Arte bizantina a Ravenna


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Mausoleo di Galla Placidia. I mosaici

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La decorazione a mosaico del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna è della prima metà del V sec. e ricopre completamente, senza interruzione, le pareti e le volte. Lo spazio interno quindi è caratterizzato dalla luce, dal colore e dallo splendore dei mosaici.
Entrando qui si ha una sensazione particolare: è uno spazio strano, magico, irreale, come di sospensione.
Si ha l'imressione di un'atmosfera notturna, per via della gamma cromatica in cui prevale il blu, che è di una tonalità profonda, intensa e con una sua particolare luminosità.  Inoltre  il colore non è uniforme e piatto ma ha sfumature diverse (dovute alle tessere accostate tra loro con tonalità differenti) che creano una profondità indefinita. Su questo fondo blu si accendono tutti gli altri colori, che sono più chiari e sembrano come delle luci o delle apparizioni.
Oltre a questo c'è il luccichìo prodotto innumerevoli riflessi delle tessere del mosaico, disposte con inclinazioni diverse apposta per creare questo effetto così suggestivo.
Gli artisti che hanno realizzato questi mosaici volevano suggerire l'idea dell'al di là come un mondo assolutamente diverso, altro rispetto a quello reale, dove vive solo lo spirito. E' uno spazio tutto immaginato, fantastico.
Tutti i soggetti rappresentati alludono all'al di là.


Cupola

Nella Cupola è raffigurato un cielo notturno con cerchi concentrici di stelle d'oro, rappresentazione simbolica dell'universo. Al centro c'è Dio, rappresentato simbolicamente dalla croce d'oro. Il digradare delle stelle, da più grandi nel bordo esterno della cupola pino alle più piccole, alla sommità, al tema dell'infinito in cui si identificano l'universo e Dio.

Agli angoli, in corrispondenza dei 4 pennacchi è rappresentato il tetramorfo: l'iconografia sacra con i simboli dei quattro evangelisti. Il toro, l'aquila, il leone e l'uomo (rappresentato con le ali) sono figure simboliche che l'iconografia cristiana ha derivato da quella mitologica orientale. San Marco inizia il suo racconto parlando del leone. San Luca indica il bue come simbolo del sacrificio. San Giovanni indica con l'aquila l'importanza della contemplazione e il dominio del cielo. San Matteo si associa alla figura dell'uomo perchè pone in rilievo la dimensione umana di Cristo.

Volte a botte

Sono decorate con rosoni dai colori chiari che sembrano galleggiare sul sfondo blu di tonalità diverse e profonde.
I motivi floreali e stellati sono elementi di geometrici astratti e di derivazione orientale.
In fondo alla volta un arco a tutto sesto , anch'esso rivestito di mosaici. Figurano nell'intradosso eleganti motivi di festoni con frutta e fiori che escono dai due cesti di giunchi in corrispondenza delle imposte e si incontrano alla sommità dell'arco, dove campeggia una croce gemmata.  Tra fronde rigogliose compaiono mele, uva e melagrane.


Lunette con gli apostoli

Le lunette del tamburo ospitano i mosaici don le immagini degli apostoli, disposti in coppie. Sono rappresentati come senatori romani, vestiti con toghe bianche e in atteggiamenti  da oratori. In particolare si riconosce San Pietro, con la barba bianca e la chiave in mano.
Ai piedi di ogni coppia di santi figura un vaso o una fontana a cui si avvicinano due colombe per bere. La scena simboleggia le anime alla ricerca della pace eterna e si dissetano alla fonte della salvezza divina.


Lunetta di S. Lorenzo

Di fronte a quella del Buon Pastore, (analizzata a parte) in fondo al braccio opposto all'entrata, si trova la Lunetta di San Lorenzo.

Lunette dei cervi

Nei bracci del transetto le Lunette dei cervi hanno un significato simbolico, rinviano al Salmo in cui l'anima che desidera raggiungere Dio è paragonata al cervo che cerca la fonte per dissetarsi.

Le finestre a feritoia, strette e lunghe hanno una forma già tipicamente medievale. Saranno molto frequenti nei castelli ma anche nelle chiese romaniche. Nascono da esigenze sia estetiche, sia, soprattutto, funzionali, per esigenze difensive e strutturali. Prima del medioevo le troviamo nelle civiltà mediorientali del III Millennio a. C.

Sopra l'ingresso si trova la Lunetta del Buon Pastore, uno dei più famosi capolavori del mosaico bizantino di Ravenna, che merita un'analisi a parte.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
G. Bustacchini Ravenna. I mosaici, i monumenti, l'ambiente. Edizioni Italcards, Bologna 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
E. Bernini, R. Rota, Uno sguardo sull'arte. Vol. 1 Dalla preistoria al Trecento. Editori Laterza, Bari 2008
G. Dorfles, M.Ragazzi, C. Maggioni, M.G. Recanati, Storia dell'arte. Vol 1 Dalle origini al Trecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Orio al Serio 2008

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Ravenna, mosaico, tetramorfo, simbolo, divino, Romagna, blu.

Stile:Arte del Medio Evo, Arte bizantina a Ravenna.

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Cupola del Mausoleo di Galla Placidia. Mosaico. V sec. Ravenna


Volta del Mausoleo di Galla Placidia. Mosaico. V sec. Ravenna


Lunetta di san Lorenzo. Mausoleo di Galla Placidia. Mosaico. V sec. Ravenna



 

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