Castello di Fénis


Castello di Fènis: architettura


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Castello di Fènis: architettura

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A differenza delle altre fortezze della Valle d'Aosta, il Castello di Fénis non ha difese naturali, poichè sorge su un territorio pianeggiante. Per questo motivo, dal punto di vista architettonico, è dotato di un vistoso apparato militare destinato  a sottolineare le capacità difensive, e quindi la potenza e il prestigio degli Challant. Il possesso di un’architettura funzionale e imponente all’epoca era la maggior manifestazione di potere di una famiglia.
Ma la struttura complessiva testimonia bene anche le trasformazioni dal modello esclusivamente difensivo della fase medievale a quello residenziale e signorile del periodo rinascimentale.

La pianta del Castello di Fenis è il risultato di modifiche secolari, ha la forma di un pentagono irregolare, circondato da due robuste cortine di mura concentriche.  La cinta muraria più esterna è dotata di merlature e bastioni. La cinta più interna è più alta, anch'essa coronata da merlature, ma più attrezzata rispetto a quella esterna. E' dotata di torrette angolari, collegate tra loro da un percorso interno (cammino di ronda), due torrioni, uno quadrato e uno circolare, più una poderosa torre d'accesso, quadrata e con caditoie e feritoie a cuore.
Le torri sono munite di feritoie, strette aperture verticali per consentire il tiro con archi e balestre, e di un coronamento di ballatoi, sorta di balconi chiusi e aggettanti dalle pareti esterne, sostenuti da beccatelli, archetti di in funzione di mensole.  In caso di assalto i difensori appostati sui ballatoi potevano rispondere ai nemici sia scagliando frecce attraverso le feritoie, sia utilizzando le caditoie (botole aperte sul pavimento, corrispondenti ad aperture tra i beccatelli) per far precipitare sui nemici pietre e proiettili di vario tipo.

L’attuale ingresso risale, come le mura esterne, agli arbitrari rifacimenti degli anni Trenta: l’accesso originario si apriva probabilmente sul lato occidentale, protetto dal mastio, detto donjon, e introduceva nel primo cortile interno alle mura.

L’utilizzo dell’ingresso asimmetrico, cioè sfalsato, era un ulteriore motivo di difesa. Il percorso per addentrarsi fino al nucleo centrale del castello ricorda un labirinto ed è organizzato in modo strategico per compartimenti isolati, costantemente sotto il controllo delle torri e di misteriose teste scolpite nella pietra. Il corpo centrale del castello ha forma di pentagono irregolare, munito di torri circolari agli angoli e di torri quadrate al centro dei lati più lunghi; di queste ultime quella sul lato orientale, munita di saracinesca, protegge l’accesso al Cortile interno, cuore reale e simbolico del castello.

La porta sormontata da un barbacane e dotata di una saracinesca immette nella cinta interna, mentre per accedere al cortile occorre superare una doppia porta, di forma ogivale, aperta nella torre quadrata.


Il Nucleo centrale

È difficile oggi stabilire con esattezza la destinazione originaria dei locali, cancellata da secoli di abbandono; le uniche indicazioni si ricavano da un inventario del 1551.
Rispetto alla struttura esterna, più antica e dichiaratemente difensiva, il nucleo interno, terminato all'inizio del '400, ha un aspetto raffinato, quasi una residenza cortese, segno dell'agiatezza e della cultura dei suoi inquilini. Qui non manca un pregiato corredo decorativo. In particolare gli affreschi del cortile e della cappella privata, realizzati dalla bottega del pittore torinese Giacomo Jaquerio, sono di altissimo valore artistico.

Tutto il complesso è disseminato di simboli: alcuni autori hanno osservato come persino il percorso di accesso alla dimora si possa leggere come un autentico viaggio iniziatico.


Cortile interno

Il piccolo Cortile di forma trapezioidale è chiuso sui quattro lati delle facciate interne coi balconi di legno. Le ringhiere che scorrono lungo i balconi sono fatte di legno più pregiato a seconda dell’ importanza del piano. Le pareti sono interamente affrescate con dipinti in stile tardogotico, ispirati all'araldica e alla decorazione gotica.

In fondo al cortiletto si trova lo scalone semicircolare, realizzato da una bottega di artisti attivi intorno al 1420 e legata a Giacomo Jaquerio. Lo scalone  porta ai piani superiori, ora non più accessibile al pubblico al quale è anche vietato scattare foto.

