Sala del sarcofago



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Sala del sarcofago

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La porta d'accesso alla Sala del sarcofago della Tomba di Nefertari è ornata con la grande immagine di Maat con le ali spiegate  dipinta sull'architrave. Dai geroglifici che accompagnano la pittura e si estendono sui montanti della porta si leggono le parole della dea che si rivolge a Nefertari per offrirle la sua protezione.

La Sala del sarcofago è la più grande dell'ipogeo, misura 10 metri e mezzo di lunghezza per 8 e 30 di larghezza. Coperta da un soffitto piano sostenuto da quatro pilastri, è divisa in profondità in tre settori con diversi livelli di pavimento che salgono via via procedendo verso il fondo della sala, collegati ogni volta da tre scalini. La decorazione pittorica copre interamente tutte le superfici disponibili, a partire da soffitto, su cui si estende l'immagine della volta celeste, con un intenso fondo blu e migliaia di stelle giallo-oro a cinque punte. Sulle pareti gran parte dei dipinti sono ancora leggibili, anche se sono presenti parecchi segni di degrado, dovute soprattutto alle infiltrazioni dell'acqua. E' stato fondamentale il lavoro di restauro che si è concluso nel 1992 che ha salvato da un degrado distruttivo questo incredibile monumento.

Nella grande stanza sepolcrale, secondo i capitoli 144 e 146 del Libro dei morti, riportati nei geroglifici che accompagnano le figurazioni, avviene la gestazione dell'anima della regina, che dopo la sua discesa nel mondo sotterraneo si prepara alla rinascita.
Accolta dalle dee Nekhen e Uaget, in forma di Urei, presenti sul lato interno dei montanti della porta d'ingresso, l'anima della regina si accinge ad affrontare le prove necessarie alla sua evoluzione.
Nei geroglifici viene descritto il Regno dei morti nella sua organizzazione e viene insegnato alla regina come superare le difficoltà che incontrerà nel suo percorso. Le viene richiesta la conoscenza di tutti gli dei e delle sette porte di Osiri con i geni che le sorvegliano. Sono anche riportate le formule da recitare al passaggio dei ventuno cancelli del regno dei morti.


I pilastri

Il sarcofago di Nefertari, del quale si conservano solo pochi frammenti ora presso il Museo Egizio di Torino, era deposto al centro della sala, circondato dai quattro pilastri a sezione quadrata, la cui funzione protettiva è indicata sia dalle figurazioni che dai geroglifici.
Sulle facciate dei primi due pilastri, visibili dall'ingresso, si trovano due immagini di Horo vestito con pelli di felini, parrucca corta e frontale con ureo. Come si legge dai geroglifici sullo sfondo, le due forme di Horo in funzione sacerdotale, presiedono ai riti funerari a cui venivano sottoposti i defunti.
Osiri, dio dei morti con il quale deve assimilarsi l'anima di Nefertari è raffigurato sulle facce interne dei quattro pilastri.  All'interno di un'edicola gialla, in piedi indossauna tunica bianca e la cintura rossa della regina, simbolo dell'identificazione di Nefertari con la divinità. Sulle altre facce interne contigue a queste e rivolte verso il sarcofago, quattro grandi pilastri-ged, simboli della colonna vertebrale di Osiri, contenente il midollo della resurrezione, ribadiscono la funzione protettiva della divinità e il tema dell'assimilazione.
Sulle restanti facce dei pilastri Nefertari viene accolta da diverse divinità, che si rivolgono a lei con gesti protettivi o prendendola per mano. Così si possono vedere i colloqui tra Nefertari e Hathor, identificata con il disco solare e le corna di vacca sul capo, I due incontri con Isi e quello con Anubi, l'imbalsamatore.


