Geroglifici egiziani


Champollion e la Stele di Rosetta Lo scriba nell'antico Egitto


torna indietro: Argomenti

Geroglifici egiziani

Storia dell'arte  >  Argomenti

Le scritture dell'antico Egitto

In Egitto furono adottate come scrittura, verso il 3.500 a.C., una serie di figure o geroglifici le quali furono impiegate sia come ideogrammi, sia come fonogrammi.

I segni di questa scrittura possono suddividersi in:

- ideogrammi puri;
- fonogrammi, usati anche come ideogrammi;
- fonogrammi indicanti più consonanti;
- fonogrammi indicanti una sola consonante;
- determinativi, ossia ideogrammi che, accostati a parole omofone, ne specificano il significato;
- complementi fonetici: ossia fonogrammi monoconsonantici che ripetono alcune o tutte le consonanti di un policonsonantico, oppure che esprimono il valore fonetico di un ideogramma.

La scrittura egiziana successivamente si sviluppò in tre tipi: geroglifica, ieratica, demotica:

- geroglifica: scrittura originaria scolpita su pietra, in seguito usata anche su papiro per testi religiosi. I geroglifici sono disegnati molto chiaramente e sono disposti in colonna dall'alto in basso o in linee. Sia le colonne che le linee corrono da destra verso sinistra o vicerversa; essi guardano, ossia sono aperti verso l'inizio della linea, contrariamente a quanto succede nella nostra scrittura;

- ieratica: è la forma corsiva della scrittura geroglifica, usata contemporaneamente ad essa, ma esclusivamente sul papiro. Fino al Nuovo Regno, i segni particolari sono disposti in colonna e dall'alto in basso; più tardi vennero disposti in linee. Sia le colonne che le linee, vanno da destra verso sinistra;

- demotica: è un particolare corsivo che venne usato nella Bassa Epoca, senza soppiantare del tutto la scrittura ieratica. I segni sono disposti in linee da destra verso sinistra.
Dalla scrittura egizia solo la scrittura meroitica ne è derivata.

I caratteri dei geroglifici rappresentano oggetti riconoscibili. Il termine geroglifico viene avvicinato al sistema di scrittura dell’antica lingua egizia, ma non solo, perché tale parola fu usata, in seguito, per descrivere anche i sistemi di scrittura pittorica elaborata dagli Ittiti, dalla civiltà minoica e dai Maya.
Le iscrizioni egizie sono composte da due tipi fondamentali di segni: ideogrammi e fonogrammi. Il primo indica l’oggetto rappresentato o qualcosa di direttamente associabile; il secondo rappresenta i suoni, e sono usati per il lavoro fonetico.
La maggior parte delle parole era scritta con una combinazione di segni fonetici e ideografici; ad esempio, la rappresentazione della pianta di una casa significava "casa", ma lo stesso segno seguito da un complemento fonetico e dalla raffigurazione di un paio di gambe nell’atto di camminare era usato indicare il verbo omofono che significava "uscire".
Di solito le iscrizioni geroglifiche possono avere andamento sia orizzontale sia verticale e si leggono da destra a sinistra. Nelle frasi sono stati trovati nomi, verbi, preposizioni e altre parti del discorso disposte secondo rigide regole di ordine delle parole. Il sistema geroglifico si sviluppò all’incirca nel 3000 a.C. e si usò presso gli Egizi fino all’epoca romana; la forma e il numero di segni rimasero invariati fino al periodo greco-romano.

Nei testi religiosi si usava la scrittura ieratica, scrittura corsiva, stendendo l’inchiostro con pennelli sul papiro.
Nell’uso quotidiano si adoperava la scrittura demotica, la cui stesura richiedeva accuratezza, impegnando il doppio del tempo; era usata per le iscrizioni incise sui monumenti.

Questi sono i ventisei segni uniletteri che gli Egiziani utilizzavano con maggior frequenza per trascrivere i suoni della loro lingua.
Sotto ogni segno si trova il nome convenzionale dell'immagine e, in rosso, la sua pronuncia, sebbene questa non corrisponda esattamente a quella italiana.
Per esempio, la W del pulcino va letta "all'inglese" come una U.
La C di avambraccio è un suono a metà fra la H aspirata e la A.
La H di cortile va pronunciata aspirata.
La H di filo ritorto è una H faringale.
La H della cesta assomiglia al tedesco "ich".
La S di chiavistello è dolce come in "isotopo".
La S di stoffa è aspra come il "sole".
La S di lago si pronuncia come la Sc di "sci".
La Q di colle è una C dura, come in "carne".
La K di cesta è una C aspirata "alla toscana".
La T di pastoie si pronuncia con un suono a metà fra la T e la C.
La D di cobra sta fra la D e la G "gente".

