Il periodo fiorentino

Nel 1504, già affermato e raccomandato dalla duchessa di Urbino, Raffaello si trasferisce a Firenze, pur, continuando a spostarsi e a lavorare ancora a Perugia, Urbino e forse anche Roma, dove è presente nel 1503 e forse anche nel 1506.
A Firenze, stimolato dalla cultura pittorica locale, supera lo stile aggraziato ereditato dal Perugino e si avvicina a forme più monumentali, che seppe fondere alla sua staordinaria capacità inventiva. Ma sono fondamentali per la sua evoluzione stilistica le presenze di Leonardo e Michelangelo:

- da Leonardo Raffaello assimila una particolare attenzione per la resa delicata dei moti dell'animo e del paesaggio, e il senso di vitalità. Apprende la tecnica dello sfumato, ma non usa i tratti circolari per far svaporare i contorni, usa le velature per dare alle cose una maggiore morbidezza, mantenendo sempre l’effetto di consistenza tattile.

- da Michelangelo deriva un maggiore plasticismo e dinamismo compositivo. Apprende la costruzione dei volumi, i movimenti e le torsioni nello spazio delle figure.
Ma non ne riprende lÂ’espressione di forza e di energia potente, il senso di tensione drammatica, lascia che le sue figure si muovano con naturalezza, inserendosi armonicamente nello spazio.

Da entrambi sviluppa la capacità del disegno: Raffaello fu uno dei più grandi disegnatori dell'epoca (ci restano di lui oltre quattrocento disegni): utilizzò sia le tradizionali punta d'argento e penna, sia la matita rossa (introdotta da Leonardo), oltre al carboncino.

Raffaello presta sempre grande attenzione alle ambientazioni naturalistiche dei suoi dipinti. Il paessaggio si manifesta sempre come uno spazio aperto e lirico, che comunica e partecipa della situazione umana. Nell'ambiente naturale si diffonde una luce diversa a seconda della situazione meterologica e dellÂ’ora del giorno che entra sempre in rapporto con i suoi personaggi, in una particolare dimensione psicologica.

A Firenze Raffaello realizzò anche alcuni ritratti, iniziando a perfezionare la resa delle psicologie, qualità che ne avrebbe fatto il ritrattista più apprezzato della corte papale di primo Cinquecento.
L'influsso di Leonardo in questo periodo è visibile soprattutto nella produzione di Madonne con Bambino.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

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F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
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