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Scuola di Chicago


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Scuola di Chicago

Paralleli storici

Le invenzioni e i protagonisti della Scuola di Chicago

Bibliografia 

 

Nel 1871 la città di Chicago, uno dei maggiori centri del Mid-West statunitense venne devastata da un evento gravissimo: un incendio divampò per due giorni successivi, dall'8 al 10 ottobre, allargandosi fino a nove chilomentri quadrati causando centinaia di vittime e distruggendo gran parte del cosiddetto Loop, il quartiere centrale, cuore economico della città.

 

John R. Chapin. Il grande incendio di Chicago,  1 gennaio 1871

 

Chicago al momento dell'incendio

 

Come tante altre città americane, Chicago si è sviluppata rapidamente. Dalla prima forma di abitato urbano con i soli 300 abitanti del 1833, in pochi decenni divenne una delle più importanti città degli Stati uniti. Chicago nella seconda metà dell'800 stava vivendo un momento cruciale di sviluppo economico che la portò a delinearsi come il più importante polo commerciale tra New York e San Francisco, sull'asse tra est e ovest degli Stati Uniti. L'aumento della popolazione, attratta dal fermento delle attività lavorative, e la circolazione di denaro hanno provocato una fioritura edilizia senza precedenti, con conseguente aumento dei prezzi delle aree edificabili. Nella seconda metà del XIX secolo Chicago era una metropoli caratterizzata da un fitto tessuto urbanistico, con grandi strade rettilinee adatte ad un traffico massiccio, un vivace centro in piena attività e movimento.

Le costruzioni  erano però composte da materiali infiammabili. Le case erano costruite soprattutto in legno, secondo il tradizionale sistema costruttivo americano della 'struttura a pallone', la tecnica del balloon frame. Si trattava di un metodo molto semplice e pratico, inventato a Chicago nel 1833 da George Washington Snow e basato su assi e listelli in legno inchiodati.
Anche i palazzi dell'area lavorativa e commerciale non potevano resistere al fuoco: si reggevano su strutture in ghisa, una lega prodotta industrialmente e preferita per la facilità di modellazione e utilizzo, ma soggetta a deformarsi e sciogliersi con le alte temperature.
I sistemi e i materiali costruttivi in uso nel XIX secolo negli Stati Uniti erano scelti soprattutto perchè molto economici, pratici e di facile realizzazione, ma non erano funzionali sul piano della sicurezza. Il vecchio villaggio con l'incendio del 1871 venne completamente distrutto. 

La catastrofe colpì fortemente l'economia cittadina: Chicago era la sede di importanti società finanziarie, banche e gruppi commerciali che subirono una improvvisa battuta d'arresto. Fu quindi la stessa situazione di emergenza a stimolare una ricostruzione che andava condotta con la massima efficacia e rapidità per poter contare su edifici più sicuri e riprendere tutte le attività.

 

La ricostruzione

L'amministrazione municipale non fu all'altezza della situazione, non c'è stata una vera pianificazione  nè un coordinamento delle operazioni. E' mancata  la figura di un "Fidia" supervisore e artefice di un progetto complessivo di ricostruzione. Ogni cantiere è stato richiesto e sostenuto finanziariamente dal singolo proprietario di un determinato lotto  Furono i singoli proprietari a fronteggiare l'imponente opera di ricostruzione, incaricando autonomamente maestranze e tecnici.
Con la ricostruzione del Loop, dettata dall'emergenza e sostenuta soprattutto da interessi privati più che collettivi, la città si riempì di cantieri indipendenti tra loro.  Gli artefici della ricostruzione, singoli architetti e ingegneri o a piccoli gruppi di progettisti, si trovarono a lavorare contemporaneamente per diversi committenti ma dovettero affrontare gli stessi problemi:


L'emergenza da un lato ha stimolato la sperimentazione di nuovi materiali e dall'altro ha orientato i progettisti verso nuove funzioni e nuove caratteristiche. Le nuove soluzioni finirono col rivoluzionare le tecniche costruttive tradizionali, cambiando l'aspetto della città e offrendo importanti spunti per l'architettura moderna.

