Hayez


Vita e opere I profughi di Parga Il bacio


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Francesco Hayez è un artista molto produttivo, ha avuto una vita lunghissima e una carriera fortunata.
Nasce a Venezia, nel 1791 da una famiglia molto povera, ultimo di cinque figli. La madre, Chiara Torcellan, è di Murano, il padre, Giovanni Hayez è un pescatore francese, originario di Valenciennes. A causa di gravi difficoltà economiche, il bambino viene affidato a una zia benmestante, moglie di Giovanni Binasco, mercante d'arte genovese, proprietario di una galleria di quadri. È lo zio che scopre l'inclinazione artistica di Francesco. Dapprima inrtroduce il nipote presso un restauratore, poi avendo notato il suo talento, lo avvia alla carriera artistica presso lo studio di Francesco Maggiotto. Qui il giovanissimo artista riceva anche una formazione classica, impostata su letture mitologiche e storiche.
Insieme all'amico Demin, inizia a frequentare la collezione di Palazzo Farsetti, che conteneva un'esposizione di gessi tratti da antiche statue classiche. Francesco per tre anni si esercita nel disegno, copiando i modelli in gesso.
nel 1803 frequenta in Accademia il corso di nudo e grazie all'insegnamento di Lattanzio Querena comincia a dipingere.  Per la sua formazione veneziana è importante anche lo studio della pittura di Tiziano, da cui riprende la vivacità e la gamma calda dei colori. Nel 1806 si costituisce a venezia la nuova Accademia e Hayez viene ammesso ai corsi di pittura in cui insegna Teodoro Matteini, che lo avvia alla pittura di genere storico.
Con una borsa di studio, ottenuta nel 1809 in un concorso molto selettivo, Hayez ottiene un soggiorno di alunnato a Roma per tre anni. Il primo anno il ragazzo viene affidato alla guida del Canova, la cui influienza sarà fondamentale per lo sviluppo del suo stile. Hayez viene accolto come un figlio in quell'ambiente eccezionale che è lo studio romano di Canova: qui ha la possibilità di incontrare gli artisti e i personaggi più eminenti del momento. Inoltre l'appoggio del grande scultore favorisce le sue prime importanti occasioni di lavoro.
Le sculture di Canova esercitano un'enorme suggestione su di lui, tanto da caratterizzare tutto il suo stile. molte opere di Hayez ripropongono, soggetti, situazioni e caratteristiche riferibili direttamente alle opere canoviane e a quelle di Raffaello, conosciute a Roma. E anche l'incarnato delle figure femminili di Hayez è vicinissimo alla particolare morbidezza delle sculture canoviane e ai dipinti di Raffaello.
In seguito Hayez rimane sostanzialmente a Roma, ma fa alcuni soggiorni a Firenze e a Venezia.
Nel 1813 Hayez realizza il celebre Rinaldo e Armida, inviato all'Accademia di Venezia come prova finale del suo alunnato. Nello stesso anno è tra gli artisti incaricati delle decorazioni in Quirinale.
Nel 1815, Muore Gioacchino Murat, che lo aveva incaricato di dipingere Ulisse alla corte di Alcinoo. Il Quadro di grandi dimensioni verrà poi inviato a Napoli, al re Ferdinando I di Borbone.
Nel 1817 sposa Vincenza Scaccia, appartenente a una famiglia della borghesia romana, abituata a ricevere gli artisti. Nello stesso anno torna a Venezia per realizzare alcuni affreschi nei palazzi signorili veneziani.

Nel 1820 si trasferisce a Milano, in seguito alla presentazione all'Accademia Brera del Pietro Rossi prigioniero degli Scaligeri, ora conservato in una collezione privata. E' un'opera di grande impegno, considerata come il manifesto del romanticismo storico che gli porta grande successo e gli permette di conoscere a Milano personalità di spicco come Tommaso Grassi, Alessandro Manzoni, il conte Arese.
Nel 1821 espone Il conte Carmagnola condotto al supplizio, l'opera viene molto apprezzata dal Manzoni, autore della tragedia a cui si è ispirato il pittore.
La sua attività prosegue con la realizzazione di altri quadri di soggetto storico: I vespri siciliani del 1822, l'Ajace d'Oileo, I Profughi di Parga,  opere ispirate alla tragedia di Giulietta e Romeo, come l'Ultimo bacio e gli Sponsali, soggetti religiosi e ritratti. Particolarmente noto è il Ritratto di Alessandro Manzoni. Negli anni seguenti riceve incarichi sempre più prestigiosi, tra i quali gli affreschi eseguiti nel 1837 nella Sala delle cariatidi in Palazzo Reale a Milano.
Nel 1850 viene nominato professore di pittura all'Accademia di Brera.
Hayez continua a dipingere fino alla fine della sua vita. Nei suoi ultimi anni nascono altri capolavori come Il bacio, il Marin Falieri, il Ritratto di Gioacchino Rossini e  la Finestra di Harem del 1881. Muore a Milano il 21 dicembre 1882.

A. Cocchi


 

Bibliografia

C. Bertelli, G.Briganti, A. Giuliano Storia dell'arte italiana Electa-Mondadori vol. 4
C. Castellaneta, S. Coradeschi. L'opera completa di Hayez. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
F. Mazzocca Hayez,. Dossier Art Giunti, Firenze 1998
M. Monteverdi. Neoclassicismo e aspetti accademici del primo romanticismo italiano. in: Storia della pittura italiana dell'Ottocento. Vol. I. Bramante Editrice, Busto Arsizio, 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986

 

Approfondimenti:Hayez, .

Stile:Ottocento, Romanticismo.

 



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Francesco Hayez. Ritratto di Camillo Benso di Cavour. 1864. Olio su tela. cm. 69X64. Milano, Pinacotecadi Brera.


Francesco Hayez. Incontro tra Esał e Giacobbe. 1844. Olio su tela. cm. 208X300. Brescia, Civica pinacoteca Tosio Martinengo


Francesco Hayez. Venere che scherza con due colombe. Ritratto della ballerina Carlotta Chabert. 1830. Olio su tela. cm 183X137. Trento Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

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