bizantina ravennate.

 

 A. Cocchi.

 


 

L'arte cristiana dal I al IV secolo

 

Dal II al IV secolo si manifesta la prima fase dell'arte cristiana delle origini. Le prime tracce di arte cristiana che conosciamo sono quelle provenienti dalle catacombe romane, sotterranei sacri con funzioni di cimitero. Ne sono state ritovate diverse in tutta Italia, e in particolare a Roma.

 


Il Buon Pastore. Fine III sec. Affresco.  Roma, Catacomba di Priscilla.

 

 

Molto più rare sono le testimonianze artistiche rinvenute nei cimiteri all’aperto e nelle Domus ecclesiae, dove si riunivano i primi cristiani quando il culto era ancora considerato fuorilegge.
Non sono comparsi reperti di arte cristiana precedenti al III secolo.

 

Cripta dei papi. III sec. Catacomba di san Callisto. Roma.

 


Nonostante i riti cristiani rimasero clandestini fino all’inizio del IV secolo, la creazione di oggetti per le funzioni liturgiche per decorare le tombe doveva essere abbondante, ma è quasi del tutto scomparsa. Restano soprattutto resti di decorazioni delle tombe, come i vetri dipinti che venivano murati con funzione di lapidi funerarie. Più numerose sono le testimonianze dell'arte paleocristiana dei secoli dal IV al VI.

 


Lastra con Daniele tra i leoni. prima metà del IV sec. 
Roma, Catacomba di Priscilla.

 


Madonna col Bambino. 230-240 d.C. Affresco.
Roma, Catacomba di Priscilla

   

Tra i principali prodotti artistici di epoca paleocristiana la più diffusa è sicuramente la pittura, molto utilizzata, insieme all'incisione sia nelle catacombe che nelle domus ecclesiae.

 


Stele funeraria di Licinia Amias, Inizio III sec. 
Roma, Palazzo Massimo alle Terme.

 

Sono state ritrovate anche diverse lapidi e stele funerarie in pietra e marmo, mentre la scultura è presente sia con statue e gruppi statuari (in genere di dimensioni contenute) con scene dell'Antico Testamento e del Buon Pastore sia soprattutto con i sarcofagi in marmo, ritrovati in gran parte a Roma. Oggetti liturgici anteriori al IV secolo sono rarissimi, mentre dopo l'editto di Costantino cominciano a diffondersi reliquiari, candelabri, croci, incensieri, pissidi e pregiati oggetti in vetro.

  

Profilo storico

 Nei primi tre secoli dopo Cristo all'interno dell'Impero Romano la religione cristiana ha conosciuto un perido di alternanza tra momenti di persecuzione e momenti di tolleranza da parte del potere politico. 

 


Busto di Nerone. I sec. Marmo. Roma, Musei Capitolini

 

Secondo la tradizione nell'anno 64, Nerone intraprese alcuni provvedimenti repressivi sotto i quali vengono collocati i martìri degli apostoli Pietro e Paolo. Domiziano tra l'81 e il 96 scatenò una feroce persecuzione contro i cristiani, mentre con Adriano e i suoi successori segue un periodo di maggire tolleranza.

 


Busto di Adriano. 117-138 d. C. Marmo. Roma, Musei Capitolini

 

Durante il governo dell'imperatore Settimio Severo, tra il 193 e il 211 si alternano fasi di violenza a momenti di tranquillità, mentre Massimino il Trace, nei tre anni tra il 235 e il 238 riprende una repressione spietata. Ancora nella prima metà del III secolo segue un nuovo periodo di tregua, finchè l'imperatore Decio nel 250 obbliga con un editto i sudditi romani  ad offrire sacrifici pubblici. I cristiani si opposero a tale decisione e subirono nuove persecuzioni. L'editto di Decio venne temporaneamente abolito tra il 251 e il 258 per poi essere ripristinato da Valeriano tra gli ultimi due anni del suo regno, tra il 258 e il 260. Vennero colpiti soprattutto i più importanti esponenti della comunità cristiana mediante l'esproprio dei beni, la riduzione in schiavitù o l'uccisione. 

Molto più tollerante fu Gallieno, che dalla morte di Valeriano fino al termine del suo regno nel 268 restituì ai cristiani anche i loro luoghi di culto. La politica di Gallieno favorì quindi un momento di maggiore diffusione del cristianesimo. L'ultimo momento di feroce repressione contro i cristiani è rappresentato dal fatale anno tra il 303 e il 304, con Diocleziano, che emanò quattro editti contro il cristianesimo.

