Le torri e i castelli della Valle d'Aosta

Castello di Graines, Valle d'Aosta.
Castello di Graines in Valle d'Aosta.
Fonte: F. Quilici. Italia dal cielo. Viaggio per immagini nella storia. De Donato Edfitore S.p.A. Bari, 1980

 

 

Le torri e i castelli della Valle d'Aaosta con la loro straordinaria presenza segnano lo scenografico paesaggio delle Alpi. La loro posizione strategica e le forme severe e massicce sono testimoni del un lontano passato feudale, con le sue esigenze di protezione, dominio e controllo del territorio.

Caratteri generali

 

Le torri e i castelli in Valle d'Aosta rappresentano un grande patrimonio storico-artistico e una delle principali attrattive del turismo che interessa la regione. Lo stesso paesaggio valdostano è arricchito e qualificato dalla presenza dei castelli, e nonostante i motivi puramente strategici e militari che ne hanno determinato la realizzazione, queste costruzioni ricche di storia si fondono armonicamente con lo straordinario contesto naturalistico della regione. Questi monumenti svolgevano il loro ruolo di difesa e controllo in uno stretto rapporto con il territorio intorno. I cambiamenti subiti da quest'area con la costruzione delle autostrade, la trasformazione dei centri abitati, il  sorgere delle nuove aree produttive, hanno stravolto l'importanza, il senso e gli antichi equilibri che in passato esistevano tra i castelli e il paesaggio. 
La grande maggioranza dei castelli valdostani oggi visibili e spesso visitabili risale all'età medievale ma diversi di essi appartengono anche al Rinascimento. La loro realizzazione è avvenuta soprattutto nel periodo compreso tra l'XI e il XVI secolo.
Ogni castello è un'entità a sé ed ha una sua storia particolare, però, la presenza e distribuzione di strutture fortificate nella Valle d'Aosta ha un'origine comune molto antica.

Si tratta di costruzioni volute con lo scopo di difesa e di controllo, quindi molto robusti nelle strutture murarie, volutamente "marziali" anche nell'aspetto, composti da una o più torri, muri di cinta, forme compatte, spazi d'abitazione modesti, poche aperture e accessi disagevoli.
Per oltre due secoli i castelli continuarono ad essere costruiti in Valle d'Aosta sempre seguendo fondamentali funzioni difensive. Nel complesso i castelli valdostani seguono due modelli principali.
Il primo è quello di un complesso in cui il fortilizio è costituito da una cinta muraria che racchiude il mastio, le torri, un piccolo centro abitato con alcune case e magazzini. La seconda tipologia è quella della casa-fortezza, in cui in un unico compatto edificio è racchiusa la struttura militare e la dimora del signore. 

I castelli si sono trasformati via via in forme sempre nuove e diverse, finché nel XV secolo i pericoli della guerra si allontanarono e si cominciò ad affiancare alla destinazione militare quella residenziale, trasformando le strutture in confortevoli e lussuose dimore principesche. Il Castello di Issogne, voluto da Giorgio di Challant, è il primo esempio di castello rinascimentale, pensato con queste caratteristiche.

Ma in Valle d'Aosta la storia dei castelli non finisce qui, arrivando a rappresentare una tradizione e un'identità culturale, continuarono ad essere costruiti anche nel secoli XVI e XVII, con ritorni fino al revival neogotico dell'800.

 


Cenni storici



Nel II secolo a. C. il popolo celtico dei Salassi, da tempo insediato nella zona, eresse una rudimentale fortificazione difensiva tra il corso della Dora Baltea e la montagna, corrispondente alla stretta di Bard per contrastare l'avanzata dei Romani. Nel 141 a. C. i Salassi avevano già sconfitto le legioni romane guidate da Claudio Metello ma l'aggressione subita portò quel pacifico popolo alpino a temere nuove incursioni e a decidere di chiudere la valle proprio nel punto che poneva maggiori difficoltà di accesso.
La fortezza di Bard cedette un secolo più tardi, quando le truppe romane, sotto la guida di Terenzio Vallone, conquistarono la regione e deportarono gli abitanti e vendendoli come schiavi.
Il Forte di Bard venne ricostruito in forme romane e continuò a svolgere la sua funzione di controllo e difesa della valle per tutta la durata del dominio di Roma, insieme ad altri avamposti fortificati che i Romani disseminarono nei punti strategici del territorio.

