Cinquecento


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Roma agli inizi del '500

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A differenza di altre città, più fiorenti dal punto di vista economico e sociale, come ad esempio Milano, Firenze e Venezia, Roma nei primissimi anni del Cinquecento attraversò un momento negativo. Alla pesante crisi del regno pontificio si affiancarono una mancata espansione economica e commerciale insieme ad un disastro finanziario che oltre che alla chiusura delle banche portò come conseguenza una dilagante carenza di servizi. La vita dei suoi cinquantamila abitanti, concentrati tutti su una ristretta area del Gianicolo, presso l'ansa del Tevere, divenne quindi molto difficile.
Eppure, in netto contrasto con la situazione storica e sociale, nel primo quarto del XVI secolo a Roma si è manifestata una stagione culturale e artistica irripetibile e di eccezionale livello.
I primi sentori di quello straordinario  rinnovamento si colgono fin dalla metà del Quattrocento, attraverso gli interventi urbanistici voluti prima da Sisto IV, con la realizzazione della via Sistina, poi con Alessandro VI Borgia, promotore della via Alessandrina. Ma è nel primo decennio del Cinquecento, a partire dal pontificato di Giulio II nel 1503, che si compiono i passi decisivi che porteranno Roma ad essere un formidabile centro di avanguardia artistica.
Giulio II promuove un programma di rinnovamento politico religioso impostato sul binomio "renovatio imperii" e "renovatio ecclesiae", coinvolgendo economia, politica, arte e urbanistica. Mentre incarica Agostino Chigi, uno dei più grandi banchieri e mecenati del tempo, del risanamento delle finanze romane, affida a Bramante il compito della risistemazione urbanistica della città, sul modello della Roma imperiale.
Ed è con le realizzazioni e l'insegnamento di Donato Bramante che all'inizio del secolo si avvia il processo di trasformazione architettonica e urbanistica di Roma. Dopo i lavori del Convento e Chiostro di Santa Maria della Pace, condotti nel 1500 per il cardinale Oliviero Carafa, l'artista urbinate si impegna nei progetti e nelle realizzazioni volute dal papa: il Palazzo della Cancelleria, il Tempietto di San Pietro in Montorio, il Cortile del Belvedere, la nuova Basilica di San Pietro, il Coro di Santa Maria del Popolo, la Facciata ovest del cortile di San Damaso, la Chiesa die Santi Celso e Giuliano in Banchi, Palazzo Caprini (detto anche Casa di Raffaello), il Palazzo dei Tribunali sulla via Giulia, e i tracciati della via Giulia e via della Lungara. Bramante ebbe anche numerosi collaboratori e allievi, tra i quali parecchi di loro diverranno grandi protagonisti dell'architettura del Cinquecento. Per ricordare i più famosi si possono citare: Raffaello, Baldassarre Peruzzi, Fra' Gocondo, Giuliano da Sangallo, Antonio da Sangallo il giovane, Giancristoforo Romano, Andrea e Jacopo Sansovino.
Raffaello sarà il diretto continuatore dell'opera di Bramante, e mentre il maestro settantenne a partire dal 1509 cessò la sua attività, il giovane urbinate nello stesso anno realizzò la chiesa di Sant'Eligio degli Orefici mentre continuava a lavorare nei celebri affreschi delle Stanze Vaticane. Sempre nel 1509 il pittore e architetto senese Baldassarre Peruzzi, compie per Agostino Chigi la Villa Farnesina.
Grande importanza ha avuto per l'architettura cinquecentesca, non solo romana, il lavoro compuito dai Sangallo, prestigiosa famiglia di artisti, che vanno dai puntuali studi sull'antichità di Antonio il Vecchio alle opere del nipote Antonio il giovane.
Per la scultura  Roma si arricchisce di opere come la Pietà, realizzata da Michelangelo fin dal 1501, e lo stesso artista nel 1505 viene incaricato dal papa per la Tomba di Giulio II. Nello stesso giro d'anni nascono anche quegli straordinari monumenti pittorici offerti dagli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina e da Raffaello nelle Stanze Vaticane, e una lunga serie di capolavori che si concentrano a Roma, sia nelle sedi ecclesiastiche che in quelle civili.
Nel secondo decennio del secolo l'opera di rinnovamento e promozione delle arti iniziata da Giulio II proseguirà con Leone X, nominato papa nel 1514.

A. Cocchi


Bibliografia

R. De Fusco. L'architettura del Cinquecento. UTET Torino 1981
N. Pevsner. Storia dell'architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
P. F. Bagatti falsecchi e S. Langé. La villa. in Storia dell'arte italiana. Forme e modelli. Giulio Einaudi Editore, Torino 1982
R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. Dalla Milano di Leonardo alla Roma di Raffaello.  Donzelli Editore, Roma, 1996
S. J. Freedberg. La pittura in Italia dal 1500 al 1600. Nuova Alfa Editoriale. Bologna, 1988
R e M. Wittkower. Nati sotto Saturno. La figura dell'artista dall'antichità alla Rivoluzione francese. Giulio Einaudi Editore, Torino 1996
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Da Giotto al Rococò. Hoepli editore. Milano, 2009
Roma. Touring Club Italiano. Touring Editore, Milano 2004
M. Sennato (a cura di) Dizionario Larousse della pittura italiana. Gremese editore, Roma 1993
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.

 

 

Approfondimenti:architettura, pittura, urbanistica, Bramante, Michelangelo, Raffaello, .

Stile:Cinquecento.

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