 


Testa di Diocleziano. Fine III- inizio IV sec. Marmo.
Istambul, Museo Archeologico

 

In seguito la situazione cominciò a cambiare, dapprima con Galerio, che prima di morire, nel 311, ristabilì la libertà di culto, poi con Costantino, che nel 311 a Milano dichiarò legittima qualsiasi religione dell'impero, favorendo la diffusione del cristianesimo.

 


Testa colossale di Costantino. IV sec. Marmo. Roma Musei Capitolini.

 

Alla posizione neutrale dei successori di Costantino seguì il tentativo di ripristinare il paganesimo con Giuliano l'Apostata tra il 360 e il 363, ma nel VI secolo i casi di martirio divennero sempre più rari e il cristianesimo divenne la religione più diffusa dell'impero. 

Infine con Teodosio, tra il 391 e il 392, avvenne una sorta di rovesciamento: con una serie di editti il cristianesimo venne proclamata religione di stato e venne vietato il culto pagano.

 

 


 

Le Domus Ecclesiae

 

Gli ambienti in cui si riuniscono i primi cristiani per i loro riti sono case private in cui viene ricavata una stanza per la cerimonia del pasto in comune. Nel corso del 200 la liturgia si definisce meglio e diventano necessari ambienti articolati in più stanze con funzioni diverse. 

Si definiscono quindi le Domus Ecclesiae, case private a disposizione della comunità, sostanzialmente simili alle altre abitazioni, ma i cui spazi interni hanno precise destinazioni sacre.

 


Mosaico della Domus Ecclesia di Nazareth. I sec. Nazareth, Palestina

 

 

 Oltre alla stanza del pranzo comune, era necessario un vestibolo per i catecumeni (cristiani non ancora battezzati) e i penitenti. Un'altra stanza serviva come battistero per i riti del battesimo, un'altra era adibita alla Cresima. Altre stanze servivano per il catechismo, per custodire gli oggetti sacri e per la beneficenza.

In Siria, vicino al fiume Eufrate, nell'attuale città di Qal'at Sem'an (antica Dura Europos) è stato ritrovato il più antico esempio di Domus Ecclesiae. Su una parete è stata incisa la data 231-232, che indica il periodo del suo utilizzo. Questa Domus è stata distrutta nel 257 per via dell'innalzamento di un nuovo muro di difesa della città. Al centro di una parete si trova il primo esempio conosciuto di battistero.

 



Domus Ecclesia. 233-256 d.C. Al centro della sala è visibile il Battistero.
Siria. Sinagoga di Dura Europos.

  

Nel corso del tempo il modello della domus ecclesiae si amplia per consentire di accogliere un numero sempre maggiore di fedeli, si inserisce una pedana per il vescovo, e una vasca battesimale coperta da un baldacchino decorato con scene sacre.
Tra le domus ecclesiae esistono naturalmente delle differenze, a Roma sono state trovati ambienti destinati al culto cristiano, detti tituli anche negli edifici a più piani delle insulae.

Spesso, dopo il IV secolo, sul luogo dei tituli o delle domus ecclesiae sono state costruite le prime chiese.

 

Dura Europos, materiale video per Arte CLIL in lingua inglese. 

 

Dura Europos- The life, Death and Resurrection of an ancien city... Video su Dura Europos in lingua inglese. Da You Tube. Realizzato da: Davidft.com

  Il video, della durata di 15 minuti e 28 secondi, ripercorre la storia dell'antica città mesopotamica di Dura Europos, dalla sua fondazione nel 303 a. C. fino all'età cristiana. Il racconto dei ritrovamenti archeologici si sofferma sui principali momenti della scoperta, come il ritrovamento dell'antica sinagoga e quello della Domus ecclesia, richi di affreschi in cui si manifestano le prime rappresentazioni di temi cristiani.

 

 

 

A. Cocchi

 


 

Le Catacombe

 


Catacomba di Commodilla. Roma

 

Si tratta di strutture ipogee, poi chiamate “catacombe”, usate fino al IX secolo con funzione soprattutto di cimiteri. L'uso dei cimiteri e di luoghi sacri costruiti sottoterra non va considerata comunque un'invenzione dei primi cristiani, in tempi molto antichi, fin dal neolitico, sono esistite parecchie popolazioni che hanno realizzato questo tipo di costruzioni, basta pensare ad esempio agli Etruschi, alla Civiltà Nuragica, o anche agli Egiziani. Ma anche tra gli stessi Romani alcuni culti pagani venivano celebrati in particolari templi ipogei.  I cimiteri sotterranei si diffondono rapidamente tra le comunità cristiane sia in Italia sia in Africa. 

