Cimabue


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Crocifisso di San Domenico

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Il Crocifisso di San Domenico ad Arezzo è stato dipinto da Cimabue e risale al 1270 ca.
Indiscutibile è la derivazione dalle croci di Giunta Pisano che ha già definito la nuova impostazione compositiva del Christus pathiens, cioè una visione drammatica del Cristo agonizzante, che sostituisce l'iconografia precedente del Christus triumphans, adottata fino agli anni '20 del 1200. Questo tipo di croci dipinte si diffondono soprattutto in Italia centrale parallelamente al diffondersi dell'ordine francescano. Cimabue parte dall'esempio di Giunta e imposta un'immagine analoga, ma aumentando l'espressione drammatica.
Le linee di contorno sottolineano la tensione muscolare e le linee del viso che sono esasperate nella smorfia di dolore.
Sullo schema ancora astratto, bizantineggiante, Cimabue introduce un accenno di volume con un chiaroscuro più deciso e disegna le linee dei panneggi del perizoma in modo da accompagnare le forme del corpo.
Alle estremità della croce, i ''dolenti'' (la Madonna e san Giovanni) piegano la testa e l'appoggiano alla mano, con atteggiamento patetico, e guardano lo spettatore, che viene coinvolto nel dramma.

 

Approfondimenti:Cimabue, crocifisso, croce dipinta, Cristo, pittura, pathos, morte, dramma, linea, composizione, .

Stile:Gotico.

Per saperne di più sulla città di: Arezzo

 



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Cimabue. Crocifisso. 1270 ca. Tempera su tavola. Arezzo Chiesa di San Domenico.


Cimabue. Crocifisso. Part. 1270 ca. Tempera su tavola. Arezzo Chiesa di San Domenico.



 

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