Mantova ai tempi di Mantegna

Mantova al tempo di Mantegna

 Bibliografia

 

I rapporti di Mantegna con la città di Mantova sono preceduti dalla corrispondenza con Ludovico Gonzaga, documentata a partire dal 1456.
In quell'anno Ludovico Gonzaga aveva recentemente perduto il suo pittore di corte, Pisanello, morto non oltre il 1455, e per sostituirlo invita Andrea Mantegna presso di lui.
Andrea accetta, probabilmente con l'intenzione di trasferirsi a Mantova dopo aver terminato gli affreschi alla Cappella 0vetari. Ma il trasferimento viene ritardato da un altro importante incarico, poichè ha appena ricevuto la commissione da Gregorio Correr di dipingere la Pala di San Zeno, per la Basilica Maggiore di San Zeno a Verona, uno dei capolavori più noti dell'artista. In una lettera del 5 gennaio 1457, Mantegna ancora impegnato nell'esecuzione della Pala di San Zeno, ricevette da Ludovico il permesso di terminare la pala veronese.
Andrea si trasferirà a Mantova qualche anno più tardi. Si susseguono  varie altre lettere di sollecitazione da parte del Gonzaga, finché nel 1459 riceve l'invito a visitare la cappella di palazzo, progettata dall'architetto fiorentino Luca Fancelli. Si tratta della prima commissione da parte di Gonzaga; così Andrea, incaricato sia come pittore che come progettista, si concentrerà sulla decorazione, considerandone i rapporti con lo spazio, la struttura e la funzione.
A partire dal 1460 Mantegna è a Mantova, dove rimane per tutto il resto della sua vita, intervallando la sua permanenza con alcuni viaggi.
Sulla situazione culturale della città, all'arrivo di Andrea gli studiosi non si trovano concordi. Alcuni sostengono un vivace fermento culturale, altri propendono per una situazione più provinciale, caratterizzata da una certa erudizione letteraria e interessi per l'antichità, considerando Mantova un territorio in cui si avvertono gli echi degli eventi che si svolgono invece a Venezia, Urbino, Rimini, e soprattutto Firenze.

La cultura mantovana inizia ad evolversi in senso rinascimentale con Ludovico Gonzaga nella seconda metà del '400, cominciando anche ad acquisire una certa autonomia rispetto a Padova.
Nel 1459 è documentata la presenza di Leon Battista Alberti alla corte di Ludovico, in coincidenza alla Dieta di Mantova, seguito di lì a poco, da Mantegna. In seguito, i lavori in campo architettonico furono portati avanti da Luca Fancelli, architetto-ingegnere, saguace di Alberti, alla corte dei Gonzaga fino al 1484.

Nel 1477 la realizzazione delle medeaglie da parte di Pisanello manifesta già un chiaro interesse di recupero dell'antico. Ma un altro episodio importante è il progetto di Donatello per l'arca di bronzo, destinata alla cattedrale di Mantova, poi non realizzata a causa dell'improvvisa partenza del maestro fiorentino.

 

 

A. Cocchi

 

 


 

 

 

Mantua in the times of Mantegna

 


Andrea Mantegna. The court of the Gonzaga. Detail 1460.
Fresco from the Camera degli Sposi. Mantua, Ducal Palace.

 

 

 

The relationship of Mantegna with the city of Mantua was preceded by the correspondence exchanged with Ludovico Gonzaga, documented from 1456. During that year Ludovico Gonzaga had just lost the painter of his court, Pisanello, who died around 1455, not after that. He therefore invites Andrea Mantegna to replace him.
Andrea accepts, probably with the intention to move to Mantua after finishing the frescoes of the 0vetari Chapel. But the move is delayed by another important task, because he is commissioned by Gregorio Correr to paint the San Zeno Alterpiece, for the Basilica Maggiore di San Zeno in Verona, one of his most well known masterpieces.

In a letter dated 5th January 1457, Mantegna, still busy working with the San Zeno Altarpiece, receives the permission from Ludovico to finish the Veronese altarpiece. Consequently Andrea moves to Mantua some years later. Many other letters from Gonzaga follow, until in 1459 he receives the invitation to visit the palace chapel, designed by the Florentine architect Luca Fancelli. It turns out to be the first commission from Gonzaga; thus Andrea, in charge both as a painter and a designer, focus on the decoration, taking in consideration the relation between the space, structure and function.

From 1460, Mantegna arrives in Mantua where he stays for the rest of his life, alternating his stay with some trips. As for the cultural scenario of the city, scholars are unable to agree on the influence of the arrival of Andrea. Some maintain a lively cultural agitation; others tend to back up a more provincial situation, identified by some sort of literary erudition and antiquity interest, considering Mantua more like a territory where the echoes of events that unroll in Venice, Urbino, Rimini and mainly Florence are perceived.

With Ludovico Gonzaga the Mantuan culture starts to evolve towards the Renaissance in the second half of the 1400, even acquiring some kind of autonomy with regards to Padua.

In 1459, Leon Battista Alberti is documented to have been in the court of Ludovico, coinciding with the Council of Mantua, and he is followed shortly by Mantegna. Later on, the architectural works in the court of Gonzaga were taken ahead by Luca Fancelli, architect and engineer, and a disciple of Alberti, until 1484.

In 1477, the medals made by Pisanello show already a clear interest of a retrieval of the antique. But another important episode is the project of Donatello for a bronze ark, destined to Mantua Cathedral, but not done because of the sudden departure of this Florentine master.

 

 

A. Cocchi

Trad.: A. Sturmer

 

 

 


 

Bibliografia

 

 

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
M. Bellonci, N. Garavaglia L'opera completa di Mantegna. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008

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