Formazione e inizi

Giovanni Antonio Bazzi, poi soprannominato Sodoma, entra tredicenne, nel 1490, nella bottega del maestro Martino Spanzotti a Vercelli, la sua città  natale, con un contratto della durata di sette anni. Ma già  nel 1501 il ragazzo risulta assente da Vercelli e nel 1503 il giovane artista è già  documentato in Toscana, dove riceve il suo primo incarico importante: gli Affreschi per il refettorio del monastero degli Olivetani di Sant'Anna in Camprena, vicino a Pienza.

Secondo alcuni studiosi, prima di trasferirsi in Toscana il Sodoma deve aver soggiornato a Milano, probabilmente prima della sconfitta degli Sforza, nel 1499.
E' anche possibile che Sodoma, ancora giovanissimo fosse messo al corrente della situazione artistica milanese già  dal maestro Martino, che nei primi anni '90 si mostra un attento seguace all'opera di Bramante. Un gruppo di opere assegnate al suo periodo giovanile mostrano con molta chiarezza influssi di artisti operativi in Lombardia e a Milano come Bramante, Zenale, Bramantino e soprattutto Leonardo, e una conoscenza piuttosto profonda degli studi prospettici, degli esperimenti sulla luce e della resa psicologica dei personaggi che caratterizza la cultura artistica lombarda degli anni a cavallo tra '400 e '500.
Fanno parte di questo gruppo di dipinti una giovanile Pietà  ora dispersa; una seconda Pietà  conservata al Palazzo Patrizi di Montoro a Roma, dove Sodoma sembra approfondire lo studio degli stati d'animo dei personaggi, la Pietà  della Confraternita dell'Orto a Roma, di straordinaria qualità  per l'intensità  espressiva, la visione prospettica e gli effetti di luce; il Compianto sul Cristo morto in cui introduce un difficile e ben riuscito scorcio mantegnesco, e il suggestivo Salvator Mundi di Brescia.

Col suo trasferimento a Siena lo stile di Sodoma si trasforma, lasciandosi influenzare dalle componenti della pittura umbra, un po' più arcaiche rispetto a quelle dell'ambito lombardo, capeggiata da Perugino e Pinturicchio.
L'ambiente artistico di Siena all'arrivo di Giovanni Antonio Bazzi, nei primi anni del '500, stava improvvisamente cambiando. Le commissioni più importanti erano quelle dei Chigi e dei Piccolomini che prediligevano l'arte quattrocentesca di Perugino e Pinturicchio.
Perugino, dopo il 1500, su richiesta di Mariano Chigi aveva dipinto la pala della Crocifissione e santi per la chiesa di Sant'Agostino. Nel 1502 Pinturicchio venne incaricato dal cardinale Francesco Piccolomini di realizzare un ciclo di affreschi dedicato a papa Pio II (zio del cardinale) nella Libreria del Duomo di Siena.
Nel 1502 passò da Siena anche Leonardo, ma si fermò soltanto per disegnare la Campana della Torre del Mangia. Nello stesso anno venne posta sull'altare maggiore di Santa Maria degli Angeli in Valli la pala con la Madonna e santi di Raffaellino del Garbo.

A. Cocchi


Bibliografia

R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. dalla Milano di Leonardo alla Roma di Raffaello.  Donzelli Editore, Roma, 1996
S. J. Freedberg. La pittura in Italia dal 1500 al 1600. Nuova Alfa Editoriale. Bologna, 1988
R e M. Wittkower. Nati sotto Saturno. La figura dell'artista dall'antichità  alla Rivoluzione francese. Giulio Einaudi Editore, Torino 1996
M. Sennato (a cura di) Dizionario Larousse della pittura italiana. Gremese editore, Roma 1993
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.

* immagini in Bianco e nero tratte da: R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. cit.


 

Approfondimenti
Loading…