Architettura monumentale dell'Antico Regno

Le piramidi di El Giza
Le piramidi di El Giza. Antico Regno. Foto di  Ricardo Liberato

 

 

Il periodo delle piramidi viene ricordato soprattutto per il famosissimo Complesso di El Giza. In realtà in questo periodo l'architettura funeraria egizia è sottoposta ad un importante processo di innovazione che vede una graduale trasformazione dalla forma della mastaba a quella della piramide.

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Sviluppo e definizione delle piramidi

 

L'Antico Regno della civiltà Egizia va dalla III alla VI dinastia (secondo la divisione del Canone Reale) ed è compreso tra il 2700 a.C. ed il 2192. Il periodo delle piramidi viene ricordato soprattutto per il famosissimo Complesso di El Giza. In realtà in questo periodo l'architettura funeraria egizia è sottoposta ad un importante processo di innovazione che vede una graduale trasformazione dalla forma della mastaba a quella della piramide.

 


Imhotep. Piramide di Zoser, vista dalla necropoli di Saqqara

 

 

Tale processo viene avviato dal faraone Zoser, il primo sovrano che decide di abbandonare la tradizionale forma della mastaba per ottenere una tomba che piotesse distinguere il faraone, considerato un essere divino, da tutti glia altri mortali. Fu Imhotep, grande sacerdote e ingegnoso architetto, a realizzare la prima piramide egiziana:un'imponente piramide a gradoni. La piramide a gradoni di Zoser sorge nella necropoli di Saqqara, e domina con la sua mole su tutte le altre costruzioni.

In seguito, dalla piramide a gradoni si passa, via via alla piramide a facce lisce, attraverso diverse fasi intermedie.  I faraoni che si susseguono durante l'Antico Regno portano avanti questo processo di cambiamento.
Il faraone Khaba costruisce una delle piramidi di Zawyet el-Aryan.

 

 


Piramide di Huni a Meidum

 


Si edifica la piramide di Meidum, del faraone Huni, poi completata dal successore Sneferu (detto anche Snofru, o Snefru). La Piramide di Huni e Sneferu (alta 80 metri) è una scoperta recente, ma molto importante, perché è il primo esempio di costruzione architettonica che si sgancia dalla tipologia delle "Ziggurat" a cui appartengono ancora le piramidi a gradoni. Gli archeologi ora ritengono che questa rappresenti una forma di transizione fra le piramidi a gradoni e quelle a facce lisce. Si trattava di un monumento imponente, però l'angolazione delle pareti non era proporzionata alle dimensioni della base e cominciò a mostrare segni di instabilità durante la costruzione. Quindi venne abbandonata e se ne costruì un'altra vicina nel lato sud: la piramide rossa, detta anche Piramide piegata, o Piramide romboidale perché ha la forma di due piramidi sovrapposte con inclinazioni diverse. Si trova nella necropoli di Dashur, circa 40 chilometri di sud del Cairo.

 


Piramide piegata di Sneferu nella necropoli di Dashur

 


Dopo Sneferu la piramide assume la sua tipica configurazione geometrica con base quadrangolare e caratterizzata da quattro triangoli isosceli lisci che convergono verso l'alto.
Si giunge quindi al famoso complesso delle piramidi di Giza. La più grande è la Piramide di Cheope , progettata da Hemiunu, che vanta un'altezza di 137 metri, situata nel Cairo; non meno ciclopica è la Piramide di Chefren, alta 136 metri. Più piccola ma perfetta nella forma è la Piramide di Micerino di  63 metri.

 


Hemiunu. Piramide di Cheope. El-Giza

 

 

Le piramidi a facce lisce



La tipologia delle piramidi a gradoni ha, come evoluzione naturale, quella delle piramidi a facce lisce.
La volontà di creare piramidi a facce triangolari lisce è dovuta al valore simbolico che essa riveste: è l'immagine stessa di Ra, il dio-sole, rappresenta la pietrificazione del raggio solare che spunta tra le nubi all'orizzonte.
Tutte le piramidi sono rigorosamente orientate verso i punti cardinali, caratterizzate da precise valenze simboliche e dalla presenza di misteriosi geroglifici dal significato magico.
L'uso della pietra nella costruzione delle piramidi non dipendeva solo dalle risorse del territorio, ricco di rocce calcaree, ma dal fatto che, credendo nell'immortalità, gli Egizi dedicavano grandi attenzioni all'edilizia monumentale funeraria e impiegavano per queste costruzioni i materiali più pregiati e resistenti.

Ognuna di esse è così strutturata: al di sotto del piano della piramide si trova la camera sotterranea, alla quale si accede con un passaggio in discesa che parte dall'entrata d'origine; un passaggio in salita, invece, porta ad una galleria al di sotto della quale si trova la camera della Regina. La camera del Re è situata più in alto e, più o meno, al centro della piramide collegata a due canali.
Il rivestimento esterno è in roccia calcarea e, all'interno, vi è anche una grotta. A parte i ripetuti rapporti geometrici (il cui significato è di non poca importanza), la piramide si inserisce tra l'area dell'uomo e la dimensione magico-divina. La sua funzione non è unicamente quella di servire come tomba dei Sovrani (e come tomba fa parte di un complesso di edifici sacri che comprende il "Tempio a valle", la "Strada di accesso", il "Tempio delle offerte" e la "Zona tombale" vera e propria), ma anche quella di evidenziare il passaggio del "Faraone-Dio" nell'"Aldilà" attraverso un lungo "Viaggio Soprannaturale".
La loro struttura rimane sostanzialmente inalterata: ciò che muta è soprattutto l'esterno, in quanto i gradoni vengono nascosti da un rivestimento in lastroni squadrati di pietra calcarea.
Questo conferisce alla costruzione una forma pura ed essenziale, probabilmente legata a considerazioni di tipo geometrico ed astronomico, oltre che religioso.

La costruzione di una piramide si protraeva, solitamente, per decenni e richiedeva un enorme impiego di uomini e di mezzi.  Le operazioni preliminari alla costruzione di una piramide erano accuratissime. A partire dalla scelta del luogo, che doveva essere sulla riva occidentale del Nilo, tradizionalmente riservata al Regno dei morti, e nei pressi del fiume o di un canale per agevolare il trasporto dei materiali. Quindi si procedeva al livellamento del terreno. Operazione effettuata con particolare precisione, tanto che la piramide di Cheope, si è calcolato, presenta nel piano di base un dislivello di appena diciotto millimetri.
Si studiava quindi l'orientamento della costruzione: le quattro facce della piramide di Cheope sono orientate quasi perfettamente verso i quattro punti cardinali e hanno un'inclinazione di circa 52 gradi. Anche le proporzioni tra le parti, l'articolazione interna delle gallerie e la posizione delle camere sepolcrali erano stabilite sulla base di calcoli precisi. Grazie a recenti studi effettuati sulla piramide di Cheope, è stato ipotizzato che alla sua costruzione abbiano partecipato più di 100.000 uomini, impegnati nel taglio, nel trasporto e nella posa delle pietre. Se si considera che occorsero quasi sette milioni di tonnellate di pietra, è facile immaginare l'enorme impegno di lavoro necessario per simili opere.
I materiali venivano sollevati mediante slitte a trazione umana che scorrevano su rampe di mattoni appositamente predisposte che venivano smantellate alla fine dei lavori.

 

A. Cocchi

 

 

 

Mappa concettuale [.pdf]
Arte Egizia. Periodizzazione

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Autore: A. Cocchi

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Bibliografia 

 

 

AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001
 

 

 

   

   
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