Impressionismo


La nascita dell'Impressionismo La Parigi degli Impressionisti Arte e mercato a metà '800 Basi culturali e tecnica dell'impressionismo


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La nascita dell'Impressionismo

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L'impressionismo nacque a Parigi, negli anni Sessanta dell'800, quando la città, grazie alle trasformazioni dovute ad Haussmann  diventò una metropoli moderna, caratterizzata da una intensa vita sociale. In quegli anni Parigi si arricchì di nuovi luoghi culturali, punti d'incontro e di svago come teatri, musei, ristoranti, sale da ballo, casinò, e soprattutto caffè, che con i loro tavolini invasero i boulevard: i viali alberati della città.
Il Cafè Guerbois nel quartiere di Batignolles  e la Brasserie des Martyrs divennero i luoghi d'incontro di alcuni giovani artisti che avevano in comune l'interesse per la pittura. Sono: Monet, Pissarro, Renoir, Sisley, Morisot, Daumier, Cassat. A questi si affiancarono altri come Degas e Cezanne, un po' più indipendenti rispetto al gruppo o Manet, considerato un maestro dagli altri, ma che rimase estraneo, pur condividendo alcuni principi.
L'impressionismo nacque quindi da una serie di circostanze casuali, ed è anomalo rispetto ad altri movimenti artistici. Non è organizzato nè programmato, non segue finalità stabilite. È un fenomeno che si è formato spontaneamente. Gli impressionisti condivisero l'esigenza di riunirsi, lavorare spesso insieme ed esporre in gruppo, ma non elaborarono una teoria artistica. Avvertirono un'esigenza comune di dipingere dal vero e di uscire dallo studio, per lavorare all'aria aperta. Divenne importante dipingere ciò che l'occhio vede, secondo l'impressione del momento.

Il lavoro che questi artisti portarono avanti in quegli anni viene ben documentato dalle parole di Emile Zola, grande amico e sostenitore degli Impressionisti, quando racconta che:

"....si propongono di uscire dallo studio in cui i pittori si sono rintanati per tanti secoli, di andare a dipingere all'aperto [...] All'aperto non vi è più un'unica luce, si hanno quindi molteplici effetti. Questo studio della luce nelle sue mille scomposizioni e ricomposizioni è ciò che viene chiamato più o meno propriamente l'impressionismo, perchè da aollora un quadro diventa l'impressione del momento provato davanti alla natura".

Questi artisti, molto diversi tra loro, erano accomunati dalla volontà di fare una pittura nuova, portando avanti una ricerca naturalistica e antiaccademica. La prima fase della pittura impressionista è quindi caratterizzata da un grande e importante lavoro di sperimentazione orientato a superare la visione tradizionale. Queste ricerche portarono ai primi risultati tra il 1867 e il '69 e verso gli anni '70, superata la fase sperimentale, l'impressionismo cominciò a definirsi nella tecnica e nello stile, e si caratterizzò secondo una visione soggettiva, evidente nelle opere dei singoli protagonisti. Tratto comune di questi artisti è l'impegno a dipingere concentrandosi sull'impressione di un istante, variabile a seconda delle luci, delle condizioni atmosferiche e della propria personale percezione.

 Nel 1874 Monet, Degas, Cézanne, Pissarro, Renoire, Sisley, Morisot, decisero di organizzare una mostra alternativa ai salons che avevano rifiutato le loro opere. Il fotografo Nadar mise a disposizione il suo studio per la mostra. Gli artisti si presentarono come Società Anonima di artisti, pittori, scultori, incisori...
La mostra fu un fallimento. Un noto critico, Leroy, osservando un dipinto di Monet, dal titolo: Impressione: sole nascente, scrisse che la carta da parati è più rifinita di quei quadri e usò il nome ''impressionisti'' in senso dispreggiativo. Poi gli stessi artisti adottarono questo nome e si riproposero in altre mostre successive.
Nel 1880 la stagione dell'impressionismo è già finita; ognuno di loro da quel momento in poi portò avanti la propria ricerca personale.
Il successo arriverà molto tempo dopo, quando questi artisti saranno già piuttosto avanti con gli anni.

A. Cocchi


 

Bibliografia

AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
M. T. Benedetti. Impressionismo. Le origini. Dossier Art Giunti, Firenze, 2000
E. Capretti. Impressionismo. Il movimento. I protagonisti. I capolavori. Editrice Giunti, Firenze 1997
B. Denvir. Impressionismo. Dossier Art Giunti, Firenze, 1992
F. Poli. Il sistema dell'ate contemporanea. Editori Laterza, Bari 1999
G. Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986


 

 

Stile:Impressionismo.

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Edgar Degas. La classe di danza. 1871-74. Olio su tela. cm 85 x 75. Parigi. Musée d'Orsay.



 

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