Periodo romano

Il trasferimento a Roma di Raffaello dovrebbe essere avvenuto verso la fine del 1508, quando su segnalazione di Donato Bramante presso il papa, viene incaricato di eseguire la decorazione della residenza di Giulio II. Gli affreschi nelle Stanze degli appartamenti Vaticani erano già  in corso per opera di altri artisti, tra i quali Perugino, Bramantino e Sodoma. Ma iniziato il lavoro, il pontefice decise di lasciare soltanto a Raffaello il compimento dell'opera. L'artista urbinate inizia a dipingere gli affreschi della Stanza della Segnatura, che fungeva da biblioteca privata del papa.  Nel 1511 inizia ad affrescare la Stanza di Eliodoro.

Dopo la morte di Giulio II, avvenuta nel 1513, Raffaello è impegnato anche in altri incarichi importanti, e  nella Stanza dell'incendio di Borgo dovette limitare il suo intervento prevalentemente alla progettazione e al coordinamento, facendo ricorso ad aiuti ed allievi per l'esecuzione. Intanto, nello stesso periodo, realizza capolavori come la Madonna Aldobrandini della National Gallery di Londra,  la Madonna della Seggiola, conservata in Palazzo Pitti a Firenze, ed esegue per Agostino Chigi gli affreschi nella Loggia di Psiche nella villa della Farnesina.  Dopo la morte di Bramante, avvenuta nel 1514, l'attività  di Raffaello si fa ancora più intensa. Si dedica a invenzioni, progetti teatrali, progetta opere di scultura (testimoniati da alcuni disegni per un monumento equestre a Francesco Gonzaga) e si contentra soprattutto sull'architettura e sullo studio dell'archeologia. Viene nominato da Leone X Architetto della Fabbrica di San Pietro e segue i lavori della nuova basilica fino alla fine della sua vita. Riceve anche l'incarico di Soprintendente all'Antichità , ed eseguì rilievi e studi su tutti i monumenti romani.  Come architetto inoltre Raffaello si è impegnato in interventi nei Palazzi Vaticani e progetti come Villa Madama e la Cappella Chigi  in Santa Maria del Popolo.
Agli ultimi anni della sua breve vita  risalgono alcuni celebri ritratti come Leone X tra due cardinali degli Uffizi , l’Autoritratto con un amico del Louvre e la pala della Trasfigurazione della Pinacoteca Vaticana.

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