Simone Martini


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Simone Martini

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Simone Martini, secondo il Vasari, nacque nel 1284 circa.  La provenienza, per tradizione è indicata nella città di Siena, dove il pittore sarebbe il figlio di un certo Martino, che abitava nel quartiere di Sant'Egidio. Ma da studi recenti sembra che la nascita di Simone sia avvenuta a San Gimignano, presso la famiglia del Maestro Martino, la cui attività, documentata nel 1274 era quella di artigiano  specializzato nella preparazione dell'arriccio sulle pareti che dovevano essere dipinte con gli affreschi.
Finora non è emersa alcuna documentazione sui primi trent'anni di vita di Simone Martini. Ma è probabile che ben presto egli si trovasse a Siena, dapprima come allievo di Duccio di Buoninsegna, poi, diventato autonomo, con la sua famosa bottega.

La sua formazione senese è molto importante per il suo stile, perchè Siena nei secoli XIII e XIV è un attivo centro di cultura gotica con un gusto e una tradizione particolare.
In questa città Simone Martini era a capo di una bottega fiorente e illustre da cui uscirono opere di altissima qualità. Il laboratorio artistico di Simone Martini divenne uno dei più attivi centri di innovazione e ricerca pittorica, ma era anche un equilibrato ed efficace sistema cooperativo tra gli artisti che ne facevano parte. Alcuni di essi erano parenti di Simone, come il fratello Donato e i cognati Lippo e Tederico Memmi (fratelli della moglie di Simone), figli del pittore civico di San Gimignano, Memmo di Filippuccio.
Nella sua efficientissima organizzazione la bottega di Simone rispecchia l'ordinamento gerarchico tipico delle botteghe artistiche della Toscana del Trecento e doveva contare parecchie persone tra collaboratori, lavoranti, aiuti e allievi. Molte opere sono state spesso eseguite da più artisti. A volte recano solo la firma del maestro, altre volte di Lippo Memmi, o di entrambi, o di Simone e Tederico, ecc.

Tra le opere più conosciute, appartenenti alla ricca produzione di Simone Martini, si può ricordare la Maestà, nel Palazzo Pubblico di Siena, gli affreschi con le Storie di San Martino nella Basilica inferiore di san Francesco ad Assisi, la Pala di San Ludovico di Tolosa, l'Angelo affrescato nel Duomo di Orvieto, gli splendidi polittici, come il Polittico del Museo Nazionale di Pisa, quello dell'Opera del Duomo di Orvieto e il Polittico del Museo Gardner di Boston,  la celebre Annunciazione degli Uffizi.

Dalle opere prodotte si deduce anche la grande versatilità nelle tecniche di questo maestro. Alla pittura tradizionale, come l'affresco, la tempera su tavola e la miniatura, Simone Martini sperimenta anche applicazioni in vetro, smalti, stucchi, foglia d'oro e punzonatura e perfino carta, anticipando la moderna tecnica del collage.

Ma l'arte di Simone Martini si distingue soprattutto per la nuova visione estetica. Questo maestro, molto attento agli eventi artistici e culturali a lui contemporanei, ha realizzato una perfetta fusione tra il realismo trecentesco, introdotto da Giotto, e la tradizione raffinata del gusto senese-duccesco. La sua pittura sviluppa in chiave più gotica la corrente senese a cui si era formato, assimilando l'insegnamento di Giotto. Nelle sue opere introduce ambientazioni credibili e spazi strutturati in profondità in cui fa agire i suoi personaggi, ma al posto della visione sintetica giottesca e fiorentina, sviluppa una personalissima visione analitica, concentrata sui dettagli descritti minuziosamente, con risultati assolutamente nuovi.
La cura del particolare, inoltre non è un dato puramente decorativo, ma frutto di un'osservazione ravvicinata e attenta, che verrà sviluppata con uno studio "scientifico" del dato reale.  Questo approccio così moderno alla realtà, fa di questo artista uno dei primi veri ritrattisti e studiosi del vero della pittura dell'Occidente.
Altro elemento fondamentale è la sua incessante ricerca della resa dei sentimenti. In questo campo Simone Martini mette in atto una raffinata capacità di osservazione psicologica e una restituzione delle espressioni di grande profondità, che anticipa ricerche che si svilupperanno soprattutto nel Rinascimento.

Molto personale è anche il modo in cui questo artista fa uso dei suoi elementi espressivi. La linea di Simone Martini è mobilissima, sinuosa, continua e ritmica. Possiede una vita propria. Scorre senza mai fermarsi su tutti i contorni, segue tutti gli ondeggiamenti delle pieghe delle vesti, dei capelli, dei particolari.
I colori seguono una gamma ricca, delicata e raffinatissima, piena di trasparenze opalescenze e riflessi.

Simone Martini trascorse l'ultima parte della sua vita in Francia e il suo lavoro ha avuto una forte influenza sulla pittura francese. Ad Avignone divenne amico di Francesco Petrarca e insieme a lui diventò uno dei maggiori rappresentanti della civiltà cortese e della cultura del Gotico Internazionale. Morì ad Avignone nel 1344.

A. Cocchi


Bibliografia

P. Torriti. Simone Martini. Dossier Art  n. 56, Giunti, Firenze, 1991
La Nuova Enciclopedia dell'Arte, Garzanti, 1986
E. Bernini. R. Rota. Figura 1. Profili di storia dell'Arte. Editori Laterza. Roma-Bari 2002
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 1, Zanichelli Bologna 2004
G. Contini, M.C. Gozzoli. L'opera completa di Simone Martini. Classici dell'Arte Rizzoli, Milano, 1966
E. Castelnuovo. Pittori girovaghi nell'Avignone dei papi. in: Il romanzo della pittura. Giotto e i maestri del Trecento. Supplemento a La Repubblica, Arnoldo Mondadori, Verona, 1988
P.L.L. de Castris. La Napoli cortese del saggio Roberto.in: Il romanzo della pittura. Giotto e i maestri del Trecento. Supplemento a La Repubblica, Arnoldo Mondadori, Verona, 1988
G. Bonsanti. Simone Martini. Associazione per le Casse di Risparmio italiane, Roma 1994


 

Approfondimenti:Simone Martini, bottega, Duccio di Buoninsegna, pittura, linea, oro, psicologia, carta, miniatura, Alesandra Cocchi, A. Sturmer, .

Stile:Gotico.

Per saperne di più sulla città di: Siena

 



 

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