Costumi storici di Vita Rita Serafini


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Costume maschile del primo '500 italiano

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Nelle corti italiane del XV e XVI secolo il concetto di eleganza era associato alla visibilità sociale e al prestigio personale. Per questo gli uomini del '400 e del '500 erano molto attenti e curati nel loro abbigliamento. L'abito era spesso caratterizzato da grande eleganza e raffinatezza e veniva considerato come un bene patrimoniale e un oggetto di investimento.
In questo periodo nasce anche il moderno concetto di "moda": in ogni corte si introducevano spesso nuovi modelli e nuove fogge di abiti e si diffondevano con facilità i cambiamenti, alimentando la produzione dei tessuti e dell'abbigliamento e stimolando le classi sociali
più alte ad essere sempre "alla moda".

 

Vita Rita Serafini. Costume maschile
inizio del XVI secolo. Collezione privata

 

L'eleganza intesa come decoro e distinzione sociale richiedeva quindi creatività e gusto, capacità di abbinare tessuti e colori e una buona dose di fantasia e senso delle proporzioni. Per questo la creazione di un nuovo abito era spesso affidata ad un artista. Nel Rinascimento sono numerosi gli artisti che si sono occupati della moda: da Pisanello a Giovannino de' Grassi, a Masolino da Panicale, a Domenico Ghirlandaio a Pinturicchio, fino a Leonardo, Raffaello e Michelangelo nel '500, per citarne solo alcuni.

 


Vita Rita Serafini. Costume maschile
inizio del XVI secolo. Collezione privata

 

Il costume proposto in questa pagina è riferito alla moda della primo decennio del secolo, è composto da una raffinata sopravveste con il tipico appiombo leggermente calibrato all'indietro e scollatura quadrata. Le forme morbide e fluttuanti della sopravveste in velluto increspato nero dovevano offrire un elegante contrappunto con le calzebrache aderenti alle gambe.
L'abito è impreziosito da un ricco bordo dorato con decorazioni floreali.

 


Dettaglio della sopravveste in velluto

 

Sotto alla sopravveste e sopra alle calzebrache scure e decorate, venivano indossate le braghe, simili agli odierni calzoncini corti, realizzati sempre in velluto plissé nero con bordatura di tessuto ricamato in oro. Questo indumento nel '500 poteva avere lunghezze e ampiezze diverse ed era indicato anche come brache, braghesse, bragoni o calzoni. Verso il 1510, poichè veniva portato sopra alle calze per proteggere le coscie, venne chiamato cosciali.

 


Particolare delle braghe o cosciali.

 

 In questo costume i cosciali sono neri e bordati in oro come l'abito, secondo la moda di quegli anni, in cui ai costumi variopinti del secolo precedente si preferivano tenute di uno o due colori a contrasto.

 

Sotto ai cosciali venivano portate le calzebrache , aderenti e simili alle odierne calze, che verso il 1510 vennero tagliate sopra il ginocchio e trattenute da una giarrettiera. Anche le calzebrache di questo costume sono nere, presentano le giarrettiere e decorazioni dorate che riprendono il motivo dell'abito.

 


Le alzebrache del costume

 

In velluto nero è realizzato anche il copricapo in velluto nero con calotta ampia e di forme morbide, trattenuta sulla fronte da un bordo più stretto con ricami in oro. 

Completano il cappello le piume di struzzo multicolore.

 


Il cappello abbinato al costume.

 

L'uso dei gioielli nel Rinascimento era molto frequente anche nella moda maschile. Per gli uomini gli ornamentii preziosi avevano una foggia più vistosa rispetto a quelli femminili. Molto apprezzate erano le catene da portare al collo, composte di grossi anelli e pendenti di grandi dimensioni.

 

Collana con catena e pendente.

 

In questo caso la grossa catena ad anelli circolari si compone di un elaborato pendente a più elementi con motivi floreali ed astratti in cui compare il giglio fiorentino e il disco solare. Al centro il pendente si conclude con un grande pennacchio nero.

 

Le calzature del costume

I gentiluomini del Rinascimento, nelle occsioni mondane portavano scarpette  leggere in stoffa o in pelli pregiate. In questo caso sono state scelte calzature in camoscio nero dalla linea sfilata, tomaia alta sul davanti, gurnite di cinturino fermato da bottoni dorati. Le decorazioni sono ottenute con bordature in oro e medaglione centrale lavorato a traforo.

Questo elegante personaggio cinquecentesco può essere accompagnato da una dama in costume dello stesso periodo storico.

 

V. R. Serafini

A cura di A. Cocchi

 

Approfondimenti e argomenti correlati:

 

Storia della moda e del costume

Arte del Cinquecento

Arte del Rinascimento


 

Bibliografia

V. Maugeri A. Paffumi Storia della moda e del costume. Calderini Editore, Firenze 2005
L. Kybalovà, O. Herbenovà, M. Lamarovà. Enciclopedia illustrata del costume. F.lli Melita Editore, La Spezia 1988
C. Giorgetti. Manuale di Storia del Costume e della Moda. Cantini Gruppo D'Adamo Editore, Firenze
E. Morini. Storia della moda XVIII-XX secolo. Skira editore, Ginevra-Milano 2006

 

 

Per ulteriori informazioni su questo costume si può contattare la costumista al seguente indirizzo e-mail:

ritacostumi@virgilio.it

 

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Approfondimenti:Costume maschile, moda, uomo, Vita Rita Serafini, storia, .

Stile:Cinquecento.

Per saperne di più sulla città di: Messina

 



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Vita Rita Serafini. Costume maschile italiano del primo decennio del XVI secolo. Dett. Collezione privata.




Pinturicchio. Figure di giovani. Part. degli Affreschi della Libreria Piccolomini. 1502-1507. Siena.




Vita Rita Serafini. Coppia di costumi  italiani del primo decennio del XVI secolo. Collezione privata.



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