Pareti

Sulle pareti della sala in senso orario si sviluppano le immagini riferite al superamento delle porte e dei cancelli sacri del regno dei morti.
Questa fase del percorso inizia sulla parete sud, a sinistra rispetto all'ingresso della sala. Il ciclo si apre con l'immagine di Nefertari in atto di preghiera e adorazione del guardiano della prima porta di Osiri, gran parte della parete è occupata dei geroglifici che riportano il capitolo 144 del Libro dei morti.
Uno dei dipinti meglio conservati è quello della Seconda porta di Osiri e i tre geni. Presso la porta, contrddistinta dai colori rosso e giallo, si trovano i tre geni guardiani. Il più vicino alla porta è: il preposto Un-Hatsen, con testa di ariete e corna orizzontali ritorte, porta in mano un grosso coltello. La figura centrale è il genio guardiano Qed -her, con corpo di donna e testa di felino sormontato da due serpenti. Indossa una tunica rossa con bretelle e porta due coltelli in entrambe le mani. Nei geroglifici è indicata come "colei che volge la sua testa all'indietro". Il terzo genio guardiano è l'annunciatore Imsus, in forma umana, indossa parrucca e barba e sull'unica mano ancora visibile sostiene la croce-Ankh.

Seguono, ad angolo sulla parete ovest, altri due geni che sorvegliano la prima porta. Entrambi hanno sembianze femminili, il genio guardiano Tekat-meseger, con corpo di donna e testa di ippopotamo procede con due coltelli nelle mani, accanto a questo, il genio annunciatore è rappresentato come una donna con la croce-ankh in entrambe le mani.
Nella piccola nicchia al centro della stessa parete si vede, dipinta completamente in giallo,  la dea del cielo Nut che sostiene le sue ali rivolte verso il basso.
Le vicende relative alla quarta e quinta porta si sviluppano negli altri dipinti della parete ovest, ma sono quasi completamente rovinati.
Proseguendo lungo la parete nord, dopo la porta della cella in fondo alla sala del sarcofago, si sviluppano le figurazioni relative al capitolo 146 del Libro dei morti. La prima scena si riferisce al superamento del decimo cancello del regno di Osiri e mostra Nefertari di fronte a Osiri, Hathor-Imentet e Anubi. La regina è rappresentata in atteggiamento di adorazione presso le
tre divinità sedute sul trono.

Anche sulla parete est, riferita al capitolo 146, le pitture sono molto frammentarie, rimangono visibili solo qalcune immagini dei guardiani dei sacri cancelli.


Annessi laterali e cella

Le decorazioni dell'annesso laterale ovest sono molto rovinate, rimangono visibili solo pochi frammenti. Sulla parete est compare un pilastro-ged animato, presso la porta vicino all'immagine mummiforme di nefertari si leggono ancora i geroglifici con le formula augurale rivolte alla regina. Le altre immagini  molto compromesse lasciano intravvedere alcune divinità e geni accompagnati dai geroglifici.
Le decorazioni della cella sono completamente perdute.
L'annesso laterale est offre una decorazione complementare rispetto all'annesso opposto situato a ovest. Nonostante la rovina delle pitture, dai frammenti rimasti si deduce ancora il tema dell'adorazione di Nefertari verso le diverse divinità.
Le porte dei due annessi ovest ed est portano decorazioni simili, ad esempio  si nota ancora la figura di un ureo con la corona dipinto sul montante della porta dell'annesso est, rintracciabile anche nei frammenti della porta dell'annesso ovest.
Sulla parete nord è mostrata Nefertari in adorazione di Hathor in forma di vacca. Segue sulla parete di fondo, rivolta a est, un frammento della dea Maat con le ali spalancate, e sulla parete sud Nefertari in  preghiera al cospetto di Anubi e Isi seduti sul trono.

A. Cocchi


BIbliografia.

C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002
A. Gabucci (a cura di), A. Fassone, E. Ferraris. Storia dell'architettura. Egitto.  Gruppo Editoriale l'Espresso. Bergamo, 2009
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AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001

 

Approfondimenti:Nefertari, tomba, egittologia, archeologia.

Stile:Arte egizia.

Per saperne di più sulla città di: Luxor

 


Sala del sarcofago. Affresco. XIX dinastia. Tomba di Nefertari. Valle delle Regine. Luxor


La seconda porta di Osiri e i tre geni.Affresco. XIX dinastia. Tomba di Nefertari, salasepolcrale. Valle delle Regine. Luxor. Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002



 

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