 E' solo da questa similitudine di intenti e dall'appartenenza ad una stessa situazione che deriva il nome "Scuola di Chicago". Essa infatti  non rappresenta uno stile o una corrente: ogni architetto si è espresso con soluzioni diverse sia per fronteggiare un'emergenza sia per inspondere a precise ragioni urbanistiche ed economiche.

Le principali novità sono:

 

Le forme e l'invenzione dei primi ascensori elettrici.

L'elevatissimo costo dei lotti costrinse i proprietari a concentrare negozi e uffici in aree di dimensioni limitate, determinando lo sviluppo in altezza e stimolando la comparsa di una nuova tipologia edilizia: il grattacielo.
Ma la forma alta e stretta di queste costruzioni insieme alla loro concentrazione in un fitto tessuto urbanistico ricorda le città medievali italiane di età comunale. In entrambi i casi, nelle due differenti realtà storiche, il poco spazio ha condizionato la forma e il carattere dell'edificio, privilegiando nella costruzione lo sviluppo in altezza.

 

I borghi medievali in Italia coprivano aree contenute nel perimetro delle mura cittadine ed erano fitti agglomerati di  case-torri. Lo sviluppo verticale degli edifici di Chicago è invece dovuto soprattutto alla speculazione edilizia.
Nella città romanica le famiglie più potenti costruivano le proprie dimore sopra alle botteghe: le attività artigianali e commerciali situate al pianterreno delle case-torri facilitavano i traffici e il trasporto delle merci, esse rispondevano a finalità non troppo dissimili a quelle che si sono riproposte con  gli accoglienti negozi e i grandi magazzini su cui si innalzano i grattacieli.
Ma mentre le torri antiche erano organismo concepiti per svolgere contemporaneamente  più funzioni: produttiva, commerciale, amministrativa, abitativa e di difesa, le funzioni del grattacielo si riducono a quelle commerciale e amministrativa.

 

dovevano rispondere a più funzionial piano nobile, corrispondente al primo ordine, si trovava la sala di rappresentanza e poi seguivano le stanze per gli uffici amministrativi, gli ambienti di servizio e quelli dell'abitazione vera e propria.

Similmente alle antiche torri, anche nei grattacieli di Chicago gli ambienti produttivi e commerciali si trovano ancora al pianterreno dove sono ricavati  accoglienti negozi o grandi magazzini. Nei piani successivi invece non si trovano più gli ambienti domestici, poichè vi sono collocati i numerosi uffici, per tutta l'altezza dell'edificio.
Un altro cambiamento importante è dovuto all'uso degli ascensori elettrici, rapidamente diffusi dopo che Elisha Otis depositò il brevetto nel 1853. Permettendo di raggiungere con facilità i piani alti, l'ascensore cambiò il significato simbolico dei livelli: mentre nei palazzi tradizionali, dal medioevo fino all'800, i piani più prestigiosi erano i primi due - e in particolare il primo, detto appunto 'piano nobile, perchè lì vi si trovavano le stanze di rappresentanza - nei grattacieli la zona di prestigio è quella dei 'piani alti' e in particolatre l'ultimo, dove trovano posto gli uffici dirigenziali e le sale di riunione.

Altre analogia con la pratica costruttiva medievale è che a Chicago la costruzione di ogni palazzo è stata finanziata dalle singole società proprietarie del lotto e dopo l'incendio la ricostruzione è avvenuta spesso sulla stessa area della costruzione precedente.

 

all'interno del cerchio ristretto delle mura, in concorrenza tra loro, spesso modificando o ricostruendo l'edificio sulle fondamenta di uno precedente.

