Storia dell'arte


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L'autonomia dell'arte

Il concetto di Autonomia dell'arte viene affrontato soprattutto da Luciano Anceschi che ne mette in
luce la complessità. Secondo lo studioso l'autonomia dell'arte è intimemente legata al suo tempo e
condizionata dalla situazione morale e civile in cui vive. Gli stessi protagonisti dell'arte, come
l'artista, ma anche il critico e il teorico nascono e vivono in una particolare situazione storica,
perciò il loro pensiero e le loro creazioni modificano e insieme corrispondono al loro tempo.
Tra i critici e i teorici del Novecento, anche il filosofo Enzo Paci nel suo Diario fenomenologico
aveva evidenziato la sostanziale complessità dell'arte paragonandola ad un essere vivente che nel
corso della sua evoluzione fa riferimento alle sue infinite connessioni. Infatti anche di fronte ad
una stessa opera d'arte le interpretazioni e i movimenti della critica sono estremamente mutevoli.

Altro importante studio è offerto da Principio trascendentale dell'autonomia dell'arte, testo nel
quale Antonio Banfi affronta il tema dell'autonomia dell'arte attraverso una chiara sintesi storica.
Secondo lo studioso milanese non sempre l'arte ha manifestato la sua autonomia. Ad esempio nelle
civiltà orientali antiche, come ad esempio quella Egizia e le Civiltà Mesopotamiche l'arte aveva una
funzione soprattutto religiosa, politica, etica. Di conseguenza le scelte tecniche, espressive, le
forme, i significati e gli stessi valori estetici non possono essere riferiti ad un'autonomia, ma
vanno ricondotti a quelle funzioni.

Secondo Banfi è con la civiltà greca che l'arte acquista la sua autonomia, si manifesta secondo leggi
proprie in maniera indipendente.
Un altro momento di grande autonomia dell'arte è identificato nel Rinascimento, periodo in cui viene
riconosciuta l'importanza dell'arte come motore culturale e civile e dell'artista come intellettuale.

Nel Seicento, interrogandosi sull'arte barocca, lo scrittore e biografo Giovanni Pietro Bellori
considerava l'arte come manifestazione dell'Idea e misura della Ragione, ma sosteneva che la creazione
artistica non poteva esistere senza una necessaria contemplazione della Natura.

L'età neoclassica è uno dei momenti in cui la dottrina dell'arte divenne un argomento centrale di
interesse tra gli intellettuali. Fondamentale è la posizione del Winckelmann con le sue celebri
definizioni del Bello: "nobile semplicità e quieta grandezza", "la cui verità deve esserecome l'acqua
la più perfetta, come attinta da una sorgente, la quale tanto più salutare vien giudicata quanto meno
ha sapore, cioè quanto è più pura".

L'estetica romantica viene espressa in modo emblematico da Baudealire che definisce l'arte romantica
"moderna, sensibile, colorista, il cui disegno è delimitato dalla lotta armoniosa delle masse di
colore".

Secondo Anceschi nel mondo contemporaneo l'arte viene vissuta come "pura arte" oppure deve mantenere
uno stretto rapporto con la realtà e con la vita.

 

Approfondimenti:arte, monumento, architettura, archeologia, pittura, scultura, storia arte, .

 



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