Basilica di San Vitale



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Basilica di San Vitale

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La basilica di San Vitale fu costruita per volere del vescovo Ecclesio di Ravenna.
L’edificio fu terminato fra l’anno 547 e l’anno 548 dove il vescovo Massimiano la consacrò come risulta da un’iscrizione nella chiesa. L’edificio è a pianta centrale (forma descrivibile in un cerchio) e ha una forma ottagonale. La costruzione iniziò nell’ultimo periodo di splendore del regno gotico – latino e terminò nel periodo della guerra greco – gotica quando Ravenna era un possedimento dei bizantini.
L’esterno della chiesa fu restaurato più volte fra il 1899 e il 1902. L’edificio si ispira a modelli orientali, discostandosi dalle strutture delle altre strutture di Ravenna. La superficie del corpo principale ottagonale è mossa dalle lesene e dai due ordini di aperture, con i massicci pilastri posti a rinforzo degli spigoli. Il vano periferico è più ampio e più basso. Il vano centrale è più ridotto ma sviluppato in altezza; conchiuso da una cupola che fuori non si vede in quanto occultata dal tetto sagomato e dal tiburio ottagonale. Due possenti archi spezzano il susseguirsi delle murature squadrate: aggiunti in epoca tarda, per ragioni di equilibrio.
Lo spazio all’interno è diviso in tre ordini: il vano centrale, quindi un anello successivo formato da sette esedre delimitate da grandi pilastri in marmo africano e dalle colonnine in marmo greco, infine un ambulacro ottagonale (spazio che intercorre tra il fiore e il perimetro), che inizia e finisce nel presbiterio.
Il chiostro benedettino fu costruito da Andrea da Valle, e ha sostituito l’originario quadriportico.
Uno dei lati del chiostro è occupato dal nartece, una specie di vestibolo addossato alla facciata delle chiese.  I capitelli sono di gusto orientale, lavorati a trapano per aumentare l’effetto di leggerezza, inoltre sono di importazione come i soprastanti pulvini nei quali ricorre il monogramma del vescovo Vittore, predecessore di Massimiano.
Nella basilica di San Vitale sulle pareti  ci sono dei bellissimi mosaici.
Sulla parete di sinistra sono illustrate “le storie di Abramo”: da sinistra Sara – moglie di Abramo – sulla soglia di una capanna, mentre Abramo serve tre uomini – manifestazione del Signore – che gli predicono la futura maternità di Sara. Sulla destra Abramo nell’atto di sacrificare Isacco viene fermato da Dio, una mano uscente dalle nuvole. Nella lunetta della parete destra del presbiterio, invece, “ Abele e Melchisedec sacrificano al Signore”, sulla sinistra della lunetta vi è Mosè nell’atto di slacciarsi i calzari prima di entrare nel roveto ardente. 
Altri splendidi mosaici si trovano nell’abside. Si tratta dei due cortei imperiali di Teodora e Giustiniano.

Alessandra Biguzzi


 

Approfondimenti:turismo, .

Stile:Arte bizantina a Ravenna, Arte del Medio Evo.

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Basilica di San Vitale. Esterno


Basilica di San Vitale. Interno


Corteo di Teodora. Mosaico dell'abside della Beasilica di San Vitale



 

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