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Basilica di Vicenza

Nel 1549 il consiglio dei Cento di Vicenza affida ad Andrea Palladio la ricostruzione del Palazzo della Ragione, ormai cadente, chiamato "basilica" per la sua funzione civica, in riferimento alla basiliche dell'antica Roma. Nonostante  i lunghi indigi del governo cittadino prima di accettare il suo progetto, Palladio realizzò un gioiello architettonico che seppe far rinascere lo "splendore" della città.  Prendendo esempio dal Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti a Rimini, chiude il vecchio edificio gotico in un involucro classicheggiante.
La costruzione si compone di un doppio loggiato, dorico-tuscanico nell'ordine inferiore, e ionico in quello superiore, coronato da una balaustra ornata di statue. La copertura, in riferimento alle antiche basiliche, a padiglione.
Il corpo interno, gotico rimane nascosto nell'ombra e l'edificio appare come svuotato dalla serie di arcate tra colonne in cui si sviluppa il motivo della serliana. Questo, oltre a dare leggerezza all'edificio, determina un effetto molto dinamico dovuto al ritmo delle arcate e all'armonizzarsi delle linee curve e rette.

A. Cocchi


Bibliografia

F. Rigon. Palladio. Capitol Editrice, Bologna, 1980
R. de Fusco. L'architettura del Cinquecento. Utet. Torino 1981
G. Cricco, F.P. Di teodoro. Itinerario nell'arte. Vol. II Da Giotto all'età barocca. Zanichelli Editore, Bologna, 2004
N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
C. Fumarco (a cura di) L'arte tra noi. Il Rinascimento e la Maniera moderna. Electa-Bruno Mondadori, Roma, 2007

   

   
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