Belle époque


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Moda maschile Belle époque

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A differenza della moda femminile, nella moda maschile della Belle époque, rispetto allla fine dell'Ottocento le variazioni sono minime, riscontrabili solo nei tagli e in qualche particolare. In questo periodo non ci furono stilisti che lanciarono linee nuove per ogni stagione, ci si limitava piuttosto a riprendere gli esempi che venivano proposti da Londra. 
Edoardo VII, principe di Galles e re d'inghilterra era il modello eleganza preso come riferimento della moda maschile d'inizio secolo. Re Edoardo vestiva con un eleganza moderna e disinvolta, portava la giacca aperta, l'ultimo bottone del gilet slacciato e i pantaloni con risvolto.

Comunque, nel complesso l'abbigliamento maschile assume un tono molto formale. All'inizio del secolo si affermò quindi il completo composto di tre pezzi: giacca, gilet, pantaloni.

La giacca, o redingote rappresentava il capo più elegante e impegnativo.
Per il giorno si usava una giacca più corta rispetto ai tempi precedenti, che giungeva appena sotto le anche. Il taglio aveva una linea più diritta, e indossata assumeva una forma più morbida, poichè si superò l'aspetto troppo rigido della giacca di fine '800. Presentava inoltre tre bottoni con abbottonatura semplice o doppio petto.  Il collo della giacca aveva revers piccoli. La giacca si poteva rifinire con un fazzoletto nel taschino o un fiore all'occhiello.

I pantaloni si restrinsero verso il basso e potevano essere con o senza risvolto.

Il gilet,  riferito all'abbigliamento tipico di Edoardo VII,  presentava un'abbottonatura alta e due punte davanti. Vennero anche riproposti i gilets realizzati con tessuti ramagiati  e con bottoni in metallo, ma quest'ultimo tipo non ebbe grande diffusione e per lo più venne usato solo dagli artisti dei caffè concerto.

La camicia era solitamente bianca, con il collo e i polsini intercambiabili. Il colletto delle camicie era alto e piccolo, con le punte dritte o arrotondate. Unico ornamento dell'abbigliamento maschile poteva essere la cravatta o il papillon, che concludeva la camicia. Altri particolari dell'eleganza maschile della Belle époque  erano i gemelli nei polsini delle camicie.

Lo smoking, introdotto per la prima volta da Lord Sutherland dopo il 1875, era, ed è tutt'ora, usato per la sera, è composto da una giacca con i tipici revers di seta. In Italia, in Francia e in Germania , si usa il termine inglese "smoking" (abito da fumo), mentre in Inghilterra lo stesso tipo di abito è detto dinner-jacket (giacca da pranzo). La giacca dello smoking poteva essere sia a un petto che a doppio petto. Di solito si preferiva nera, ma poteva assumere anche tonalità blu scuro o violetto scuro, mentre nei paesi caldi era bianca.


Le scarpe del periodo erano soprattutto a stivaletto, nelle versioni  con tacco o basse, allacciate con lacci o bottoni e sono ricoperte dalle ghette  bianche o chiare.

Tra gli accessori più usati si trovavano il cappello, i guanti e il bastone da passeggio. La cravatta offriva l'uniica nota di colore che poteva ingentilire il sobrio rigore dell'abbigliamento maschile. A volte si fermava con una spilla, utile a fermare il nodo e piccolo gioiello che aggiungeva una nota di eleganza, soprattutto se abbinata al bottone del collo della camicia e ai gemelli dei polsini.

Il cappello usato di giorno, solitamente era in feltro, e nei primissimi anni del '900 presentava una tesa più piccola. A partire dal 1903 la tesa del cappello si allargò, mentre la calotta assuse una piegatura davanti. Per la sera e le occasioni eleganti rimase ancora il cilindro, un cappello dalla forma alta, nero o grigio scuro.

Qualche accenno di rinnovamento nella moda maschile si avvertì a partire dal 1904.

In questa data vennero introdotti i paletots, soprattutto per l'inverno, tipici soprabiti maschili con chiusura a doppio petto e lunghezza fino al ginocchio. Mentre nei primissimi amni del secolo il paletot presentava il taglio in vita e una leggera svasatura verso il basso, negli anni successivi assume una line a più diritta e larga, perse il taglio in vita e acquisì i revers del collo più larghi. Si preferì per il paletot un colore più chiaro rispetto a quello dell'abito e vennero proposti anche modelli più sportivi accanto a quelli più eleganti.

Per il tardo pomeriggio si riprese l'havelock, un lungo mantello senza maniche e con largo collo. Il nome di questo indumento deriva dal generale inglese Sir Henry Havelock.

Per le camicie il colore bianco rimase invariato, ma si aggiunse, per la sera il plastron pieghettato e inamidato,  una larga cravatta annodata piatta, spesso fermata con una spilla.

A. Cocchi


Bibliografia

V. Maugeri A. Paffumi Storia della moda e del costume. Calderini Editore, Firenze 2005
L. Kybalovà, O. Herbenovà, M. Lamarovà. Enciclopedia illustrata del costume. F.lli Melita Editore, La Spezia 1988
C. Giorgetti. Manuale di Storia del Costume e della Moda. Cantini Gruppo D'Adamo Editore, Firenze
E. Morini. Storia della moda XVIII-XX secolo. Skira editore, Ginevra-Milano 2006
F. Podreider. Guida alla raccolta di stoffe di Rosa Genoni Podreider. Dattiloscritto. Archivio Storico della Società Umanitaria di Milano.

 

 

Approfondimenti:moda, costume, abito.

Stile:Liberty.

 



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