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Molto grande e complessa, la Tomba di Nefertari ha la tipica struttura dei sepolcri realizzati durante il regno di Ramesse II. Lo sviluppo e la conformazione di questo straordinario monumento funerario sono dovute sia a precise regole religiose (che ne hanno determinato anche l'orientamento, approssiomativamente sud-nord), sia la sua ubicazione nella Valle delle Regine.

La Tomba di Nefertari è situata sul declivio settentrionale dello uadi principale della valle e si trova tra due altre prestigiose tombe reali. La Tomba numero 80 è dedicata a Tuya, madre di Ramesse II, e si trova appena pochi metri più a ovest della Tomba di Nefertari. Sul lato opposto, verso est è situata la Tomba di Merit-amon (indicata col numero 68), figlia e sposa reale di Ramesse II.
La Tomba di Tuya, articolata in base al tipo II, rappresenta il diretto modello di riferimento a cui è ispirata la conformazione planimetrica della Tomba di Nefertari, che di conseguenza risulta molto simile a d essa.
Ma l'eccessiva vicinanza al sepolcro della regina-madre ha anche determinato un'importante variazione avvenuta durante la fase costruttiva. Dopo la sala dell'anticamera l'asse longitudinale della tomba è stato infatti deviato verso est, in corrispondenza della seconda scala discendente, in modo da allontanare la grande sala del sarcofago dall'altra tomba. Infatti se gli antichi costruttori avessero proseguito lo scavo secondo lo sviluppo lineare previsto, l'eccessiva vicinanza alla Tomba di Tuya avrebbe pericolosamente compromesso la tenuta delle strutture, con il rischio di crolli. Solo il calcolo sapiente degli architetti egizi ha permesso il proseguimento e la realizzazione di una tomba così ampia e allo stesso tempo vicina alle altre tombe della famiglia di Ramesse II.
Come ogni tomba importante dell'Antico Egitto, anche questa offre una particolare interpretazione del periplo rituale del defunto descritto nel Libro dei Morti, attorno al percorso sacro compiuto dall'anima prima di salire al cielo e alle sue soste si disegna la forma e la disposizione dei diversi spazi. Ognuno degli ambienti corrisponde a significati e funzioni precise, indicati anche dagli splendidi rilievi dipinti e dai numerosi geroglifici che decorano le pareti e le volte.

L'ingresso è seguito da una prima scala discendente, larga circa un metro e 65, dotata nel settore centrale di un piano inclinato, funzionale al trasporto del sarcofago. La scala conta diciotto gradini ed è poco ripida, raggiunge  circa quattro metri e mezzo di profondità. La prima scala della tomba è legata alla doppia simbologia dell'accesso dell'anima al mondo sotterraneo e, dopo il percorso sacro, di uscita verso il cielo
La scala immette nella prima sala: l'anticamera, o sala A. Si tratta di una stanza quadrata, di circa 88 metri quadri, che secondo il Libro dei Morti rappresenta il luogo in cui, durante il percorso di uscita si compie la trasfigurazione dell'anima. sui lati sud, ovest e nord è stata creata una mensola per deporre le offerte rituali, questa è sostenuta da piccoli pilastri e rifinita sul bordo con modanatura a gola egizia. Anche la mensola è interamente decotrata con affreschi e geroglifici.
La parete orientale dell'anticamera (a destra rispetto a chi entra) presenta una sorta di "nicchione": il vestibolo, uno spazio che Ernesto Schiaparelli al momento della scoperta chiamò "l'alcova". Di qui, dopo un brevissimo corridoio, si accede ad una stanza accessoria, il primo annesso laterale est, delle dimensioni di circa quindici metri quadrati e forma rettangolare, destinato alle offerte agli dei Osiri e Atum, rappresentati negli affreschi.
In fondo all'anticamera, in corrispondenza dell'angolo a nord-est, parte la seconda scala discendente, più ripida della prima scala, che  rinvia al momento dell'introduzione dell'anima nel mondo sotterraneo.
La seconda scala porta nella terza sala, la sala del sarcofago. Questa è rettangolare e molto ampia, copre un'area di ottantasette metri quadrati, ed è dotata di quattro pilastri centrali a sezione quadrata e a sostegno del soffitto. La sala del sarcofago rappresenta il mondo sotterraneo presieduto da Osiri. Qui, secondo il Libro dei Morti, avveniva la gestazione dell'anima che dava avvio alla rinascita spirituale. La sala del sarcorago a est, nord e ovest è collegata con tre salette laterali, di cui due (a est e ad ovest) identiche nelle dimensioni e nella forma, disposte simmetricamente. L'ultima saletta, detta cella o sala di fondo (sala VI) è aperta in fondo alla sala del sarcofago e vi si accede scendendo alcuni gradini. Secondo gli archeologi questi annessi erano probabilmente stanze predisposte per contenere gli oggetti liturgici.

A. Cocchi


BIbliografia.

C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002
A. Gabucci (a cura di), A. Fassone, E. Ferraris. Storia dell'architettura. Egitto.  Gruppo Editoriale l'Espresso. Bergamo, 2009
AA.VV. La Storia dell'Arte. Le prime civiltà. Electa editore. Milano, 2006
AA.VV. Egitto. Archeologia e storia. Vol. I Folio editrice
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerari nell'arte. Vol. I. Zanichelli editore, Bologna 2003
E. Bernini, R. Rota Eikon. Guida alla storia dell'arte. Vol.I. Editori Laterza, Bari, 2005
M. D. Appia Egitto. L'avventura dei Faraoni fra storia e archeologia. Fabbri Editori, I fasc.
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol I. Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti. Vol. I. Casa editrice G. D'Anna, Firenze 1994
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Vol.1 Hoepli editore, Milano 2004
S. Pernigotti Gli artisti nell'antico Egitto Dossier in Archeo. Attualità del passato. anno XVII n.1 (191) gennaio 2001

 

Approfondimenti:tomba, Nefertari, necropoli, egittologia, archeologia, architettura.

Stile:Arte egizia.

Per saperne di più sulla città di: Luxor

 


Tomba di Nefertari. Anticamera. Parete est.Valle delle Regine, Luxor Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002


Pianta della tomba di Nefertari. Fonte: C. Le Blanc, A. Siliotti e prefazione di M. I. Bakr. Nefertari e la Valle delle Regine. Giunti, Firenze, 2002



 

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