Botticelli


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Lo stile di Botticelli

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Le fondamentali caratteristiche dello stile di Sandro Botticelli sono:
- la ricerca di un armonioso equilibrio compositivo, in cui sceglie soprattutto composizioni sciolte, ritmiche;
- e un disegno sottile e molto dinamico, con una linea precisa e ondeggiante che modula i contorni delle figure e le alleggerisce.
La linea per Botticelli è fondamentale, perchè tutto nelle sue opere è basato sui percorsi e i movimenti sinuosi del suo disegno. Alla linea subordina tutto: il colore, la prospettiva, le forme, i volumi.

 

Botticelli, Incoronazione della Vergine. Disegno. 1490-92. 266X165 mm.
Gabinetto delle Stampe e dei Disegni, Galleria degli Uffizi, Firenze.

 

L'opera di Botticelli si sviluppa in un lungo itineratrio artistico nel corso del quale il suo stile si evolve attraversando fasi sempre nuove e diverse.

La formazione e le prime opere

 

Ai suoi esordi subì l'influenza del maestro Filippo Lippi a cui si aggiunsero spunti riferibili ad Andrea del Verrocchio e Piero del Pollaiolo, come si può notare osservando le numerose Madonne con il Bambino. Ma fin da subito la linea di Botticelli assume un aspetto molto personale: distaccandosi dal tratto marcato di Lippi, diviene leggera e sottile, caratterizzata da movimenti ondulati e morbidi, estranei anche alla tensione e alla drammaticità visibili nelle figure del Verrocchio e del Pollaiolo.

 

Sandro Botticelli. La Fortezza. 1470. Tempera su tavola. Cm 167X87. Firenze, Uffizi

 

 

Questi aspetti si manifestano nelle opere giovanili come la Fortezza degli Uffizi, del 1470, dipinta per completare la serie delle Virtù del Pollaiolo, nel San Sebastiano di Berlino, dove l'asprezza drammatica dei contorni dei suoi colleghi viene sostituita da un'intonazione più dolce e quasi elegiaca.

 


Sandro Botticelli. Martirio di San Sebastiano. 1473.
Tempera su tavola. Cm. 195X100. Berlino, Gemäldegalerie.

Le due scene della Giuditta, entrambe agli Uffizi, mostrano come il tragico e crudele episodio biblico sia trasformato in una dimensione malinconica e addolcita, dove colpiscono la grazia e la dolcezza delle figure, i movimenti leggiadri e ritmici, gli abiti leggeri increspati da una brezza.

 

Il periodo mediceo

 

 Entrato giovanissimo nell'ambiente della famiglia De' Medici, accanto ai ritatti e ai temi sacri affrontò anche temi profani con capolavori come La Primavera,  Pallade con il Centauro, l'Adorazione dei Magi, offrendo le più straordinarie evocazioni del mondo antico.

 


Sandro Botticelli. Adorazione dei Magi. 1475. Tempera su tavola. Cm111X134. Firenze, Uffizi

 

 

A differenza degli altri artisti rinascimentali l'universo classico viene da lui interpretato con un'intonazione nostalgica, come un'evasione dalla realtà. E' in questa fase che nella sua pittura tende a prevalere il principio di astrazione: non c'è ricerca di volumi, di masse, nè di profondità o di chiaroscuro. Le forme appaiono leggere, senza peso, sembrano come ritagliate da questi contorni così sottili e incisivi. Gli sfondi non hanno profondità, sembrano pareti disegnate o ricamate.

 

Sandro Botticelli. Pallade con il Centauro. 1482-83. Tempera su tavola. Cm. 207X148. Firenze, Uffizi

 

I colori sono spesso freddi e innaturali: anche questi sono astratti. In questi anni Botticelli elabora uno stile strano, personalissimo, che trova corrispondenze solo nell'ambito senese o nordico, ma sulle quali non si può sapere se ci siano stati contatti diretti. Aderendo agli ideali della filosofia neolatonica, con la sua pittura crea un mondo immaginario, tutto mentale, che vive solo nel pensiero e non nella realtà. E' piena di riferimenti e significati intellettualistici molto complessi, legati all'elite culturale mediceo, che oggi risultano misteriosi  o quasi indecifrabili.

 

Il soggiorno romano

 

Nelle complesse composizioni degli affreschi della Cappella Sistina, realizzati tra il 1481  e 1482 con gli episodi della Vita di Mosè, Botticelli realizza grandi scene uniche, ricche di episodi e dettagli, sviluppando un ritmo serrato e articolato già molto diverso dalla fase precedente. Si fa più intensa anche la resa psicologica dei ritratti riconoscibili nei personaggi delle scene bibliche.

