Restauri della Camera degli Sposi

L'ornamentazione pittorica della Camera degli Sposi ha subito diverse modifiche a causa di danni e restauri.
Già  il 22 settembre del 1506 a pochi giorni dalla morte del maestro Andrea Mantegna, Isabella d'Este incaricò i figli del pittore di "raconzar" (restaurare) alcune zone non identificate della Camera.

Nel  luglio del 1630, in occasione del terribile sacco di Mantova, la Camera degli Sposi subì diversi danni a opera dei lanzichenecchi al servizio dell'imperatore Ferdinando II, che spararono contro gli affreschi, lasciandone tracce ancora visibili e icisero le pareti con scritte riferite a Martin Lutero.

Altri sfregi vennero inferti ai dipinti da successivi occupanti, ma gli affreschi vennero danneggiati anche dalle ridipinture effettuate da M. Knoller su incarico del governo austriaco nel 1790.

 Nel 1876 il Canevaghi riuscì a rimuovere le ridipinture del Knoller sulla scena dell'Incontro, mentre nell'anno successivo intervenne G. Bianchi, già  noto come "rifacitore" di Giotto in Santa Croce a Firenze. Altri ritocchi risalgono al 1894.
I primi restauri moderni si devono al Pelliccioli, che dal 1938 al 1941 si impegnò nel consolidamento della superficie pittorica alla pulitura di gran parte delle ridipinture precedenti e al riempimento di diverse lacune.

Tra il 1984 e il 1986 vennero realizzati importanti interventi di restauro condotti in tre campagne sistematiche dall'Istituto Centrale del Restauto e dal consorzio Arké di Roma. Il degrado subito dagli affreschi aveva compromesso gravemente lo stato di conservazione dei dipinti, e nel restauro si è provveduto ad un attento lavoro di pulitura, consolidamento, stuccatura e reintegrazione delle superfici pittoriche, delle decorazioni in pietra e delle dorature.

In seguito la Camera degli Sposi è stata sottoposta a periodici interventi di manutenzione (1996-1999-2001) per ovviare alla caduta puntiforme della superficie pittorica dovuta all'umidità  di condensa presente nella stanza.
Per riparare i danni prodotti dal terremoto del 25 novembre 2004, nei primi mesi del 2005 è stato effettuato l'ultimo intervento di restauro.

A. Cocchi

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