Durante tutto l'Alto Medioevo, dal IV secolo fino alla prima metà del X secolo, la Valle d'Aosta divenne teatro delle invasioni di molti popoli che si spingevano verso sud nella penisola italica. Sebbene il passaggio dei primi invasori come Burgundi, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi, Franchi avvenne senza arrecare danni troppo ingenti alla popolazione locale, l'ultima invasione, quella dei Saraceni verso l'anno Mille, fu devastante. I valligiani furono costretti ad abbandonare le vallate e risalire le montagne per cercare rifugio nelle fortezze sorte sulle alture e nei punti strategici per opera delle famiglie più potenti. Queste ultime garantivano protezione in cambio di fedeltà e obbedienza.
La nascita del feudalesimo coincise con una capillare diffusione di castelli, case-forte e fortezze, che sorsero numerosissimi lungo tutti i percorsi stradali e i punti più strategici della regione. La Valle d'Aosta divenne un aggregato di aree sottoposte al controllo delle diverse famiglie feudali, tra le quali le più potenti furono i Savoia e gli Challant. I castelli per queste famiglie egemoni avevano un ruolo fondamentale nella gestione del potere.   Il dominio e la ricchezza dei feudatari si è fondata sul presidio militare ma anche su un pesante sfruttamento della popolazione. Capostipite dei Savoia fu Umberto Biancamano che ricevette l'investitura feudale dal padre del Barbarossa, Corrado III. Tommaso I di Savoia nel 1191 concesse ai suoi sudditi la Carta delle Franchigie, firmata anche dagli Challant: una disposizione con cui  si liberavano i Valdostani dagli obblighi tributari che non fossero liberamente accettati. Gli Challant erano i signori di  Nus, Aymaville, Quart e Bard, e perseguitarono gli abitanti senza ritegno. Già con Ugone Challant e poi con i suoi successori, il Castello di Bard controllava il passaggio di chiunque richiedendo il pagamento di un tributo o rapinando ogni viandante. Nel XIII secolo il Castello di Bard fu espugnato da Gotofredo, visconte di Aosta per ordine di Amedeo IV di Savoia, in cambio di una ricompensa di 500  marchi d'argento. In seguito il castello venne donato da Amedeo a Tommaso di Savoia, conte di Fiandra. Nel 1242 il castello di Bard divenne fortezza di Stato dei Savoia per diversi secoli Oggi è proprietà della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e ospita il Museo delle Alpi.  

Per altri due secoli i castelli valdostani mantennero il loro spiccato carattere difensivo e la loro funzione strategica, continuando a garantire avvistamento, segnalazioni e controllo sulle vie di transito alpine.

 

 

Le torri

 

Nella generale rinascita economica e culturale verificatasi in Valle d'Aosta dopo l'anno Mille, le torri rappresentano la prima fase della ridefinizione del territorio attuata nel Medioevo. La costruzione delle torri, a partire dalla seconda metà del X secolo, sulle alture principali e in posizioni strategiche lungo le vie di traffico o i valichi, risponde soprattutto a funzioni di controllo del territorio e in un primo momento ne viene fatto un uso esclusivamente militare.
Tra i secoli XI e XII, con lo svilupparsi del sistema feudale, le torri incominciarono a trasformarsi. Presso le città e i borghi, divennero anche le residenze delle famiglie dei feudatari, anticipando le case-torri che caratterizzeranno gran parte delle città italiane in età romanica. Un esempio è offerto dalla Torre di Bramafam ad Aosta, residenza della facoltosa famiglia Challant.
Le torri isolate in posizione strategica o dominanti sugli strapiombi rocciosi si evolsero o furono affiancate dalle Torri castellate, prototipi dei successivi castelli che conosceranno ampio e glorioso sviluppo tra il XII e il XVI secolo. Le torri castellate della Valle d'Aosta erano dei veri avamposti inaccessibili: solitamente sorgevano su roccioni a strapiombo, erano costruzioni in pietra, composte da un torrione, chiamato donjon, a base quadrata o poligonale circondato da una cinta muraria. L'ingresso era posto a circa sette metri di altezza da terra, raggiungibile solo attraverso scale mobili che venivano azionate dall'interno del fortilizio.

 

 

 

I castelli

 

Elenco dei principali castelli della Valle d'Aosta con alcune informazioni sintetiche. Per gli approfondimenti cliccare sui link.