 


Loculi di Pietro e Marcellino. Cimitero della via Labicana. Roma

 


Sono state scavate in forma di cunicoligallerie sotterranee che formano una rete sotto le città. Lungo le pareti dei cunicoli (cryptae) vi sono le sepolture più modeste, i loculi, nicchie rettangolari distribuite in più file, chiuse semplicemente da lastre di pietra o di cotto, decorate con figurazioni, simboli(per esempio il pesce, simbolo di Cristo) o iscrizioni (per esempio vivas, “che tu possa vivere”). 
In certi punti vi sono poi tombe più ricche e più grandi, costituite da una o più camere per intere famiglie, decorate con pitture stucchi. Si tratta dei cubìculi dove si trovano i sarcofagi dei personaggi più facoltosi. Sono stanze poligonali con soffitto a volte poggianti su colonne. Sulle pareti si trovano le nicchie, anche queste coperte da volte e spesso sovrastate da un timpano. Qui si trovano le decorazioni pittoriche. Nei cubicoli si trova spesso un tipo di sepolcro monumentale, l’arcosolio: profonda arcata cieca formante una nicchia che accoglieva un’arca. 
L’arca è un sarcofago in pietra o marmo, ricoperto in genere da un coperchio in forma di tetto e spesso ornato di rilievi ed elevato su un basamento. Sul fondo della nicchia, la lunetta è spesso decorata con pitture.

 


Catacomba di san Giovanni. V sec. Siracusa

 

Alla fine del III secolo, con la vittoria del cristianesimo, aumentano nelle catacombe le sepolture dei personaggi facoltosi. Le più ambite sono quelle rese più illustri dalla presenza dei martiri, sulle quali sorgeranno anche importanti edifici di culto. L'imperatore Costantino, per esempio, farà erigere  a Roma un mausoleo (prima per sé, poi per la madre) sulla Catacomba dei santi Pietro e Marcellino. Per sua figlia Costanza erigerà un mausoleo sopra le Catacombe di Sant’Agnese, oggi meglio conosciuto come chiesa di Santa Costanza.

Durante il IV secolo d.C. le catacombe si estendono: oltre a quelle della Chiesa di Roma ne sorgono altre gestite da privati, come L’Ipogeo nuovo della via Latina, a Roma,  ricco di sfarzose pitture.
In seguito vari fattori politici ed economici porranno fine ai grandi cimiteri cristiani.

  


 

 La pittura catacombale

 


Fractio panis. sec.II (part.) Cappella Greca. Catacomba di Priscilla. Roma

 

Tra i primi affreschi eseguiti dai cristiani finora ritrovati, i più antichi sono quelli delle Catacombe di S. Callisto, dell’inizio del III secolo, delle Catacombe di Priscilla, dell’Ipogeo degli Aurelii e quelle che si trovano nella serie di catacombe allineate sulla via Latina.
Gli affreschi che decorano le catacombe sono organizzati in modo ordinato sulle pareti e sulle volte. Le superfici sono suddivise in riquadri geometrici, tracciati con linee colorate, secondo l’uso della pittura ellenistico-romana. All'interno di ogni riquadro sono rappresentati episodi della Bibbia e della vita di Cristo, o simboli religiosi, riprendendo i modelli del culto pagano. Ad esempio il tema dell’Eucarestia è appresentato nello stesso modo del mito di Bacco o di Dioniso, oppure con gli amorini che vendemmiano.  Altro tema è quello del banchetto, molto usato nelle Domus romane, ma rappresentato dai cristiani allude all'Ultima cena. Oppure la scena del pastore con il gregge, per i pagani è una scena decorativa che illustra la vita di campagna, per i cristiani rappresenta il Buon Pastore: cioè Cristo con i suoi fedeli (il gregge). Ciò che cambia non è lo stile, ma il significato delle immagini. Queste figurazioni si distinguono da quelle pagani soltanto perchè si trovano in un luogo cristiano e viene attribuito loro un significato diverso.
Accanto ai temi religiosi, molto diffusi sono i ritratti, secondo la tradizione tombale romana.

