Artemisia Gentileschi


Formazione Periodo giovanile Firenze 1612-1620 Genova,Venezia e Roma: 1620-30 Napoli, 1630-38 Inghilterra:1638-41 Napoli, 1642-52


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Periodo giovanile

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Nell'estate del 1611 Artemisia Gentileschi visitò nella sua stessa città di Roma alcune opere finalmente completate: Santa Maria Maggiore ed i suoi soffitti dipinti dal Cigoli e da Guido Reni, che furono incominciati nel 1605; San Pietro, e l'estensione della facciata voluta da Carlo Maderno; il Palazzo del Quirinale, dove il padre, Orazio Gentileschi, insieme a Giovanni Lanfranco, Carlo Saraceni e Agostino Tassi stava decorando la Sala Regia. Orazio e Tassi lavorarono insieme anche al Casino delle Muse (Palazzo Pallavicini-Rospigliosi, 1611-12), per l' affresco sulla volta del palazzo. E si suppone che Artemisia partecipò alla decorazione. Agostino Tassi era un pittore di paesaggi e di vedute marine, al quale Orazio affidò la figlia per insegnarle come costruire la prospettiva in pittura. Ma Tassi oltre alla prospettiva provò a iniziarla e alla fine riusci per approfittare della giovane Artemisia, che in seguito dovette subire l'umiliazione di dover testimoniare al processo e di dimostrare la sua precedente verginità. E per l'epoca non essere sposata e non essere vergine corrispondeva in qualche modo ad una condanna sociale. Agostino Tassi all'inizio promise di riparare con un matrimonio ma in seguito dichiarò che la ragazza era inaffidabile sostenendo che era già stata con altri uomini.
Dopo il processo Artemisia continuò a dipingere e incominciò a sviluppare uno stile più propriamente personale.
Ed è in questo periodo, nel 1612,  che dipinge Giuditta che decapita Oloferne, oggi conservata al Museo di Capodimonte a Napoli, che rappresenta una delle scene più violente della Bibbia e che probabilmente rispecchiò lo stato d'animo che la sconvolse durante il processo. Il realismo e il drammatico chiaroscuro richiama le opere precedenti di Rubens e di Caravaggio.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

A. Lapierre Artemisia Mondadori 1999
AA.VV. Caravaggisti Dossier Art n. 109, Giunti,  Firenze 1996
B. R. Benjamin, P. De Montebello, C. Strinati. Premessa in: Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano, 2001
La Nuova Enciclopedia dell'arte, Garzanti, 1986

www.cronologia.it

 

Approfondimenti:Artemisia Gentileschi, donna, violenza.

Stile:Seicento.

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Artemisia Gentileschi. Giuditta che decapita Oloferne. Olio su tela. 1612. Napoli, Museo di Capodimonte



 

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