 

Mappa stradale con le località in cui sorgono i castelli.
Mappa stradale con le località in cui sorgono i castelli.

 

 

 

Arnaz


Nel paese di Arnaz sono ancora visibili due castelli: sull'altura sorge la Fortezza dei De Arnado, primi signori di Arnaz, del XII secolo. Più in basso si trova il Castellodei Valleise cinquecentesco, una sontuosa residenza rinascimentale arricchita da pregevoli dipinti barocchi.

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Avise


Ad Avise è ancora visibile la Torre merlata del Castello di Blonay del XII secolo e il Castello D'Avise, una costruzione  rinascimentale voluta da Bonifacio d'Avise nel 1492. Quest'ultimo conserva ancora lo stemma di famiglia sull'ingresso principale e ospita al suo interno una collezione di peltri valdostani.



Aymaville


Ad Aymaville, visibile dalla strada che porta a Cogne, è presente un grande Castello dotato di quattro torri cilindriche. La proprietà venne ceduta nel 1357 dal Conte Verde ad Aimone di Challant. Il feudo di Aymaville continuò ad appartenere agli Challant, trasformato in baronia, fino al 1804. E' tutt'ora di proprietà privata.
 


Bard


Il Forte di Bard sorge in posizione dominante su una rupe che sovrasta la valle. Venne costruito nell'XI secolo dai Signori di Bard sui resti di una fortificazione di età romana.
Nel XII secolo venne trasformato in fortezza da Amedeo IV di Savoia e subì altri ampliamenti nei secoli successivi, fino alla parziale distruzione avvenuta in età napoleonica. Il castello venne ricostruito nel XIX secolo da Carlo Alberto di Savoia. E' ricordato anche per essere stato il luogo di confino di Cavour.

 


Champorcher

Nella località di Champorcher rimane una grande Torre a base quadrata che faceva parte dell'antico castello dei Bard.
 


Chatillon

Il castello di Chatillon è uno dei più antichi della Valle d'Aosta. Sorse per volontà dei Conti di Castellione intorno all'XI secolo, sui resti di un forte romano. E' legato a diverse vicende storiche e subì alcune trasformazioni. All'interno vi si conservano interessanti affreschi quattrocenteschi e una importante collezione di libri rari, pergamene e i ritratti dei conti di Challant. Ancora oggi è di proprietà privata.



Fenis


Il Castello di Fenis risale al 1340, quando venne eretto da Aimone di Challant e mantiene tutt'ora le sue forme con torri, merlature, feritoie e cammini di ronda. Sono stati conservati anche diversi pregevoli affreschi del XV secolo. Rimase di proprietà della sua famiglia fino al 1716. Nel XIX secolo venne acquistato dall'architetto A. D'Andrade, che lo lasciò allo Stato. Oggi è visitabile e al suo interno ospita il Museo dell'Arredamento Valdostano, ricco di mobili e oggetti appartenenti a diverse epoche storiche.
 


Graines

A Graines, dell'antico Castello dell'XI secolo, costruito dai monaci di San Maurizio, restano  la torre, la cappella e la cisterna situata lungo la cinta muraria. Nel 1263 il castello venne ceduto dai religiosi alla famiglia Challant.

 

Introd

Ad Introd si possono ancora vedere i resti del Castello di Sarriod, risalente al 1260, con l'originale pianta quasi rotonda e al centro il torrione quadrato. La fortezza venne eretta da Pierre Sarriod, figlio di Anselmo di Bard, sull'altura che separa i due torrenti che scendono verso la val di Rhemes e la valsavaranche. In seguito ad un rovinoso incendio, l'edificio medievale è stato restaurato dall'architetto Chevalley nel 1906.
 


Issogne

Sull'area di un'antica casa-forte della Chiesa di Aosta, nel 1480 G. Challant fece erigere il Castello di Issogne, uno dei fortilizi meglio conservati della Valle d'Aosta. La costruzione, a pianta trapezoidale si sviluppa attorno al bel cortile centrale circoscritto da un loggiato decorato con affreschi e stemmi. Sulle pareti interne del portico sono stati dipinte da anonimi artisti del '400 vivaci scene di vita quotidiana, su incarico di Giorgio di Challant, feudatario del castello.   Al centro del cortile si può ammirare l'originale fontana del '500 con un melograno in ferro battuto da cui zampilla l'acqua. Molto interessante è la visita all'interno del castello dove sono ancora visibili i camini e i soffitti a cassettoni delle numerose sale, con arredi originali del XV secolo.
 


