Gentileschi Orazio


Madonna di Princeton Sacra Famiglia con San Giovanni Battista bambino Salita al Calvario Cenni sulla vita Orazio e Caravaggio La pittura dal modello Orazio e il paesaggio Orazio a Genova Orazio in Francia Orazio in Inghilterra Circoncisione Giuditta e la serva Suonatrice di liuto Madonna con Bambino Santa Cecilia e un angelo Riposo durante la fuga in Egitto Danae Annunciazione Felicità Pubblica


torna indietro: Artisti

Orazio a Genova

Storia dell'arte  >  Artisti

Quando Orazio Gentileschi giunse a Genova, su invito del nobile Giovan Antonio Sauli, trovò un ambiente culturale e artistico vivacissimo e cosmopolita. Accanto all'importante scuola di pittura di Giovan Battista Paggi, lavoravano a Genova nei primi del '600 Federico Barocci, Guido Reni, e i fiamminghi Pieter Paul Rubens e Anton van Dyck.
Ma nonostante la presenza di queste importanti personalità artistiche, la sensibilità delle opere del Gentileschi trova apprezzamento e al pittore non mancarono commissioni prestigiose. Orazio lavorò per importanti famiglie genovesi. L'impresa principale furono gli affreschi, perduti, realizzati verso il 1624, per la famiglia Doria, nella residenza di Sanpierdarena (poi distrutta). L'incarico, ottenuto probabilmente in seguito agli affreschi eseguiti con Agostino Tassi nel Casino di Scipione Borghese, prevedeva la rappresentazione di scene dell'Antico Testamento.
Nella prima parte del '600 la tecnica dell'affresco era molto in voga a Genova e le nobili famiglie locali  coinvolgevano molti artisti nella decorazione dei loro palazzi.  Nonostante la scarsa documentazione sulla presenza di Orazio a Genova, sappiamo che in quegli anni si verificava un aumento considerevole del mecenatismo, e il pittore senese, stimolato dalla richieste, arricchì la ganmma dei suoi soggetti e raffinò lo stile, aumentando la produttività. Tuttavia il suo lavoro non ha avuto molta influenza sugli artisti locali.
Tra le opere che il Gentileschi ha dipinto a Genova si possono ricordare la Maddalena del 1622-23 (ora in una collezione privata), la Danae di New York, la tela con Lot e le figlie, del Museo Getty di Los Angeles, realizzate per il Sauli, il Sacrificio di Isacco della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola a Genova, la Giuditta di Hartford e le due tele poi inviate a Torino al duca Carlo Alberto di Savoia: un'altra versione di Lot e le figlie della Galleria Nazionale di Ottawa, e l'Annunciazione della Galleria Sabauda di Torino.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

A. Lapierre Artemisia Mondadori 1999
AA.VV. Caravaggisti Dossier Art n. 109, Giunti,  Firenze 1996
Keith Christiansen, L'arte di Orazio Gentileschi. in: Keith Christiansen e Judith Mann (a cura di) Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano 2001
J. W. Mann, Artemisia e Orazio Gentileschi in: Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano, 2001
B. R. Benjamin, P. De Montebello, C. Strinati. Premessa in: Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano, 2001
La Nuova Enciclopedia dell'arte, Garzanti, 1986

 

Approfondimenti:Orazio Gentileschi, Gentileschi, Doria, Danae, Giuditta.

Stile:Seicento.

Per saperne di più sulla città di: Genova

 



Per informazioni su questi dipinti clicca qui.

 


Orazio Gentileschi. Lot e le figlie. 1622. Olio su tela. The National Gallery of Canada, Ottawa


Orazio Gentileschi. Giuditta e la serva con la testa di Oloferne. 1621-24 ca. Olio su tela cm. 136,5X159 Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford.


Orazio Gentileschi. Annunciazione. 1623. Olio su tela. Galleria Sabauda, Torino



 

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK