L'esecuzione degli affreschi



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L'esecuzione degli affreschi

Andrea Mantegna  >  La Camera degli Sposi

Un altro dei quesiti rimasti in sospeso sulla Camera degli Sposi a Mantova riguarda lo svolgimento dell'esecuzione nelle sue fasi. 
Secondo la consuetudine, per decorare un locale in genere si iniziava dal soffitto e poi si passava alle pareti.
Ma in questo caso sembra  che non è stato proprio così, la decorazione è stata modificata in corso d'opera dallo stesso Mantegna e molto probabilmente le modifiche sono avvenute dopo una o due  interruzioni: il soggiorno a Firenze nel 1466 e quello a Pisa nel 1467.

Le parti che si ritiene siano state dipinte per prime sono quelle stilisticamente più vicine all'esperienza padovana, cioè al momento e all'attività svolta da Mantegna prima del suo arrivo a Mantova.
Ad esempio il tipo di decorazione a specchiature di marmo della balaustra dell'Oculo sulla volta e della parete dietro i personaggi nella scena della Corte riprendono un motivo derivato da Donatello, conosciuto da Mantegna in occasione della sua permanenza a Padova.

Altri dettagli della volta, come i panneggi svolazzanti di alcune figure nelle Storie di Orfeo affrescate sulle vele della volta, sono da riferirsi al linearismo espressivo di Filippo Lippi e Sandro Botticelli, che Mantegna deve aver conosciuto durante il soggiorno fiorentino. Le Storie di Orfeo, quindi, sembrano essere state eseguite dopo l'Oculo. Ciò fa pensare che prima del viaggio in Toscana Mantegna non avesse ancora dipinto le vele del soffitto.
Anche nella pittura delle pareti esistono differenze che sembrano dovute a due diversi momenti esecutivi.

Gli affreschi della parete nord rivelano la vicinanza ai modi del periodo padovano, mentre in quella occidentale, la scena dell'Incontro risente maggiormente della pittura toscana di un luminismo derivato da Benozzo Gozzoli. E' importante ricordare che nel 1467 Andrea si trovava a Pisa per finire un dipinto nel Camposanto. Ed è qui che l'artista veneto deve aver ammirato l'affresco con la Costruzione della torre di Babele dipinta dal Gozzoli.

Altre differenze tra le pareti nord ed ovest riguardano l'organizzazione generale. Il coordinamento generale e perfezione compositiva raggiunti nella parete ovest non sono riscontrabili allo stesso livello nella parete nord. Le corrispondenze auree tra la scena figurata dell'Incontro e l'insieme della decorazione di tutta la stanza non si ritrovano allo stesso grado di esattezza nella scena della Corte, pertanto la parete nord dev'essere stata dipinta prima.
Ad esempio la prospettiva delle scale a destra non coincide con l'impianto prospettico complessivo della sala. I personaggi davanti al pilastro non sembrano avere un chiaro piano d'appoggio. Altri dettagli fanno pensare anche ad una modifica successiva: una manica che spunta a sinistra del pilastro indica che in un primo momento era stato rappresentato un personaggio poi cancellato con l'aggiunta del pilastro. Si deduce anche che in un primo tempo i pilastri non erano previsti e che la scena della Corte doveva essere concepita come indipendente rispetto al resto della sala. Le altre pareti dovevano essere dipinte in finto marmo con venature verdi, come si vede ancora negli sguinci delle finestre.

L'ipotesi che ne deriva è che Mantegna abbia iniziato il lavoro dipingendo l'Oculo centrale della volta e la Corte sulla parte nord. La parete ovestcon L'Incontro, la volta e l'apparato architettonico con i pilastri dovrebbero essere stati dipinti dopo il 1467.

A. Cocchi.

 

Approfondimenti:Cocchi, Mantegna, Camera degli Sposi, ciclo pittorico, affresco, .

Stile:Quattrocento, Rinascimento.

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