Munch


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In seguito al soggiorno parigino, nel 1885, Munch si accosta alla pittura impressionista. Viene influenzato da artisti come Toulouse-Lautrec, Degas, Van Gogh e soprattutto da Gauguin.
Già nello stesso anno avviene la svolta verso l’espressionismo. Sempre a Parigi, piena com'era di testimonianze che arrivavano anche da civiltà lontane, vide in una mostra alcuni reperti Maya, tra cui una mummia in posizione fetale, che lo impressionarono profondamente: i visi della sua pittura successiva, così scarni da sembrare teschi, ne sono una reminiscenza.
Al suo ritorno compose la sua prima opera matura e decisamente auto-biografica, La bambina malata (1885-86) ma sia per il tema prescelto, che per la tecnica esecutiva nervosa ed essenziale, il dipinto creò sconcerto e disprezzo nella critica, tanto che le mani delle due donne, congiunte in un saluto estremo, vennero paragonate a purea di aragosta.

Edvard Munch, nel corso della sua vita professionale compie parecchi viaggi all'estero, ed è molto informato sugli sviluppi dell’arte contemporanea.
Nel 1892 la sua mostra a Berlino,viene stroncata dalla critica e subito chiusa per lo scandalo suscitato ancora una volta dalla tecnica delle sue opere: una pittura disinvolta che lascia ampi margini al non finito, con stesure apparentemente sciatte di colore opaco, in cui si riconoscono il gesto della mano e la setola del pennello.
La notorietà che gli deriva da quell'episodio e l'affetto di molti giovani artisti tedeschi, che anche in seguito a quell'evento fondano la Secessione Berlinese, lo convincono a rimanere in Germania: il suo periodo creativo più fertile si verificò durante la sua permanenza a Berlino, dal 1892 al 1908, salvo un viaggio a Parigi nel 1895.
Il successo per lui arriva tardi e comincia ai primi del '900, ma già nel 1937 i suoi quadri vengono bollati dal nazismo come ''arte degenerata''.

Ciò che fa di Munch un grande precursore dell'espressionismo, movimento al quale non volle mai aderire, non sono soltanto i temi che egli tratta, quanto il fatto che, nei suoi quadri, la sofferenza suggerisce delle precise soluzioni formali:

- l'ansia viene rappresentata da aloni attorno alle teste;
- l'incombenza della follia dai colori assurdi (specialmente dei paesaggi o cieli rossastri, ecc.)
- la paura dalle fughe prospettiche inaspettate su cui corrono strade, staccionate, ponti, letti;
- il distacco dalla realtà visibile e il contatto con la realtà interiore rappresentata dalla labilità ricorrente dei confini tra le figure e lo sfondo.

 

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

G. Cricco F.P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte Zanichelli  Bologna 1996
E. di Stefano. Munch. Dossier Art n. 96, Gruppo editoriale Giunti, Firenze 1994
O. Calabrese, Comunicarte. Storia dell’arte, storia delle idee. Vol. 5
G. Dorfless, A. Vettese Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2006

 

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