Gentileschi Orazio


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La pittura dal modello

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Dopo l'incontro con Caravaggio nel 1600, Orazio Gentileschi comincia ad adottare la tecnica della pittura dal vero, e ciò comportava diverse difficoltà.
Il metodo caravaggesco della pittura sul modello comportava un nuovo modo di organizzarsi il lavoro. Innanzi tutto bisognava procurarsi i modelli. Molto spesso si trattava di amici e conoscenti che si prestavano al lavoro degli artisti. Se per i modelli maschi posare per un artista non poneva grossi problemi, una questione molto diversa riguardava le donne. E' indicativo che sui documenti si possono trovare i nomi degli uomini, ma non risultano mai i nomi delle donne che hanno posato per gli artisti. All'inizio del '600 una donna anche onesta, che avesse accettato di fare da modella a un pittore, magari per una madonna o una figura sacra, rischiava di giocarsi la sua reputazione con pesanti conseguenze.
Per la Madonna con Bambino di Bucarest Orazio dev'essere ricorso sicuramente a una sua conoscente metre allattava il figlio, ma l'identità della modella è stata tenuta accuratamente nascosta. Ciò ha indotto gli studiosi a pensare che se già poteva essere difficile per un artista convincere una donna a posare vestita, per i nudi femminili è probabile che ricorressero alle prostitute. Ma anche per i pittori il rischio di essere bollati d'infamia era reale.
Nelle opere dei pittori caravaggeschi i nudi femminili sono rari, mentre s'incontrano più frequentemente nelle opere degli artisti di tendenza classicheggiante.
Comunque quadri come la Cleopatra di Orazio o la Susanna e i Vecchioni della figlia Artemisia, all'epoca suscitarono grande scandalo (non diversamente dall'Olympia di Manet, oltre due secoli dopo), e portarono accuse infamanti sugli artisti.

Oltre ai risvolti sociali, il procedimento tecnico della pittura dal vero era molto diverso dalla consuetudine pittorica dell'inizio del '600, alla quale si era formato Orazio.
Nel metodo tradizionale, di derivazione rinascimentale, si procedeva per disegni preparatori, ci si affidava soprattutto all'immaginazione, a calcoli e studi astratti. Si poteva ricorrere al modello quando serviva, per impadronirsi delle forme, per capire un movimento o un'espressione, per definire un particolare. Ma l'impostazione del quadro veniva stabilita a prescindere dal dato oggettivo, poichè non si voleva ottenere un effetto di realtà, ma si mirava alla perfezione.
Inoltre lo studio dal vero era più adatto a composizioni non troppo complesse, compatte e racchiuse in spazi limitati. Orazio invece cerca di fondere i due sistemi e usa lo studio dal vero anche per gli affreschi. Predispose il suo studio con piani a diverse altezze per far posare i suoi modelli, ottenere i suoi scorci e gli effetti di vista dal basso da riportare sui cartoni preparatori.  Orazio, probabilmente, deve essersi creato anche un repertorio di studi, schizzi e disegni tratti dai modelli che lo colpivano di più per poi riutilizzarli in seguito, come faceva anche Rubens.
Ciò spiegherebbe le somiglianze che si possono notare tra personaggi presenti in opere diverse.
Le figure da lui eseguite nella decorazione del Casino delle Muse per il Cardinale Scipione Borghese mostrano un naturalismo impressionante che rivela un accurato studio dal vero.
L'unico problema dovuto a questo modo di lavorare è che l'opera tende ad apparire come un assemblaggio di frammenti, perdendo la continuità d'insieme. In seguito Orazio cercherà di recuperare l'unità calibrando l'artificio compositivo del metodo tradizionale con gli effetti naturalistici delle singole parti. La splendida Annunciazione di Torino mostra come il Gentileschi sia riuscito a raggiungere un perfetto equilibrio tra figura, spazio e azione, creando uno dei massimi capolavori del '600.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

A. Lapierre Artemisia Mondadori 1999
AA.VV. Caravaggisti Dossier Art n. 109, Giunti,  Firenze 1996
Keith Christiansen, L'arte di Orazio Gentileschi. in: Keith Christiansen e Judith Mann (a cura di) Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano 2001
J. W. Mann, Artemisia e Orazio Gentileschi in: Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano, 2001
B. R. Benjamin, P. De Montebello, C. Strinati. Premessa in: Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano, 2001
La Nuova Enciclopedia dell'arte, Garzanti, 1986

 

Approfondimenti:Orazio Gentileschi, Caravaggio, Gentileschi, naturalismo, pitturadal vero, modello.

Stile:Seicento.

 



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Orazio Gentileschi. Giuditta e la serva con la testa di Oloferne. 1621-24 ca. Olio su tela cm. 136,5X159 Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford.


Orazio Gentileschi. Riposo durante la fuga in Egitto. Part. 1620-22 ca. Olio su tela. cm. 176,6X219. City Museum and Art Gallery, Birmingham


Orazio Gentileschi. Cleopatra. 1610-12 ca. Olio su tela cm. 118X181. Coll. Amedeo Morandotti, Milano


Orazio Gentileschi. Madonna con Bambino. Part. 1609. Olio su tela. cm. 98,5X75 Museo Nazionale d'Arte della Romania, Bucarest

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