Canova


Formazione e cenni sulla vita Lo studio di Canova Amore e Psiche che si abbracciano


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Formazione e cenni sulla vita

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Antonio Canova nacque a Possagno, presso Treviso, nel 1757, da una famiglia di tagliapietre e scalpellini, proprietari di una cava di marmo e che si occupavano anche di architettura. Il padre morì quando Antonio aveva solo quattro anni e poichè la madre si risposò con Francesco Sartori di Crespano, il bambino venne lasciato dalla madre e affidato al nonno paterno Pasino Canova, anche lui scalpellino. E' quindi dall'ambiente familiare che Antonio Canova ha imparato a lavorare il marmo.

 


Casa di Canova a Possagno. Sala degli specchi.
Ritrutturata dallo stesso artista alla fine del XVIII sec.


Canova proseguì il suo apprendistato nella bottega dello scultore Giuseppe Bernardi detto Torretti, che aveva sede inizialmente ad Asolo e poi a Venezia

 


Giuseppe Torretti. Due angeli. Chiesa Parrocchiale di Fratta Polesine.

 

La permanenza di Canova presso la bottega Torretti prosegì anche dopo la morte di Giuseppe, quando l'attività passò sotto la guida del nipote Giovanni Torretti. Fu in questi anni di formazione che Canova realizzò le sue prime opere: due Canestri di frutta in marmo.

 

Antonio Canova. Canestro di frutta, 1774, Museo Correr, Venezia 

 

Anche se la bottega dei Bernardi Torretti a Venezia era piuttosto famosa, a quel tempo nella città lagunare le occasioni di lavoro per uno scultore si limitavano a qualche decorazione o statue da giardino. In quegli anni Canova approfondì la sua formazione, frequentando la scuola del nudo all'accademia e studiando i calchi in gesso di  Filippo Farsetti, un ricco mecenate veneziano che aveva una importante collezione di opere d'arte nel suo Palazzo sul Canal Grande. 


Palazzo Farsetti (Ca'Farsetti) a Venezia, oggi Municipio.

 

Palazzo Farsetti divenne una specie di museo contenente sia opere originali, antiche e moderne, sia riproduzioni ed era aperto a studenti, artisti e intellettuali. 

 

 


Antonio Canova. Orfeo ed Eurudice. 1775-76. Venezia, Museo Correr.

 

Nel 1773  Canova ricevette la sua prima importante commissione: il senatore Giovanni Falier commissionò all'artista due statue in pietra con Orfeo ed Euridice, oggi esposte al Museo Correr.
Nel 1777 Canova riuscì ad aprire il suo studio a Venezia, e grazie all'aiuto di Falier, che lo introdusse nell'ambiente veneziano, ottenne diverse commissioni che gli permisero di compiere il desiderato viaggio a Roma, Napoli e Pompei.

Roma diventò per lui un importante punto di riferimento, perchè amava molto questa città, qui a partire dal 1779 risiedette tutta la vita e svolse i lavori più importanti.
Inizialmente Canova studiò le opere antiche, frequentò la scuola del nudo all'Accademia di Francia e il Museo Capitolino, entrò in contatto con il vivace ambiente intemazionale in cui si elaborano le nuove teorie che porteranno al Neoclassicismo.

 


Antonio Canova. Teseo sul Minotauro. 1881-83. Marmo. 
Londra, Victoria and Albert Museum

 


Il suo gruppo del Teseo sul Minotauro, del 1781-83 (oggi a Londra, al Victoria and Albert Museum) rivela l'assimilazione di questi fermenti culturali e fu molto apprezzato. L'opera, richiesta dall'ambasciatore veneziano a Roma Girolamo Zulian, è ispirata all'arte antica e riflette bene i principi stilistici espressi dal Winckelmann: «la nobile semplicità e la quieta grandezza». Da questo primo successo derivarono stima negli ambienti intellettuali e artistici e importanti commissioni ufficiali.


Tra le opere più famose si possono ricordare il Monumento funerario di Clemente XIV, il gruppo di Amore e Psiche, il ritratto di Paolina Borghese come Venere vincitrice, il Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria, Le Tre grazie, i ritratti di Napoleone.
Tutta la vita di Canova è attraversata dai viaggi e soggiorni di lavoro, benchè il suo studio principale fosse a Roma, organizzatissimo e moderno atelier.  Divenne ben presto il più importante scultore neoclassico italiano, raggiunse una fama internazionale, sebbene fosse un artista schivo e modesto.Nel 1815 venne inviato a Parigi dal papa per recuperare le opere d'arte trafugate in Italia dalle truppe napoleoniche. Nello stesso anno viene convocato a Londra per conoscere il suo parere sui marmi provenienti dal Partenone. Nel 1816 venne nominato marchese dìIschia.
Morì a Venezia nel 1822.

A Possagno è ancora visitabile il Tempio, da lui costruito, e la Gipsoteca, che contiene i suoi lavori in gesso.

 


Gipsoteca. Possagno.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

 

M.F. Apolloni Canova. Dossier Art n. 68., Giunti editore, Firenze 1985
G. Dorfles, C. Della Costa, M. Ragazzi Lineamenti di storia dell'arte.vol 2. Dal Rinascimento ad oggi. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2006
E. Bernini, R. Rota. Figura 2. Profili di storia dell'arte. Editori Laterza, Bari 2000
M. Praz, G. Pavanello. L'opera completa del Canova. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966

 

Approfondimenti:Canova, scultura, artisti del Neoclassicismo, formazione, Napoleone.

Stile:Neoclassicismo.

 



Per informazioni su questi dipinti clicca qui.

 


Antonio Canova. Paolina Borghese come Venere vincitrice. 1804-08 Roma. Galleria Borghese.


Antonio Canova. Busto di Napoleone. 1810 ca. Marmo. Firenze, Palazzo Pitti



 

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