Valle delle Regine


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La costruzione delle tombe

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La costruzione di una tomba, durante il Nuovo Regno, era un lavoro perfettamente organizzato, suddiviso in pił fasi, in cui erano stabiliti con grande efficienza compiti e operazionei precise. Per tutta la sua durata la costruzione della tomba, come risulta dagli ostracon, era chiamata "il lavoro che procede". La durata dei lavori naturalmente variava a seconda delle tipologie e delle dimensioni della costruzione. Si č calcolato che i lavori potevano durare dai pochi mesi per una tomba di piccole dimensioni, fino alle grandi e complesse tombe reali che arrivavano a richiedere fino a una decina di anni.
Dopo la scelta del luogo, decisa da una commissione capeggiata da un vizir, il lavoro di progettazione della tomba veniva affidato agli architetti. Le tipologie di tombe presenti nella Valle delle Regine sono diverse, poichč dipendono sia dal periodo storico e sia dalla posizione sociale del defunto.
Dopo aver disegnato il progetto, gli architetti solitamente eseguivano alcuni modellini, che venivano utilizzati anche per calcolare le misure.
Sotto la guida degli architetti, il cantiere veniva aperto, e il primo gruppo di operai che iniziava il lavoro era quello dei tagliatori di pietra che eseguivano lo scavo servendosi di mazze di legno e scalpelli di metallo.
Gią durante lo scavo entrava in campo il gruppo degli stuccatori, che applicando diversi strati di intonaco pareggiavano e lisciavano le pareti. Il primo strato di intonaco, detto "muna" veniva steso per pareggiare le pareti rocciose. La muna era un conposto a base di argilla e polvere di quarzo a cui veniva mescolato calcare e paglia.  Sulla muna veniva poi stesa la hiba, un secondo strato a base di argilla pił fine. Lo strato finale consisteva in un sottile velo di gesso e acqua che steso sulla hiba, permetteva di ottenere una parete perfettamente liscia e uniforme, pronta per ricevere la pittura.
Le decorazioni venivano prima stabilite dai sacerdoti, costoro sceglievano i testi sacri e i soggetti delle rappresentazioni, coerentemente a precise regole iconografiche.
Sulle pareti appena predisposte i disegnatori tracciavano i geroglifici e i contorni delle figure, solitamente con ocra rossa. Questi tracciati venivano sempre ricontrollati, corretti ed eventualmente modificati dai maestri, che intervenivano con il carboncino nero.
Le figure venivano poi modellate con un lieve rilievo dagli scultori, che operavano sull'intonaco arrotondando le forme e incidendo i contorni.
Dopo gli scultori intervenivano i pittori che coloravano le figure e i geroglifici facendo uso di sei colori principali, ognuno legato ad un preciso significato religioso.
Durante la XVIII dinastia, solitamente i pittori dipingevano con campiture di colori seguendo i contorni tracciati dai disegnatori sulla parete.
A partire dalla XIX dinastia compare invece l'alto rilievo.

A. Cocchi


BIbliografia.

C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002
A. Gabucci (a cura di), A. Fassone, E. Ferraris. Storia dell'architettura. Egitto.  Gruppo Editoriale l'Espresso. Bergamo, 2009
AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltą. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualitą del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001
www.francescomorante.it
www. Grandeportale-artecultura.it

 

Approfondimenti:tomba, architettura, pittura, .

Stile:Arte egizia.

Per saperne di più sulla città di: Luxor

 


Progetto della tomba di Ramesse IV tracciata su un papiro. Torino, Museo Egizio.Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002


Disegni in ocra e carboncino. Preparazione per le pitture della tomba di Sat-ra (n. 38) Ta set Neferu. Luxxor. Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002


Strumenti per applicare il gesso. Righe, pennelli, spazzole. Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002


Cubito reale. lunghezza: 52,5 cm. Torino, Museo Egizio. Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002

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