Montalto Dora


Presso il lago Sirio sorge il Castello di Montalto Dora, costruito nel XV secolo su un edificio precedente. E' ancora ben conservato e presenta una pianta quadrata, un mastio della stessa forma, il cammino di ronda e le mura con le torri angolari cilindriche. Subì un primo importante restauro nel XIX secolo.



Montjovet

Il Castello di Montjovet è uno dei più antichi castelli valdostani, costruito da un feudatario che si serviva di questo avamposto per taglieggiare i viandanti. Nel 1295 venne conquistato dai Savoia e in seguito venne acquisito dagli Challant. Ospitava anche una prigione, nella quale nel 1377 fu segregato Giovanni Freschi, vescovo di Vercelli. Nel 1661 la costruzione venne quasi interamente demolita. Si conservano le mura e un torrione.



Nus

A Nus restano i ruderi dell'antica costruzione, chiamata Castello di Pilato, innalzata dai signori locali sui resti di un antico edificio romano. Il nome del castello deriva da una leggenda secondo la quale Pilato, in viaggio verso la Gallia, avrebbe soggiornato in questo luogo. Il castello medievale venne distrutto da un incendio.
I signori di Nus possedevano anche il secondo Castello di questa località. Il fortilizio è situato sullo sperone roccioso presso la valle di Saint-Barthelemy, impreziosito da una raffinata scala a chiocciola e da affreschi del XVII secolo.

 

Quart

Il Castello di Quart risale nelle sue prime forme al 1185, quando fu eretto per volontà di Giacomo I di Quart. Oggi si presenta come un complesso architettonico che testimonia le trasformazioni avvenute in epoche diverse.
 


Saint-Denis

A Saint-Denis il locale Castello, noto anche come Castello di Cly è sorto all'inizio del XIII secolo per volere di Bonifacio di Challant. Si trova in un luogo impervio per non sottostare alla signoria di Ebalo Magno. E' appartenuto anche ai Savoia che lo conquistarono nel 1331, e ai Fabri di Aosta che lo acquistarono nel 1562.



Saint-Pierre


La località di Saint-Pierre ospita due castelli molto ben conservati. Il primo sorge su uno sperone roccioso ed è sede del Municipio. venne costruito tra l'XI e il XIII secolo, e la sua fondazione, forse sorta su una preesistente torre romana di vedetta, è dovuta ai Signori di Saint-Pierre.  Il Castello si  compone di un grande mastio quadrato e torri angolari.
Il secondo monumento è il Castello Sarriod De la Tour, della fine del XIV secolo, situato di fronte al precedente, sulla riva destra della Dora. Conserva ancora il poderoso mastio e la cinta muraria provvista di merlature e torri cilindriche. Anche l'interno è visitabile e vi si può ammirare il grande salone con il magnifico soffitto scolpito a cassettoni.



Sarre

Il Castello di Sarre, risalente nelle sue forme originarie al 1242, ha subito importanti trasformazioni. La prima di queste risale al 1710, quando il fortilizio medievale venne interamente ricostruito in forme moderne. Nel 1869 subì nuove modifiche, quando divenuto proprietà dei Savoia fu trasformato in residenza di caccia da Vittorio Emanuele II. Rimase a lungo una delle residenze di svago preferite di casa Savoia.
 


Ussel

Ad Ussel restano i muri perimetrali del Castello costruito nel 1350 da Ebalo di Challant. La fortezza continuò ad essere utilizzata fino al 1470.
 



Verres

A Verres, presso Aosta, è presente il Castello che conserva ancora gran parte delle sue forme originarie di Casa-fortezza, costruita tra il 1360 e il 1390. Nella parte esterna è visibile la fortificazione costruita nel 1536. All'interno sono ancora conservati i vasti saloni con i camini originali.

 

A. Cocchi

 

 

Bibliografia

 

B. Orlandoni. Architettura in Valle d'Aosta. Il quattrocento. Priuli e Verlucca Editori

AA. VV. Torino e la Valle d'Aosta. Touring Club Italiano. Gruppo editoriale l'Espresso. Milano,2005

AA. VV. Tesori d'Italia. Selezione del Reader's Digest S.p.A. Milano, 1975
F. Quilici. Italia dal cielo. Viaggio per immagini nella storia. De Donato Edfitore S.p.A. Bari, 1980

 

   
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