 


Sandro Botticelli. Viaggio di Mosè in Egitto. 1481-82. Affresco. Tempera su tavola.
Cm. 350X572. Roma, Vaticano, Cappella Sistina.

 

 

Il secondo periodo fiorentino

 

Con il suo ritorno a Firenze, negli anni compres tra il 1482  e il 1498, Botticelli si dedica soprattutto a temi sacri. Sono di questi anni le sue più celebri Madonne, come i grandi tondi della Madonna del Magnificat e della Madonna della melagrana, entrambi agli Uffizi. E' il momento in cui il linearismo botticelliano diventa più accentuato e piega le forme ad un movimento circolare in composizioni di grande armonia.

 

Sandro Botticelli. Madonna del Magnificat. 1480-81.
Tempera su tavola. Cm. 118 diam. Firenze, Uffizi

 

Il punto più alto dell'espressività della linea viene raggiunto dalla celebre Nascita di Venere del 1484 ca. visibile soprattutto nei movimenti delle chiome, nei panneggi agitati dal vento e nelle deformazioni anatomiche.

Con gli anni '90 nascono opere come la Pala di San Barnaba degli Uffizi l'Incoronazione di San Marco, l'Annunciazione di Cestello, il ritmo lineare si fa sempre più convulso e aumentano la gestualità e l'animazione delle figure.

 

Sandro Botticelli. Annunciazione di Cestello. 1480-81.
Tempera su tavola. Cm. 150X156. Firenze, Uffizi

 

 

Questo processo prosegue fino alle sue estreme conseguenze, finchè nelle due Pietà di Monaco e di Milano e nelle Storie di San Zenobio disperse tra il Metropolitan, Londra e Dresda, la sua linea, sempre più aspra e pungente arriva a spezzarsi, mentre il colore aumenta di intensità e violenza.

 

Periodo finale

 

Il periodo finale della vita di Botticelli è segnato da una profonda crisi spirituale che si rivela nel suo stile pittorico con una forte spinta arcaizzante. Dalla fine del XV secolo alla sua morte, avvenuta nel 1510, l'artista viveva presso il fratello Simone, un fervente seguace del Savonarola e furono proprio le vicende legate alla drammatica figura del frate domenicano: le sue predicazioni sulla corruzione del tempo, gli "incendi delle vanità" e contro la libertà dei costumi, fino alla sua tragica morte a sconvolgere la sensibilità del pittore. I dipinti di questo periodo, sia sacri che mitologici, sono pieni di simboli e lllusioni moraleggianti, come si può nottare nella Calunnia di Apelle degli Uffizi, la  Lucrezia di Boston e la Virginia dell'Accademia Carrara di Bergamo.

 

Sandro Botticelli. La Calunnia di Apelle. 1496.
Tempera su tavola. Cm. 62X91. Firenze, Uffizi

 

Nella Natività mistica della National Gallery di Londra (1501) offre una versione particolarmente drammatica dell'episodio evangelico, mentre nella Crocifissione del Fogg Art Museum di Cambridge inserisce persino riferimenti alla Divina Commedia di Dante e ambienta la scena sullo sfondo di una Firenze sconvolta dalla tempesta.

 

L'eredità artistica di Botticelli

 

Lo stile di Botticelli, troppo personale e sofisticato, non ebbe influenza sui suoi contemporanei. L'unico che seppe trarre insegnamento dalla sua arte è statro il suo allievo Filippino Lippi, mentre altri artisti ne imitarono solo alcuni aspetti in maniera più superficiale. Nei secoli seguenti Botticelli venne dimenticato, fino ad essere riscoperto soltanto nel XIX secolo, soprattutto in Inghilterra con il gruppo dei Preraffaelliti che lo considerarono un grande maestro e suscitarono l'interesse e l'ammirazione del mondo culturale britannico.

 

 

A. Cocchi.

 

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Biliografia e sitografia

C. Bo, G. Mandel L'opera completa del Botticelli. Classici Rizzoli, Milano 1966
G. Cornini. Botticelli. Dossier Art n. 49, Giunti editore, Firenze 1990
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006

 

Approfondimenti:Botticelli, stile, disegno, linea, colore.

Stile:Quattrocento, Rinascimento.

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Sandro Botticelli. Madonna del Magnificat. 1483-85. Tempera su Tavola. Firenze, Uffizi



 

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