Il cortile del castello presenta un'interessante decorazione pittorica quattrocentesca.
Sulla parete sopra lo scalone vi è l'affresco raffigurante San Giorgio che uccide il drago e libera la principessa. San Giorgio era un santo molto venerato all’epoca e il suo nome era invocato contro i serpenti velenosi, la peste, la lebbra e la sifilide e, nei paesi slavi, contro le streghe.

Più in alto sono dipinte altre figure di santi protettori, tutti recanti strisce, nastri o pergamene srotolate su cui sono scritti motti e massime morali in francese, riguardanti valore, pace, amore, rapporti sociali; solo in due casi i motti si riferiscono alla figura femminile descritta come una figura docile, ma allo stesso tempo conservatrice di malvagità.
In un settore di parete che nasconde il ballatoio è affrescata l'Annunciazione e santi, realizzata da Giacomino d'Ivrea intorno al 1440.

Lungo i tetti dei portici corrono lunghi doccioni per gli scoli e in una zona al pian terreno era collocata la cisterna per il raccoglimento di acqua piovana.


Ambienti intorno al cortile.

Gli ambienti che si affacciano sul cortile sono disposti sun diversi piani. A pianterreno si aprono la Sala d'Armi, dove è ancora visibile un trabocchetto, la Cucina della Guarnigione e altri vani di servizio.

La grande Cucina del pianterreno è facilmente riconoscibile per l’enorme camino, si pensi che solo l’apertura sulla stanza è più alta della normale misura d’uomo e la canna fumaria è molto ampia e alta oltre tre metri. Con tale struttura il camino poteva diffondere il calore anche ai piani superiori, rendendo abitabili le stanze più alte. Per questo il camino veniva tenuto sempre acceso e alimentato continuamente per poter sopportare i rigidi inverni valdostani. Anche i camini che si trovano nelle altre stanze erano sempre funzionanti con un fuoco alto e non a braci.
Generalmente il pasto più consueto era la carne allo spiedo. Sempre in cucina, sotto ad una finestra trilobata è collocato un lavandino in pietra con un sistema di scolo all’esterno.
Sempre al pian terreno ma di maggiore importanza sono il grande Salone di ingresso (grande salle basse).
Gli altri vani  del pianterreno sono più bui e disadorni, destinati a un uso di servizio: deposito per attrezzi, dispensa, legnaia.
Nel seminterrato si trovavano le cantine.

Non essendo più accessibili le scale centrali del cortile, si passa agli altri piani tramite una scala laterale di ferro che conduce fino alla sommità della torre. Salendo si possono vedere lungo le pareti le porte dei bagni, nei quali l’igiene era garantita grazie a un sistema di canalizzazione e di scolo e non quindi a caduta libera, più avanzato rispetto  a tanti castelli contemporanei.

L'area residenziale

Al piano nobile (primo piano) era situata l’abitazione del signore, con il principale ambiente di rappresentanza e il salone con la cappella. In tutti gli ambienti residenziali sono stati raccolti mobili che vanno dal XV al XVIII secolo, di diversa provenienza.

Nell'ampio Salone di rappresentanza un camino e un grande tavolo con sedie in legno con tre appoggi o piedi invece che quattro, per ottenere stabilità anche causa delle imperfezioni del pavimento. Sempre all’interno come anche in altre stanze, sono presenti dei cassoni, ossia i tipici mobili che solitamente venivano utilizzati per contenere alimenti, vestiti o corredi ma a volte, potenvano all'occorrenza essere ricoperti di paglia e trasformati in letti. Sono esposte anche due madie (tavoli con due livelli, quello superiore per mangiare e quello inferiore per impastare il pane; al suo interno poi si conservavano le pagnotte). In questa stanza, come in altre di maggiore importanza, alle pareti sono presenti varie decorazioni pittoriche come rombi, cerchi, motivi vegetali.

In fondo al salone si apre la Cappella con preziosi affreschi del 1420, uno degli ambienti più importanti del castello.  

Proseguebndo la visita negli altri ambienti residenziali, si può entrare nella Camera della baronessa, dove si conserva un letto del XV secolo.

Nella Camera del signore (camera domini) era situato il letto a baldacchino e anche qui è presente un camino sul quale è riportato il segno della famiglia: uno stemma rosso e bianco a banda nera. Alle pareti erano presenti (oggi non più) alcuni arazzi molto spessi e una variopinta tappezzeria, probabilmente di provenienza orientale.

