Rinascimento
La pittura fiamminga nel Rinascimento Napoli e la pittura fiamminga La prospettiva quattrocentesca
Rinascimento
Il Rinascimento comprende l'arte che va dalla prima metà del '400 al '500 compreso, tranne la seconda parte del XVI sec. che sfuma nel Manierismo.
Rappresenta un periodo eccezionale per l'arte, perchè caratterizzato da grande concentrazione di artisti e produzione abbondante di capolavori di qualità altissima.
Il vocabolo 'Rinascimento' risale alla sua stessa epoca. Sono stati infatti gli umanisti e i letterati italiani del '400 i primi a parlare di "rinascita" dell'arte e della cultura a loro contemporanea. Secondo questi intellettuali per "rinascita" si poteva intendere una ripresa di regole e modelli culturali del mondo antico (specialmente greco e romano) ma interpretate in chiave moderna.
Alla loro cosciente volontà di aprire una strada nuova si accosta anche una precisa volontà di superamento e distacco dalla cultura gotica. La mentalità moderna degli uomini del Rinascimento li porta a "prendere le distanze" da una cultura e un gusto ritenuti ancora medievali - e quindi superati - ed è una mentalità che si alimenta di una grande fiducia nelle possibilità e capacità dell'uomo. Di qui il termine: umanesimo. L'intelligenza razionale, la capacità di invenzione e la conoscenza fanno dell'uomo - agli occhi degli intellettuali del rinascimento - una creatura potenzialmente capace di progettare e trasformare il mondo.
In realtà, la pretesa netta frattura con il Medioevo, non è mai esistita, poichè si è trattato di una lunghissima evoluzione, con una complessa trasformazione di realtà economiche, sociali, infrastrutturali e religiose prima di arrivare al formarsi della nuova mentalità.
Inoltre doveva verificarsi quella particolare serie di circostanze, che hanno portato, nella Firenze del secondo decennio del '400 a far esplodere il Rinascimento.
Con il Rinascimento in Italia l'arte acquista una funzione civile, perchè gli artisti esercitano una influenza inedita sulla vita e sul pensiero del tempo.
L'arte del Rinascimento si basa su una cultura profonda e ampia, che abbraccia tutti i campi del sapere del tempo. La cultura degli artisti rinascimentali abbracciava la storia, la letteratura, la musica, la matematica, le scienze, la tecnologia. Tutti questi saperi facevano solitamente parte della formazione di base dell'artista rinascimentale.
Anzi: l'arte del Rinascimento è la cultura del rinascimento, arte e cultura si identificano.
Nel Rinascimento l'arte vuole essere conoscenza attiva del mondo. Perchè è una conoscenza che viene applicata in modo concreto, si elaborano gli strumenti che permettono di cambiare, di trasformare il mondo.
Con tutti quei saperi applicati in modo creativo, quindi attraverso l'arte gli uomini del Rinascimento possono inventare, progettare e trasformare l'ambiente e quindi la loro vita.
Con tutte queste potenzialità l'uomo è il punto centrale della cultura del Rinascimento, che per questo viene chiamata Umanesimo.
L'uomo viene considerato il protagonista del mondo, perchè con la sua razionalità può dominare e trasformare il mondo.
L'uomo come centro di interesse è anche oggetto di studio. E' studiato e analizzato sul piano fisico attraverso il disegno: nascono l'anatomia e la la fisiologia moderne. Il disegno anatomico come lo intendiamo oggi nasce per opera di artisti rinascimentali. È uno strumento conoscitivo in cui si fonde sapere artistico e sapere scientifico.
Nello stesso tempo si rivaluta il nudo, si ritorna allo studio delle proporzioni secondo nuovi ideali estetici in cui si recupera l'antichità classica. Quindi c'è una conoscenza dell'uomo anche sul piano storico.
L'uomo è osservato anche sul piano interiore, spirituale, sorgono i primi interessi psicologici: lo studio dell'animo, del carattere, della malinconia, della follia, la fisiognomica, ecc. Gli artisti partecipano attivamente a questi studi e nasce il genere del ritratto e della caricatura. Il ritratto rinascimentale è l'esoressione del culto della personalità, dell'individualismo moderno.
Per l'uomo visto in rapporto all'ambiente diventano fondamentali l'architettura e l'urbanistica. Anche qui si riprendono valori antichi in chiave moderna per creare una città a misura d'uomo. Si riprendono le proporzioni dell'antichità, ma si sviluppano i progetti sulla base di conoscenze scientifiche e tecnologie nuove.
Soprattutto viene introdotto dagli artisti un sistema matematico-scientifico che permette di misurare e progettare qualunque tipo di spazio, con tutte le informazioni per la realizzazione: la prospettiva.
La prospettiva, ideata e applicata da Filippo Brunelleschi nelle sue opere, verrà usata subito da molti artisti rinascimentali, poi sarà perfezionata e codificata da Leon Battista Alberti, nel suo Trattato della pittura del 1435 e da Piero della Francesca, che a Urbino, alla corte di Federico da Montefeltro, insieme ad altri artisti e intellettuali, crea un centro di studi sulla prospettiva.
Al fenomeno del Rinascimento si affianca un altro importantissimo filone artistico, di portata europea, quello della pittura fiamminga, che generatesi nelle Fiandre si diffonde poi in tutti i paesi europei e viene a coinvolgere anche gli artisti italiani producendo interessantissimi risultati in cui si fondono le due culture. I maggiori interpreti dello stile fiammingo sono il Maestro di Flémalle, identificabile con Robert Campin e Jean Van Eyck, considerati gli "inventori", e altri grandi maestri come Rogier van der Weyden e Hugo van der Goes. In Italia gli influssi dei maestri nordici verranno assimilati e fusi con la cultura rinascimentale da maestri come Piero della Francesca e Antonello da Messina.
A. Cocchi
Bibliografia e sitografia
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WWW. Italica.it
Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Rinascimento, ritratto, nudo, prospettiva, anatomia, psicologia, scienza, .
Stile:Pieno Rinascimento.