 


Affresco cripta di San Gennaro, Catacomba di Protestato. Roma

Negli affreschi più antichi (III secolo) anche nello stile, la volumetria, il chiaroscuro e il realismo delle immagini è lo stesso della pittura tardo-romana, in quanto anche gli artisti solitamente sono gli stessi che realizzano anche gli affreschi “pagani”.

Nel corso del tempo lo stile tende ad irrigidirsi, i personaggi raffigurati perdono realismo e somiglianza, assumono tratti di fissità, sproporzioni anatomiche (occhi grandi e contornati), gestualità convenzionale, come ad esempio nella figura dell’Orante.
A seconda della classe sociale, le pitture delle tombe possono ricorrere a uno stile più raffinato, specie nella seconda fase di sviluppo, o a modelli di tradizione popolare, nel caso dei ceti più umili, più diffusi nella prima fase.
A partire dal V secolo, lo stile si fa più astratto e subisce le influenze del gusto orientale-bizantino, che caratterizza l’insieme della produzione pittorica a Roma e in Italia.

A. Cocchi

 


 Il simbolo cristiano

 


Pesce e pane eaucaristico. inizio del III secolo. Part. Pittura su parete. 32X30cm.
Catacombe di San Callisto, cripta di Lucina. Roma

 

Il ricorso al simbolo astratto, proprio del cristianesimo delle origini, dipende anche dal divieto di idolatrare le immagini (iconoclastìa) che i cristiani assorbirono dalla tradizione ebraica. In un primo momento, infatti, si impedì qualsiasi rappresentazione di Cristo e di Maria
Quindi i primi cristiani utilizzano due tipi di rappresentazioni:

In ogni caso il significato era comprensibile solo ai cristiani.

 

I simboli astratti

Croce: Tra i simboli astratti, simbolo cristiano per eccellenza è la croce, il cui significato allude alla morte e resurrezione di Cristo. Tuttavia si tratta di una forma simbolica molto antica, un archètipo che prima del cristianesimo aveva già assunto un significato universale: rappresenta l’unione del cielo con la terra, della dimensione orizzontale con quella verticale, congiunge i quattro punti cardinali ed è usata per misurare e organizzare le piante degli edifici e delle città. Con il cristianesimo assume significati nuovi e complessi ed è spesso associata ad altri elementi.

Alfa e Omega: prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, indicano che Cristo è l’inizio e la fine di tutto.

Ancora: simbolo della speranza cristiana. In una Lettera di san Paolo agli Ebrei (6, 18-19) si legge che l’ancora a cui affidarsi è Cristo, poichè " in essa (la speranza) infatti noi abbiamo l'ancora della nostra vita". Spesso l'ancora è unita o si sostituisce alla croce.

X e P (Chi e Ro): prime due lettere del nome di Cristo in greco. Indicano la sua presenza e contrassegnano il luogo sacro.

Fenice: simbolo della resurrezione. Secondo una leggenda opagana orientale, la fenice rinasce dalle proprie ceneri.

Palma: simbolo di resurrezione e vita eterna, pochè si trovava nel giardino dell’Eden. In seguito sarà associata al martirio e ai santi martiri.

Pavone: simbolo della resurrezione e della vita eterna. L’immagine è legata al fatto che le piume di questo animale cadono in autunno e rinascono in primavera. Nell’antica Roma il pavone è legato al mito di Giunone. Secondo una leggenda pagana, la carne del pavone non si decompone.

Colomba: simbolo dell’anima del fedele di fronte a Dio.

Pesce: simbolo di Cristo, acronimo formato dalle iniziali delle parole greche “Gesù Cristo Figlio di Dio”.


I simboli figurati

 


Agnello che benedice i pani. IV sec. Affresco. 40X28cm.
Catacomba di Commodilla. Roma

 

Alcune scene figurate di tradizione pagana vennero assunte dall’iconografia cristiana. Anche gli eroi e le personificazioni del mondo romano vennero ripresi, ma collegati, con significati nuovi, a contenuti cristiani.

Apollo sul carro del sole si trasforma nella rappresentazione di Cristo come Dio-Sole. Il sole è simbolo di verità già in molte culture pagane, diviene suprema allegoria di Cristo, portatore di vita eterna e salvezza spirituale.

