Le ville palladiane

Accanto ai palazzi urbani Andrea Palladio costruì numerose ville nelle campagne di Vicenza, Padova e Treviso. Strettamente collegate alla trasformazione economica in atto, le ville sono richieste da una patriziato sempre più incline a consolidare il proprio potere economico con le rendite fondiarie. Si rese quindi necessaria la costruzione, al centro di tali proprietà , di edifici moderni, che potessero fondere insieme la rtesidenza patrizia e gli ambienti di servizio della fattoria contadina. La tipologia della villa rinascimentale, fortificata e compatta, non era più rispondente a queste nuove esigenze.
La villa era destinata agli svaghi e agli studi, ma  doveva svolgere anche una funzione pratica, di controllo dell'attività  agricola.

Palladio sperimenta soluzioni nuove proprio partendo da queste esigenze funzionali e inventa un originale tipo di villa che avrà  un successo enorme, perchè rappresenta il modello di riferimento della villa moderna.
Nonostante siano tutte diverse, le ville palladiane sono sempre formate da un nucleo centrale di forma semplice, da cui si articolano le altre parti della costruzione.
La zona residenziale, corredata di confortevoli appartementi e saloni per le feste è situata al centro dell'edificio Gli ambienti destinati alla servitù e quelli di servizio si sviluppano attorno al nucleo, mentre magazzini, ambienti di lavoro e annessi si aprono di solito come "ali" verso la campagna. Anche la disposizione degli ingressi e delle finestre segue un criterio di funzionalità , le aperture sono orientate in modo da permettere  il controllo dei lavori in campagna anche dalla villa e rendere agevoli entrate e uscite di persone, animali e merci raccolte.
Sempre per motivi pratici Palladio usa materiali semplici e poco costosi: mattoni, legno, stucco, intonaco.

Da un punto di vista estetico, le ville palladiane si distinguono per lo stile classicheggiante, le linee eleganti e l'aspetto signorile, ma anche per una fondamentale semplicità .  Le forme si impostano sulle proporzioni dei rapporti musicali, secondo la concezione rinascimentale che vede tutto l'universo basato su queste leggi armoniche.

A. Cocchi


Bibliografia

F. Rigon. Palladio. Capitol Editrice, Bologna, 1980
R. de Fusco. L'architettura del Cinquecento. Utet. Torino 1981
G. Cricco, F.P. Di teodoro. Itinerario nell'arte. Vol. II Da Giotto all'età  barocca. Zanichelli Editore, Bologna, 2004
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
C. Fumarco (a cura di) L'arte tra noi. Il Rinascimento e la Maniera moderna. Electa-Bruno Mondadori, Roma, 2007



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