Impressionismo


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Arte e mercato a metà '800

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Gli impressionisti condividevano l'idea di Courbet di un'arte democratica, senza pretese e rivolta alla vita di tutti i giorni, all'esperienza comune. Seguivano anche un'idea generica di libertà espressiva che rifiutando le consolidate regole formali dell'arte ufficiale esposta nei Saloni, si poneva come una produzione estranea a quella che il mercato dell'arte in quel momento richiedeva. Il pubblico abituato ai vecchi maestri e alle regole accademiche rimase sconcertato di fronte alle pennellate irregolari e disordinate, all'assenza di contorni, alla mancanza di prospettiva. Anche i prezzi bassi dei quadri, anzichè essere un incentivo per i collezionisti, li resero meno ambiti.  Un ricco banchiere parigino spiegò a Renoir il motivo per cui preferiva acquistare opere proposte dei saloni piuttosto che i quadri impressionisti sostenendo che nella sua posizione doveva possedere dipinti costosi.
Queste convinzioni resero difficile la vita di questi artisti, che per lungo tempo non riuscirono a vendere facilmente i loro quadri.
La classe borghese di quegli anni, principale target degli artisti dell'800, promosse lo sviluppo economico e quel tipo progresso tecnico e scientifico ad esso legato, manel campo dell'arte conservava una cultura modesta, di gusto accademico e tradizionalista e non furono in grado di cogliere il valore espressivo e la portata innovativa dell'Impressionismo.
Gli impressionisti invece erano pienamente convinti della valenza culturale di quel cambiamento e si spinsero verso una visione d'avanguardia.  Quindi si scontrarono inevitabilmente con la mentalità e il gusto borghese, proprio perchè rompevano decisamente con ogni tradizione. Per questo le loro opere sono state per lungo tempo respinte e incomprese.

Nella Parigi della seconda metà dell'800 c'era una vera pioggia di committenze pubbliche per i pittori accademici. Questi potevano esporre ai salons, perchè seguivano il gusto ufficiale della classe dirigente. Gli alti dignitari e i borghesi in ascesa si spartivano ritratti ufficiali, opere, decorazioni, tutto quello che poteva servire per crearsi un'immagine pubblica e un prestigio favorevoli al proprio successo personale.
È un momento in cui l'arte accademica è un'istituzione ufficiale, protetta e organizzata. In questo momento essere ammessi all'accademia di belle arti significava avvenire assicurato. Quindi per avere successo non serviva un particolare talento, invenzione creativa: bastava avere una solida formazione tecnica, seguire le regole e assecondare il gusto ufficiale. Rifiutare queste condizioni significava: esclusione dai salons, e essere considerati artisti da strapazzo, come accadde agli impressionisti.
Altra conseguenza negativa fu che poi questi pittori, per sopravvivere, hanno dovuto appoggiarsi a mercanti e speculatori. Di qui è derivato il sistema moderno del libero mercato delle opere d'arte. Ed è per questo che molti capolavori dell'impressionismo non li vedremo mai, perchè pochi sono nei musei, e molti sono ancora dispersi nelle collezioni private di tutto il mondo. I risultati di quel meccanismo speculativo, quindi sono tutt'ora funzionanti.

A. Cocchi


 

Bibliografia

AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
S. Whitfield (a cura di) Impressionismo e Postimpressionismo. Collezione Tyssen-Bornemitza. Electa editore, Milano-Lugano, 1990.
M. T. Benedetti. Impressionismo. Le origini. Dossier Art Giunti, Firenze, 2000
E. Capretti. Impressionismo. Il movimento. I protagonisti. I capolavori. Editrice Giunti, Firenze 1997
B. Denvir. Impressionismo. Dossier Art Giunti, Firenze, 1992
F. Poli. Il sistema dell'ate contemporanea. Editori Laterza, Bari 1999
G. Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986

 

Approfondimenti:mercato dell'arte, .

Stile:Impressionismo.

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Pierre-Auguste Renoir. La colazione dei canottieri. 1880-81- Olio su tela. Washington, Phillips Collection



 

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