Sempre al primo piano è presente una Sala arredata quasi interamente con mobili e sedie e riconducibile quindi al salotto. Si trova un dipinto che raffigura le virtù cardinali (Prudenza, Fortezza, Giustizia, Temperanza), tra le quali risalta in maniera netta la Giustizia. Per questo si suppone con ragionevole certezza che la stanza fosse utilizzata come tribunale. Non si sa chi amministrasse la giustizia.

La cappella

L'antica cappella è divisa in due ambienti: uno caratterizzato dalla presenza di un camino, l’altro interamente adibito a funzioni religiose.

Nel primo ambiente si possono vedere un tavolo molto grande, un’ampia finestra e decorazioni pittoriche alle pareti di colore arancione, azzurro, giallo, disposte a nido d’ape, intrecci, sequenze geometriche, sormontate da un fregio di rombi che richiamano il colore blu. 
Un Crocifisso policromo con parti dipinte di nero, a simulazione dell'ebano, pende dal soffitto e divide due ambienti  della cappella. Si tratta di una preziosa croce dipinta, risalente al XIV secolo, appartenente alla tipologia gotica del "Cristo doloroso", derivato dalle scuole pittoriche transalpine.

Oltrepassando il crocifisso si entra nel secondo ambiente, destinato al culto. In questa zona le pareti è completamente affrescata con un ciclo di affreschi quattrocenteschi di notevole importanza. La serie degli affreschi è incorniciata in alto da un fregio a cerchi e linee oblique marroni e arancioni, mentre nella fascia sotto agli affreschi troviamo dei rombi bianchi e neri.
Sulla parete di fondo si può intravedere la sagoma rettangolare lasciata dall'altare, ora perduto. Sopra a questo è visibile l'affresco con la scena della Crocifissione, nella quale la figura del Cristo è la più riconoscibile e prevale il colore verde. A lato è presente invece la rappresentazione di San Giorgio che uccide il drago, di dimensioni minori.
A sinistra della parete di fondo è presente l’affresco della Madonna di Misericordia che accoglie sotto il manto diversi membri della famiglia Challant intenti ad adorarla, tra cui Bonifacio I subito sotto a destra, importante esponente della famiglia vestito di rosso e rappresentato quasi come figura ecclesiastica. A sinistra si vede l’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo, stretto amico della famiglia feudataria.
In alto e e sulle pareti laterali sono rappresentati gli Apostoli e Santi a figura intera.

La realizzazione di un ciclo così imponente, che nelle intenzioni del committente allineava il castello di Fènis alle residenze dei maggiori rappresentanti della politica europea, dovette impegnare diversi maestri. In un primo momento si era pensato che la scelta di Bonifacio I fosse caduta sul principale pittore della corte sabauda all’epoca di Amedeo VIII, il torinese Giacomo Jaquerio. Ma dai restauri effettuati è risultato che gli affreschi sono stati eseguiti da una bottega in cui sono stati riconosciuti due maestri molto vicini allo stile di Giacomo Jaquerio. Il ricorso a schemi jaqueriani è evidente sia negli impianti compositivi generali, sia nelle attitudini e nelle fisionomie delle figure, i colori sono vivaci.

G. Maccherozzi.


Bibliografia e sitografia:

G. Cricco e F.P. Di Teodoro, Itinerari nell’ arte. Zanichelli editore. 2006.
Sandra Barberi. Il castello di Fènis. Direzione della provincia dei patrimoni culturali della Valle.  Editore Musumeci 2007.
Arnaldo Tranti. Valle D’Aosta. Assessorato turismo. 2009.
Giorgio Cusatelli Enciclopedia Garzanti. Garzanti editore. 1973.
 
www.lovevda.it
www.aostavalley.com 

 

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Stile:Arte del Medio Evo, Romanico, Gotico.

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Castello di Fenis. sec. XIII. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Veduta aerea. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Ingresso attuale. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Corridoio tra le mura. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Feritoia. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Doppia porta all'interno della torre. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Affreschi del cortile e balconate. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Scalone circolare nel cortile. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Cucina. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Camera del signore. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Cappella, zona centrale. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Cappella, parete di fondo con affreschi del XV sec. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Cappella, Affreschi con Santi e Madonna della Misericordia. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Cappella, Madonna della Misericordia, Dett. Affresco XV sec. Fenis, Aosta


Castello di Fenis. sec. XIII. Cappella. Santi. Affreschi XV sec. Fenis, Aosta



 

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