La figura del Moscophoros, il pastore che porta sulle spalle un vitello, presente già nell’arte greca arcaica, (come quella celebre di scuola attica del VI sec. a. C.) oltre che diffusa nell’arte romana, diventa il Buon Pastore cristiano. Per il mondo classico-pagano il Moscophoros rappresenta un aldilà come regno di serenità e di pace, ed è simbolo della philantropia, l’amore disinteressato verso l’uomo.

Il cristianesimo trasforma il Moscophoros nel Buon Pastore. Si sostituisce il vitello con un agnello, simbolo del “gregge”  dei fedeli e prefigurazione del sacrificio di Cristo.

 


Il Buon Pastore. Museo delle Terme di Diocleziano. Graffito su lastra di marmo. Roma

 

 

Altro esempio è il mito classico di Orfeo, assimilato all’iconografia cristiana, che vedeva il viaggio negli inferi compiuto dal poeta come una prefigurazione della morte e resurrezione di Cristo. Oppure la rappresentazione di Orfeo con la cetra tra gli animali selvatici, viene interpretato dai cristiani come Cristo che vince sulla natura.

Ercole spesso con un cinghiale, un dragone o un cervo, nel cristianesimo diventa l’allegoria della salvezza.

 


Alcesti, Ercole e Cerbero. IVsec. Catacomba di via Latina. Roma

 

A queste si aggiungono le rappresentazioni di Bacco Dioniso, o alle scene di vendemmia con gli amorini, usate dai cristiani per alludere all’Eucarestia, dove la vite e il vino indicano il sangue di Cristo.

Ancora, la figura femminile con le braccia alzate che evocava la Pietas, diventa ora l'Orante,  tipica      rappresentazione della preghiera cristiana, e simbolo dunque della fede del defunto.

 


Orante. Decorazione del sepolcro della martire Agnese.
IV sec. Sant'Agnese fuori le mura. Roma.

 

Altre volte la narrazione è diversa, legata ai temi biblici. Le prime illustrazioni di scene bibliche risalgono alla seconda metà del III secolo. La scelta delle scene deriva probabilmente dalla liturgia funeraria, che si riferiva agli esempi biblici di salvezza accordati da Dio agli uomini. Inizialmente dominano temi dell'Antico Testamento, mescolati a scene pastorali e bucoliche. Le più frequenti sono:

Ma anche nelle scene bibliche si rintracciano frequenti collegamenti con la mitologia pagana, in ucomplesso intreccio di somiglianze e derivazioni.

Così, la storia biblica di Giona (inghiottito da un pesce e poi liberato dopo tre giorni) allude alla morte e resurrezione del Cristo e viene spesso rappresentata in diverse scene sui sarcofagi. Si utilizza anche il tema funerario pagano della barca con amorini, a volte sostituiti da marinai. Per raffigurare il pesce da cui Giona viene inghiottito si ricorre ai fantastici animali marini che accompagnavano Nettuno.  Nettuno con gli animali marini è un tema già presente nell'iconografia funeraria pagana e riutilizzato da quella cristiana: questo spiega, ad esempio, la presenza di una figura di Nettuno vicino alla barca in un sarcofago di Santa Maria Antiqua a Roma. 
Giona che riposa sotto la pergola riprende il tema del riposo di Dioniso o del pastore Endimione addormentato.

 Dagli inizi del IV secolo diventano più frequenti le scene tratte dai Vangeli, soprattutto:

che sottolineano la salvezza recata dalla venuta del Cristo. Ma nei primi secoli del cristianesimo l'iconografìa di molte dì queste scene non è ancora fissata e presenta numerose varianti: si inseriscono elementi tratti dai Vangeli apocrifi, come il bue e l'asinelio della stalla della Natività. Presto compare anche la raffigurazione dell'apostolo Pietro, che si distingue nell'assemblea dei discepoli, forse per via dell'importanza del suo culto a Roma. 
Il repertorio si arricchisce ancora nel corso del IV secolo, con scene dalle vite degli apostoli Pietro e Paolo e del ciclo della Passione, in cui la Crocifissione è rappresentata con il Cristo trionfante.