Così a Chicago la costruzione di ogni palazzo è stata finanziata dalle singole società proprietarie del lotto e dopo l'incendio la ricostruzione è avvenuta spesso sulla stessa area della costruzione precedente.

 

Le attività artigianali e commerciali situate al pianterreno delle case-torri, per facilitare i traffici e il trasporto delle merci rispondono a finalità non troppo dissimili a quelle dei negozi e grandi magazzini su cui si innalzano i grattacieli.

I materiali

Grande attenzione è stata posta sui materiali componenti lo scheletro strutturale di questi enormi edifici: le strutture in acciaio sostituirono quelle in ghisa perchè sono più resistenti al fuoco e alle pressioni del peso. Di conseguenza cambiarono anche i sistemi costruttivi e la concezione dello spazio interno. La forma a torre da cui deriva il grattagielo limita le possibilità di organizzazione e distribuzione degli spazi.
Inoltre nei grattacieli della Scuola di Chicago gli spazi interni sono concepiti in funzione produttivo-economica e non di abitazione:  sono spazi finalizzati al lavoro soprattutto di società finanziarie, commerciali, assicurative, con molti uffici, sale di riunione, corridoi, ascensori, archivi scale e collegamenti tra piani. Decorazioni e abbellimenti sono completamente eliminati o fanno parte integrante delle strutture soprattutto all'esterno o negli ambienti di rappresentanza, per salvaguardare un'immagine di decoro o di prestigio. All'interno prevalgono gli spazi vuoti, riempiti solo dagli arredi tendenzialmente anonimi degli uffici.

Molto importanti sono le finestre, elementi di comunicazione con l'esterno, caratterizzate da grandi superfici vetrate che gatrantiscono luminosità all'interno.  Lo sguardo verso l'esterno che offrono le grandi e numerose finestre dall'interno di ogni ufficio riflette lo sguardo verso la città e alla società. chi lavora deve tener presente un pubblico, un'utenza, deve fare attenzione all'attualità in cui vive. Ma può vedere anche gli altri grattacieli, altre finestre di altri uffici, tener presente quindi anche la concorrenza per sentirsi stimolato ad un continuo confronto e miglioramento.  

 

 

Le invezioni e i protagonisti della Scuola di Chicago

 

I problemi statici vennero risolti sostituendo alle strutture portanti in muratura uno scheletro metallico che aveva anche il vantaggio di non dover comportare un ingrossamento dei muri alla base dell'edificio. Si proposero una serie di brevetti con sostegni dapprima in ferro e in ghisa, poi in acciaio, resistente anche al calore in caso di incendio. I lavori si svolsero tra il 1875 e il 1910 e i primi architetti che misero a punto queste nuove tecniche costruttive formarono un gruppo eterogeneo che venne chiamato, per convenzione,  "Scuola di Chicago".

 


William Le Baron Jenney. Home Insurance. 1885-87. Chicago


Tra questi, William Le Baron Jenney inventò un nuovo sistema di distribuzione dei pesi dell'edificio per convogliare tutte le spinte sui sostegni metallici. A lui si deve la costruzione del primo grattacielo della storia: lo Home Insurance, realizzato in soli due anni: dal 1885 al 1887. Lo stile dell'opera però, classicheggiante e di gusto vittoriano, non era così innovativo come la tecnologia adottata.

 

 


Henry Richardson
 Marshall Field. 1885-87. Chicago

 

Due anni dopo venne realizzata la sede dei grandi magazzini del Marshall Field da Henry Richardson che sfruttò l'elesticità portante degli archi, ispirandosi agli acquedotti romani e alle forme rinascimentali di Palazzo Strozzi di Firenze. In questo caso Richardson riuscì a fondere meglio la funzione decorativa a quella pratica e strutturale.

 

 

 Daniel Burnham e Jhon Root, Charles Atwood  Reliance Building. 1890-95. Chicago.

