Masaccio


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Lo stile di Masaccio

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Lo stile di Masaccio è inconfondibile e molto innovativo.
E' caratterizzato da un forte realismo inteso come presenza fisica, materiale, essenzialità di forme, sviluppo plastico, e resa drammatica.
Tema dominante è l'umanità, le figure di Masaccio sono sempre piene di dignità e concretezza umane, hanno espressioni vaghe, malinconiche e intense, sono solenni e isolate.

Masaccio è molto sensibile alla rappresentazione del mondo dell'infanzia. I suoi bambini sono sempre irrequieti e agitati, anche se rappresentano Gesù. Non sono mai colti in posizione tranquilla o di riposo, sono sempre in movimento. Spesso sono distratti da qualcosa fuori dal quadro. Suggeriscono l'impressione di un'infanzia sofferta, drammatica, ansiosa e insofferente. Masaccio coglie il lato più drammatico dell'infanzia dei suoi tempi, che non era come oggi un periodo sereno o gioioso, ma pieno di insidie e sofferenza.

I personaggi delle sue opere hanno i volti delle persone che lo circondano e fanno parte della sua vita. Masaccio sceglie come modelli i suoi compagni o popolani, poveri, mendicanti. I loro volti si fissano nella loro ansia, hanno espressioni assorte, mute e pensose. Masaccio rifiuta l'idealizzazione e l'abbellimento, ma carica questi personaggi ignoti di riferimenti umani, concreti che fanno sentire la loro presenza fisica e spirituale, attraverso il volume, il peso e l'intensità espressiva.

La madre è una figura che ritorna spesso nelle sue opere (soprattutto nelle Madonne) carica di umanità e morbidezza femminile, ma sempre dignitosa e solenne.
In genere ha un'espressione assorta o addolorata (crocifissione), quasi distratta, ma con uno sguardo intenso fissato nel quadro.

Gli ambienti in cui Masaccio colloca i suoi personaggi rendono sempre un senso di realtà e verità, ci sono riferimenti continui a un mondo vissuto, trasmettono una forte coscienza della concretezza dell'esistere.

La prospettiva, appresa da Brunelleschi, di cui probabilmente è stato allievo, viene subito applicata nelle sue opere, dapprima in modo un po' impacciato, poi con maggiore sicurezza.
E' probabile che prima di inserirla nei suoi quadri, Masaccio facesse delle prove, come in una perduta Scena con un indemoniato, che si conosce attraverso una copia, forse di Andrea di Giusto, dall'originale masaccesco.

Sembra che Masaccio si sia molto esercitato anche nella ritrattistica, i testimoni parlano della Sagra, un'altra opera perduta, in cui sembra che figuravano numerosi ritratti, ed era ispirata ai bassorilievi antichi, visti nel suo viaggio a Roma del 1423, anno del Giubileo. Questo dipinto è stato eseguito tra il Trittico di San Giovenale e la Sant'Anna.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
S. Borsi Masaccio. Dossier Art Giunti, Firenze 1996
P. Volponi, L. Berti L'opera completa di Masaccio. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006

 


 

 

Approfondimenti:Masaccio, pittura, pittura rinascimento.

Stile:Quattrocento.

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Masaccio. Madonna in trono con Bambino e angeli. Pala centrale del Polittico di Pisa. 1426. Tempera su tavola. Londra, National Gallery


Masaccio. L'elemosina di San Pietro. Afreschi della Cappella del Carmine. 1423-28. Firenze.


Masaccio. San Pietro risana gli storpi. Afrreschi della Cappella del Carmine. 1423-28. Firenze.



 

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