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Winckelmann e l'arte neoclassica

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Johann Joachim Winckelmann (Stendal 1717-Trieste 1768). Storico dell'arte tedesco, nonostante le umili origini (era figlio di un calzolaio) riuscì a frequentare le facoltà di teologia di Halle e Jena, coltivando grande passione per la filosofia e la letteratura antiche. A Dresda si avvicinò all'arte classica e cominciò a frequentare circoli artistici. Qui, nel 1755 incomincò a scrivere il suo primo libro importante le Considerazioni sull'imitazione delle opere greche nella pittura e nella scultura. Trascorse parte della sua vita in Italia, a Roma e morì assassinato a Trieste. L'opera è il primo manifesto del Neoclassicismo, esprime una grande passione interiore e sviluppa alcuni concetti essenziali:

 


 Johann Joackim Winckelmann. Storia dell'arte dell'antichità.
1763. Frontespizio della prima edizione tedesca

 

- l'imitazione intesa come il contrario della copia. La conoscenza dell'antico rappresenta uno stimolo creativo, apertura della libertà d'immaginazione per creare opere nuove, moderne.

- La bellezza ideale definita come "nobile semplicità e calma grandezza", riferendosi alla "grazia" delle opere antiche. l'Apollo del Belvedere è  il primo tra i capolavori dell'antichità indicati come modello di bellezza da Winckelmann:

Apollo del Belvedere . Copia romana da originale in bronzo di Leocares.
Seconda metà del II sec. a. C. Musei Vaticani. Roma.

- Sublime: bellezza come forma pura dell'intelletto, piacere intellettuale, astratto. Indica una bellezza indeterminata, priva il più possibile di particolarità individuali. Nell'idea del sublime sono aboliti tutti i rapporti con i sensi, la materia e le passioni.

Di conseguenza tutto ciò che è sensuale e passionale viene disprezzato. Di qui la condanna a tutti gli elementi caratterizzanti l'estetica barocca: la liberazione dalle regole e dalle norme imposte, precostituite attraverso un abbandono gioioso ai sensi e alla passione. Da Michelangelo a Borromini, per Winckelmann non c'è più bellezza nè grazia, questa invece appartiene agli antichi. Si cerca un ritorno all'ordine.

- Grazia: intesa come "grazia piacevole secondo ragione". Implica una concezione di razionalità, equilibrio, compostezza, ritorno all'ordine e al rispetto delle regole. Le nuove regole dell'arte moderna vanno riprese dai canoni classici.
Immagine esemplare della grazia secondo Winckelmann è quella delle Danzatrici, esempio della pittura murale della Villa imperiale di CiceronePompei. e quelli della Villa Arianna di Stabia.

 


Flora. Affresco dalla villa Arianna a Stabia.
VI sec. a. C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.


Sono figure eteree, irreali, forme che si dissolvono, senza contorni, tipiche della pittura a macchia, compendiaria, dell'arte romana.
L'esempio delle Danzatrici subisce però una trasformazione interpretativa, che sarà basilare per lo stile neoclassico. Queste immagini, infatti vengono diffuse, e quindi conosciute, attraverso le stampe, più che direttamente. Quindi avviene una trascrizione riduttiva, dovuta alla tecnica dell'incisione su rame caratterizzata soprattutto da: contorni essenziali, sintetizzati, chiusi; assenza di colore. Le sue riflessioni hanno offerto importanti stimoli per artisti, come ad esempio Canova, che si è proprio ispirato alle Danzatrici per alcuni dei suoi più noti capolavori, ma anche per i francesi David e Gros.

 

 

Antonio Canova. Danzatrice col dito sul mento. 10809-22. Washington., National Gallery

 

Il testo contiene anche dei suggerimenti stilistici, infatti, poichè nella bellezza ideale la ragione deve dominare sul pathos e sul sentimento, la linea, intesa come costruzione intellegibile della forma, è ritenuta superiore al colore, inteso come sottoposto alle passioni.
Su parecchi di questi punti il pensiero di Winckelmann si avvicina a quello di altri teorici del Neoclassicismo come ad esempio Mengs e Lessing.

A Roma, amico di artisti e letterati, protetto da cardinali e nominato prefetto per le antichità, coronò il suo sogno, approfondendo le sue conoscenze dell'antichità e scrivendo la Storia dell'arte nell'antichità. Anche questo è un testo fondamentale che fornisce il primo sviluppo storico dello stile e porta a identificare la storia dei monumenti con la storia delle civiltà.

 

A. Cocchi


 

Bibliografia e sitografia

 

 

La nuova enciclopedia dell'arte Garzanti
AA.VV. Moduli di arte. Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa-B. Mondadori 2003 www.francesco.morante.it

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Winckelmann, Neoclassicismo, antico, archeologia, grazia, sublime, teoria dell'arte, .

Stile:Neoclassicismo.

 



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Raphael Mengs. Ritratto di Winckelmann. 1761-62. Olio su tela. New-York, Metropolitan Museum



 

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