Nella scultura, scene e personaggi sono collocati sui lati del sarcofago senza necessariamente seguire l'ordine del racconto, ma badando soprattutto all'effetto di insieme: per esempio la scena di Daniele nella fossa dei leoni, con composizione simmetrica, si colloca spesso al centro, mentre il sacrificio di Isacco e la consegna delle Tavole, dominate da linee oblique, si inseriscono meglio ai lati dell'elemento centrale. Spesso sono collocati alle estremità la scena di Mosè e la sorgente e la Resurrezione di Lazzaro e infine la rappresentazione dei Tre giovani nella fornace si colloca regolarmente sul bordo del coperchio, per via della sua orizzontalità.

A. Cocchi


 

La scultura paleocristiana

 


Buon Pastore. Museo Lateranense. Roma.

 

La scultura paleocristiana è documentata da una grande quantità di opere comprendenti sarcofagi in marmo, ritrovati soprattutto a Roma e gruppi statuari di piccole dimensioni. Fanno parte della produzione scultorea paleocristiana un numero consistente di capolavori, realizzati nello stile aulico della tradizione imperiale.  Tra questi si possono ricordare, nella prima categoria, il Buon Pastore dei Musei Vaticani, il Cristo docente di Palazzo Massimo delle Terme a Roma o la serie delle Statuette del Museo di Cleveland. Tra i sarcofagi, particolarmente belli sono il Sarcofago di Giona dei Musei Vaticani, il Sarcofago con il Mito di Prometeo del Museo Archeologico di Napoli, e il Sarcofago di Giunio Basso del Museo del Tesoro del Vaticano.  

 


Cristo docente. marmo. III sec. Museo della Civiltà romana. Roma.

 

Sia nelle statuette che nei rilievi dei sarcofagi si ritrovano gli stessi temi rappresentati nella pittura. Ad esempio vengono raffigurate scene tratte dall'Antico Testamento, i miracoli e la vita di Cristo, o immagini simboliche come il Buon  Pastore. Inoltre, dal momento che le opere cristiane sono prodotte dagli stessi artisti che realizzano anche le opere pagane, esse rientrano nello stesso ambito culturale e naturalmente presentano lo stesso stile e gli stessi procedimenti tecnici dei lavori di carattere profano.
Spesso si tratta anche di opere molto raffinate e preziose che dovevano avere un costo piuttosto elevato, ed è quindi chiaro che le commissioni provenissero da famiglie cristiane ricche. Questi oggetti cominicano a essere richiesti a partire dal II secolo, ma la produzione conosce un rilevante aumento a partire dalla seconda metà del III secolo.

 


Sarcofago di Giona. Ca. 300 d.C. Museo Pio Cristiano. Roma, Vaticano.


In particolare, l'uso dei sarcofagi decorati a rilievo incomincia a diffondersi nell'impero romano a partire dal II secolo, quando al rito della cremazione dei defunti si sostituisce quello dell'inumazione. Soprattutto a Roma, ma anche in altri importanti centri dell'impero sorgono importanti officine specializzate nella realizzazione dei sarcofagi.

 


Sarcofago di Costantina. 360 ca. Porfido. h. cm 225X233X155.
Museo Pio Clementino. Roma, Città del Vaticano.

 

 

Viene anche organizzato un efficiente sistema per la preparazione e il trasporto dei blocchi di marmo dalle cave alle botteghe degli artisti. Le cave più famose sono quelle di Carrara e quelle situate in Grecia e Medio Oriente.

 

A. Cocchi


 

 L'arte cristiana dal IV al VI secolo

 


Cristo barbato. Dett. fine IV-inizio V secolo. Affresco.
60X72cm. Catacombe di Commodilla. Roma

 

A una prima fase di adattamento del contenuto religioso cristiano alle forme artistiche ancora romane (I-IV sec.), con l’istituzione del libero culto mediante l'editto di Costantino nel 313, dal IV secolo inizia l’opera di trasformazione di quelle forme per adeguarle ai nuovi contenuti. Rispetto alla tradizione greco romana quindi, solo gradualmente e con un certo ritardo, si forma uno stile autonomo cristiano, basato su caratteristiche opposte alle precedenti.
Infatti la cultura della tradizione greca e romana era basata sul culto della realtà fisica, della natura e dell’uomo. L'arte classica quindi, si esprimeva attraverso la forma, compiuta e concreta, aderente alla natura (mimèsi) e ai valori fisici della materia: peso, volume, spazio, definiti e composti secondo un criterio di armonia e bellezza ideale.

