Arte greca


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L'origine del tempio greco

Il tempio in antis

Il tempio periptero

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Bibliografia

 

L'origine del tempio greco

 

L'origine del tempio greco risale all'Età Protogeometrica, l'esempio più antico tra quelli finora conosciuti risale al X secolo a. C. ed è l'Heròon di Lefkandì, sull'isola di Eubea.

Durante tutto il Periodo Geometrico, con il costituirsi dei più importanti santuari, il tempio greco comincia a prendere forma, e a delinearsi nelle sue caratteristiche essenziali.
Dai resti archeologici non rimangono di essi che le tracce delle fondamenta, seppellite sotto altre costruzioni sacre di epoche posteriori. I Greci avevano infatti l'abitudine di costruire sempre sullo stesso luogo i nuovi templi dedicati alla stessa divinità.

Le conoscenze attuali sui più antichi templi greci, oltre che sulle testimonianze scritte e sulle tracce delle fondamenta, sui numerosi modellini fittili che gli antichi greci portavano nei santuari come ex-voto, oggi conservati in alcuni dei più importanti musei archeologici. Da questi oggetti, miniature dei templi esistenti allora, si ricavano molte informazioni importanti.

La forma del tempio, fin dall'inizio, è rettangolare,  con tetto a due falde spioventi.  Le dimensioni, anche se maggiori rispetto a quelle delle abitazioni, sono abbastanza contenute, non raggiungono mai le proporzioni gigantesche dei templi egizi o delle ziggurat mediorientali e rispetto ad essi sono estremamente semplici.

I materiali utilizzati erano: la pietra per le fondamenta e lo zoccolo di sostegno; legno per le strutture portanti dei muri, le colonne e per le travature del tetto; argilla per le pareti; paglia per la copertura del tetto.
Le costruzioni in marmo inizieranno solo dal Periodo Arcaico.

Per quanto riguarda gli spazi interni esistono soluzioni diverse.
In gran parte dei templi più piccoli, all'interno in genere c'era un unico ambiente. Il tempio di dimensioni più grandi poteva essere diviso in senso longitudinale in navate con file di colonne di legno.
Nei casi in cui i templi presentavano divisioni interne, come ad esempio l'heròon, un tempio funerario, lo spazio poteva dividersi tra un atrio, una sala, un corridoio (a volte affiancato da piccoli ambienti accessori) e una  stanza detta naos (cella).
Il naos dei templi greci è sempre di dimensioni modeste, perchè era destinato solo alla divinità, poteva contenere la sua statua e le offerte votive. I fedeli non vi potevano entrare, l'accesso era consentito solo ai sacerdoti e le funzioni religiose si svolgevano sempre all'esterno.  In alcuni casi la cella era divisa in due navate con una fila centrale di colonne di legno.

In continuità con la tradizione Micenea, il tempio greco sorge sempre in cima ad una collina, spesso nella posizione un tempo occupata dalla reggia micenea, circondata da una cinta di mura. In molti casi quelle stesse aree murate, dopo la decadenza delle città minoiche verranno occupate dalle future acropoli greche.

Fin dalle origini il tempio greco si presenta con delle varianti, come le ante d'ingresso, le peristasi, l'abside e l'opistodomo, da cui derivano diverse tipologie.  Quelle finora rintracciate sono il tipo in antis e il tipo periptero.

Il tempio in antis

 

La più semplice tra le forme templari ideate dalla civiltà greca nel Periodo Geometrico è il tempio in antis, una costruzione a pianta rettangolare e un lato spesso absidato, una forma che ricalca un tipo di abitazione molto diffusa in età geometrica. La casa greca comune rappresenta quindi il modello generatore del primo tempio greco. Il motivo di questa derivazione è probabilmente religioso: gran parte dei santuari di quel periodo, ritrovati a Samo, Argo e Corinto, sono dedicati a Hera, dea protettrice della casa e del focolare domestico.

Un altro importante legame è quello con la civiltà micenea. dall'antica dimora reale micenea deriva infatti l'ingresso con due ante laterali (per questo è detto "in antis"), spesso accompagnato anche da due colonne.

Il tempio in antis quindi è una costruzione di forma rettangolare rettangolare, sviluppata nel senso della lunghezza. Su uno dei lati corti l'ingresso presenta le ante, prolungamenti delle pareti lunghe in avanti, tra le quali, o davanti ad esse, si possono trovare due colonne.
Lo spazio che si forma tra le ante è una sorta di piccolo portico e funge da atrio. Il locale all'interno della struttura è il naos, la cella che doveva custodire il simulacro della divinità. Il tetto era a due spioventi, impostato su travature lignee e ricoperto di paglia.  Alcuni dei primi templi erano anche dotati di abside nella parte posteriore, che verrà poi eliminata nei templi in antis dei periodo successivi.
Appartiene al tipo con abside il Modellino di Perachora, che presenta un tetto a spioventi molto alto. Altro esempio importante è il Modellino del tempio di Argo, conservato al Museo Archeologico di Atene, risalente al 680 circa a. C.

 

Il tempio periptero

 

Il tempio in antis è la forma più semplice del tempio greco, ma non è l'unica, già dal Periodo Protogeometrico esitevano i templi circondati da un giro esterno di colonne, ancora in legno: la peristasi.
Si costruisce quindi la seconda tipologia di tempio greco: il tipo periptero.
Tracce di questi antichi templi sono state ritrovate in luoghi che nei tempi successivi sono divenuti importanti santuari: Samo, Efeso, Argo, Eretria, Ishtmia, Mileto, Thermos.

Esempi di questo tipo sono l'Heròon di Lefkandì, risalente ancora al Protogeometrico; il Dafnephorion di Eretria, dotato di abside e in seguito dedicato ad Apollo;  il Tempio ritrovato nel Santuario di Apollo a Thermos, in Etolia, modificato in più fasi durante il Periodo Geometrico fino al VII secolo; il Tempio di Artemide ad Efeso.

Il primitivo Heraion di Samo, periptero, era un tempio dedicato alla dea Hera. Le sue tracce sono riemerse sotto a quelle del più celebre tempio d'età arcaica.
Aveva una pianta rettangolare lunga circa 32 metri e una cella divisa in due navate da una fila centrale di colonne lignee.

A. Cocchi.

 

Mappe concettuali

 


Il tempio greco. Mappa concettuale. Copyright © A. Cocchi 2017

 

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Bibliografia

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
L. Calò, L'archeologia delle pratiche funeraie. Mondo Egeo. in: Il mondo dell'Archeologia. Treccani.it L'enciclopedia italiana
R. Felsch, Kalapodi, in : Enciclopedia dell'Arte Antica Treccani.
M. R. Poopham, Lefkandi. in: Enciclopedia dell'arte Antica Treccani.
G. Gruben. Il tempio,  in: Storia dell'arte Einaudi.
F. Caruso. Sul Centauro di Lefkandi. Atti del convegno To Aigaio sten Proïme Epoche tou Siderou. Praktika tou Diethnous Symposiou, Rhodos, 1-4 Noembriou 2002. Editore  Panepistimio Kritis (Univeristà di Creta), Atene (GRC) a cura dell'Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Catania.

 

 

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Stile:Arte greca.

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