 

Un altro importante passo avanti venne compiuto da Daniel Burnham e John Root, autori del Reliance Building, del 1890-95, un edificio in cui le pareti in muratura sono sostituite da grandi pannelli vetrati, ottenenndo un risultato di maggiore leggerezza. L'utilizzo di particolari finestre aggettanti, dette bay-Windows, imprimono alle superfici esterne un nuovo dinamismo, mentre le putrelle d'acciaio dello scheletro portante anzichè nascoste vengono messe in evidenza da un rivestimento di ceramica bianca, con un originale e gradevole effetto decorativo.

 

 



Louis Sullivan. Wainwraight. Saint Louis. 1890

 

Ma l'artista che impresse una vera svolta all'architettura moderna fu Louis Sullivan: egli riuscì a svincolare del tutto il linguaggio artistico statunitense dall'influenza europea, proponendo uno stile pienamente americano e originale. I suoi grattacieli, come il Wainwraight costruito a Saint Louis nel 1890,  la Borsa  di Chicago del 1894-94 e il Bayard di New York, perdono l'aspetto del palazzo tradizionale e sono concepiti come altissimi prismi. Anche se il basamento inteso come solido appoggio e il forte slancio verticale deriva dalle torri medievali italiane, del tutto nuove sono la concezione del muro-tenda (courtain-wall) e dell'ornamento inteso come "il fiore tra le foglie". Con il principio del muro-tenda Sullivan fa in modo di convogliare i pesi dell'edificio sulle strutture portanti interne, cercando di non gravare più sulle pareti esterne che devono svolgere solo la funzione di filtrare la luce e non di sostenere, come appunto delle tende. Per questo tutte le pareti esterne delle sue costruzioni non hanno mai pareti e superfici chiuse ma solo finestre, pilastri e architravi. L'ornamentazione inoltre viene concepita non come un abbellimento aggiuntivo, ma come parte integrante ("fiore tra le foglie") della costruzione.

 

 

 

Paralleli storici    

 

L'opera urbanistica della Scuola di Chicago vista nel suo insieme ha un duplice aspetto. Dal punto di vista formale il tracciato urbanistico di Chicago allo scorcio del XIX secolo sembra ricalcare lo schema ippodameo, ma per alcune importanti caratteristiche e modalità costruttive ricorda più i borghi medievali che il modello classico.

Nella città romanica le famiglie più potenti costruivano le proprie dimore e gli ambienti produttivi e commerciali all'interno del cerchio ristretto delle mura, in concorrenza tra loro, spesso modificando o ricostruendo l'edificio sulle fondamenta di uno precedente. Così a Chicago la costruzione di ogni palazzo è stata finanziata dalle singole società proprietarie del lotto e dopo l'incendio la ricostruzione è avvenuta spesso sulla stessa area della costruzione precedente.

In entrambi i casi, nelle due differenti realtà storiche, il poco spazio ha condizionato la forma e il carattere dell'edificio, privilegiando nella costruzione lo sviluppo in altezza. I borghi medievali in Italia coprivano aree molto contenute difese dalle mura cittadine, si riempirono di case-torri  per motivi di sicurezza. Lo sviluppo verticale degli edifici di Chicago è invece dovuto soprattutto alla speculazione edilizia. 

Le attività artigianali e commerciali situate al pianterreno delle case-torri, per facilitare i traffici e il trasporto delle merci rispondono a finalità non troppo dissimili a quelle dei negozi e grandi magazzini su cui si innalzano i grattacieli.

  

 

A. Cocchi

 

 

 


Bibliografia

 

G. C. Argan. L'Arte Moderna. RCS Sansoni editore, 1990
Arte Enciclopedia Universale, Leonardo Arte editrice.
La Nuova Enciclopedia dell'Arte, Garzanti. 1986

 

Approfondimenti:Scuola di Chicago, Alessandra Cocchi, grattacieli, Loop.

Stile:Art Nouveau.

Per saperne di più sulla città di: Chicago


 



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