 


Sarcofago di Stilicone. Seconda metà del IV secolo. Sant'Ambrogio. Milano



La nuova concezione cristiana ripone ogni valore e significato non nella vita materiale, nella realtà e nella natura, ma nello spirito, nell’anima e nel divino. Pertanto nell’arte del cristianesimo troviamo i valori corrispondenti a una visione sostanzialmente spirituale e misticheggiante che portano allo sviluppo di un nuovi elementi espressivi. Queste nuove caratteristiche sono:

Alla bellezza fisica si sostituisce la bellezza morale, alla forma concreta si sostituisce il simbolo astratto e il potere di evocazione fantastica per aiutare i fedeli a concepire cose sovrasensibili e invisibili, appartenenti al mondo spirituale e soprannaturale.

 

Le prime chiese

 

Ma l'editto di Costantino porta anche ad un'altra importantissima conseguenza: la costruzione delle prime chiese. Le prime chiese cristiane oltre ad essere centi di fede religiosa sono anche:

 

 

A. Cocchi


 

I mosaici paleocristiani

 


Cristo imberbe. Dett. della Consegna della legge. fine del IV secolo. Mosaico.
lungh. 6,50 m. Mausoleo di Santa Costanza. Roma

 

In seguito all'editto di Costantino, mentre prosegue la tradizione di decorare le catacombe con gli affreschi, vengono eseguiti anche i primi cicli di decorazione a mosaico. Gli esempi più antichi si trovano a Roma, nella volta dell'ambulacro di Santa Costanza, e nel catino absidale di Santa Prudenziana, risalenti al IV secolo.
Come nei coevi esempi di pittura e decorazione scultorea, anche le decorazioni musive mostrano chiaramente il permanere, in ambiente cristiano, di motivi tratti dal repertorio figurativo pagano. Accanto alle opere romane, tra le testimonianze più significative del IV secolo sono infine da ricordare i mosaici pavimentali della Basilica di Aquileia e i mosaici parietali (solo in parte conservati) della Cappella di Sant'Aquilino in San Lorenzo a Milano.
Ai primi decenni del V secolo appartengono invece i mosaici della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Risalgono al VI secolo quelli della basilica dei Santi Cosma e Damiano  sempre a Roma.

 

A. Cocchi

 


 

Mappe concettuali

  

 

 


 

Video 

 

Un video-tutorial sull'Arte Paleocristiana. Da You Tube, realizzato da Contatto Sbarroccio

 

  

 

L'architettura paleocristiana. Video da You Tube. Realizzato da: Treccani Channel

  

 

  

L'alba del Cristianesimo. Prima parte. Video sul santuario di Santa Maria Annunziata presso Prato di principato Ultra in Irpinia. Uno dei più antichi monumenti Paleocristiani. Visita al complesso archeologico.

Da You Tube. Realizzato da: Tesori d'Irpinia.

  

 

 

 

L'alba del cristianesimo. Seconda parte. Da You Tube. Realizzato da: Tesori d'Irpinia.

 

 

 

Roma, Catacombe. Da You Tube. Realizzato da: FILM CARDS. Una visita alle catacombe romane più famose.

 

 

 

 

Le catacombe di Pietro e Marcellino. Presentato da Alberto Angela. Da You Tube. Realizzato da: Canale 1 Romacittaeterna

  

 

 

La catacomba di via Latina. Video da You Tube. Realizzato da: Roma antica. Visita guidata alla catacomba.

  

 

 


 

Bibliografia

 

S. Zuffi Dal Paleocristiano all'anno Mille. Il primo millennio dell'arte cristiana. in: La Storia dell'Arte. L'alto Medioevo. Electa, Milano 2006
E. Quiri. L'arte paleocristiana. Eredità classica e cristianesimo.  in: La Storia dell'Arte. L'alto Medioevo. Electa, Milano 2006
R. Bossaglia Storia dell’arte. Dall’antichità al gotico internazionale. Vol.1, Principato editore.
AA.VV. Moduli di arte. L’età antica. Vol. A, Electa Mondatori editore.
F. Negri Arnoldi Guida alla storia dell’arte, Protagonisti opere contesti. Vol I Dalla preistoria all’Età gotica.

 

 


 

 

Approfondimenti:arte paleocristiana, scultura paleocristiana, pittura catacombale, catacombe, simboli cristiani, Alessandra Cocchi, .

Stile:Arte Paleocristiana.

 



Per informazioni su questi dipinti clicca qui.

 


Buon pastore. Seconda metà del III secolo. Affresco. Catacombe di Priscilla. Roma





 

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK