Chiostro del monastero di Santa Giulia a Brescia

Al Monastero di Santa Giulia furono concessi particolari privilegi che i Carolingi, dopo la sconfitta di Desiderio, confermarono ed ampliarono, accumulando così potere ed enormi ricchezze con possedimenti e attività economiche distribuiti in buona parte dell' Italia.

 Il monastero subì un primo radicale rifacimento alla metà del XII secolo quando furono ricostruiti i chiostri, fu realizzato l'ampliamento della cripta di San Salvatore ed edificato l'oratorio di Santa Maria in Solario. Questo edificio, perfettamente conservato, assunse le forme di una possente costruzione quadrangolare in pietra, su due livelli, quasi senza aperture verso l'esterno.
La grande trasformazione che diede al cenobio le forme attuali risale però in larga parte ai lavori intrapresi negli ultimissimi anni del Quattrocento. In quell'occasione si intraprese una radicale ricostruzione dei chiostri, a cui fu aggiunto quello settentrionale destinato ai dormitori.
Nell'area del sagrato della chiesa di San Salvatore fu elevato il coro delle monache, grande vano voltato posto al primo piano per evitare ogni possibile contatto delle monache di clausura con i fedeli. Su  questa costruzione alla fine del Cinquecento fu infine realizzata la chiesa di Santa Giulia terminata nel 1599.

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