La Camera degli Sposi nella storia

Rispetto alla funzione originaria, la Camera degli Sposi nel corso dei secoli venne utilizzata per scopi diversi fino al 1915, quando venne riscoperto lo straordinario valore artistico di questo monumento.

L'attuale nome "Camera degli sposi" è un appellativo moderno dovuto allo storico Ridolfi, in riferimento a Ludovico III Gonzaga, signore di Mantova e alla moglie Barbara di Brandeburgo. Nei documenti originali era denominata semplicemente "Camera magna picta" (Camera grande dipinta) o "Camera depincta" (camera dipinta).
Inoltre, dalle indicazioni che si possono trarre dai documenti coevi la stanza sembra destinata a locale di rappresentanza della corte, utilizzata sia come sala delle udienze, sia come luogo in cui Ludovico si riuniva con i famigliari, si occupava degli affari di governo e riceveva funzionari e diplomatici. Ciò porta quindi ad escludere che si trattasse di una camera nuziale o di una stanza da letto.

A partire dal 1506 fino agli inizi del '700 la Camera divenne una sorta di museo privato, poichè vi si raccolsero opere d'arte e oggetti preziosi. Durante l'800 e fino al 1880 la Camera degli Sposi venne trasformata in archivio notarile.

Oggi la Camera degli Sposi è una delle più importanti mete del turismo culturale italiano, fa riferimento alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico ed Artistico di Mantova ed è gestita dal Museo di Palazzo Ducale.

A. Cocchi



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