La scrittura ieratica è la forma di scrittura dell'Antico Egitto correntemente utilizzata dagli scribi.
Sviluppatasi insieme o in seguito alla forma detta geroglifica (spesso per semplificazione), era maggiormente adatta ad essere tracciata con un pennello sul papiro ed anche su ostraka (pietra).
Ogni glifo della scrittura monumentale (geroglifica) corrisponde ad un segno ieratico al punto che nella moderna prassi dell'egittologia i testi in ieratico vengono spesso resi in geroglifico.
Il nome, che significa scrittura sacra, è di origine greca ed ha trasmesso la non corretta concezione che si trattasse di una forma utilizzata solamente dai sacerdoti.
Dallo ieratico fu poi derivato il demotico, una forma semplificata della scrittura che entrò in uso solo nel I millennio a.C.


ETIMOLOGIA

_Ιερογλυφικα     γραμματαĭ_
Ιερος   -  γλύφω  -  γραμμα
Sacro  -  incidere  -  lettera 
_Lettere sacre incise_
Ιερογλυφικός     (=ciascuno dei segni della scrittura pittografica)
Nieroglyĭphcus  (latino tardo)
Geroglifico           (italiano antico)

PITTOGRAFIA

È una forma di scrittura in cui ogni pittogramma rappresentava in modo semplificato  un oggetto o un elemento (papiro,piramide ecc…).
Poteva anche corrispondere a un suono quando bisognava scrivere per esempio il nome di un faraone o una città. Quindi ogni pittogramma aveva funzione sia ideografica sia fonetica usata per decorare i templi.

SCRITTURA  IERATICA

Lo  ieratico è lo sviluppo corsivo della  scrittura geroglifica.   Veniva usata specialmente per la velocità di scrittura per documenti riguardanti la vita pubblica e religiosa: quindi testi, romanzi, spartiti musicali, prescrizioni mediche, lettere private, rapporti diplomatici, ecc…
Appare durante la III dinastia e viene usato regolarmente fino alla fine del Nuovo Regno. In epoca tarda, lo ieratico fu usato molto in campo religioso e venne quindi chiamato “ ieratikos” , cioè lingua sacerdotale.

SCRUTTURA  DEMOTICA

Il  demotico ebbe origine intorno alla XVI dinastia  ed è una semplificazione dello ieratico, in questo caso vengono abbreviati gruppi interi di parole che  appaiono con un unico segno. Questa scrittura venne ampiamente usata per i successivi mille anni.
Il termine demotico è riferito alla lingua scritta che traduceva il parlato in uso dalla XV dinastia. E’ considerato  la lingua popolare ed era la scrittura favorita dagli scribi legali. E’ molto più difficile da leggere rispetto al geroglifico e allo ieratico.

SCRITTURA   COPTA

Questa scrittura è la trascrizione dell’egiziano in greco elaborata dai cristiani egiziani.  Venne adottato per rimpiazzare la mancanza di vocali nell’alfabeto egizio.
Fu utilizzato per scrivere documenti che ci hanno permesso  di ricostruire un quadro dell’ Egitto post-faraonico.

C. Tarroni, F. Ramilli, D. Bosi, E. Evangelisti (alunni del Liceo Classico Monti, Cesena)



Bibliografia e sitografia: 

 

Giorgio Cricco, Francesco Paolo di Teodoro. Iitinerari nell'arte, dalla preistoria all'arte romana, ed. Zanichelli
www.Wikipedia.it 

 

Approfondimenti:geroglifico, disegno, scrittura, simbolo, archeologia, egittologia, Liceo Monti.

Stile:Arte egizia.

 



Per informazioni su questi dipinti clicca qui.

 


Statua di scriba rinvenuta a Sakkara - 2.400 a.C.



 

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo. Clicca qui per maggiori informazioni. OK