Picasso


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Il periodo rosa

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Nella primavera del 1904 Picasso si trasferisce definitivamente a Parigi e affitta uno studio in uno strano fabbricato in legno, il Bateau-Lavoir (battello lavatoio) su un fianco della collina di Montmatre. I primi tempi, insieme agli amici catalani di Parigi è un frequentatore assiduo degli spettacoli del Circo Medrano, che presto compariranno nei suoi lavori. In questi anni realizza Il pasto frugale, prima prova parigina della tecnica dell'acquaforte. I suoi nuovi punti di riferimento sono le opere di Van Gogh, Gauguin e altri pittori francesi che può vedere nelle stesse gallerie deve comincia ad esporre.
Si innamora di Fernande Olivier, una modella che dopo un'infanzia e adolescenza disordinate si introduce nell'ambiente degli artisti e che va a vivere con lui. Grazie a lei riesce a superare questo periodo critico e inizia una nuova stagione artistica.
Dipinge una quantità notevole di ritratti della ragazza, e progressivamente esaurisce il periodo blu. Abbandona la monocromia con l'introduzione dei colori rosa, rosso e poi ocra e sviluppa una tavolozza di tinte pastello.
Picasso è ormai noto, desta interesse, sorprende, si circonta di artisti e letterati. Il caotico e povero studio di Picasso diventa presto polo d'attrazione di una pittoresca cerchia, la "bande à Picasso", di cui fanno parte vecchi amici spagnoli e nuovi come gli artisti Vlaminck e Derain e letterati come Max Jacob e Andrè Salomon.
Picasso amava molto la poesia, sulla porta del suo studio aveva scritto: «Qui si incontrano i poeti» e al 1904 risale l'inizio dell'amicizia con Guillaume Apollinaire. Il poeta, appassionato d'arte era uno dei protagonisti della scena letteraria. Diviene frequentatore assiduo del 'battello lavatoio' e sostenitore della nuova pittura nascente. Apollinaire racconta: «La sua tuta da elettricista, le sue parole talvolta crudeli, la stravaganza della sua arte, erano rispettati in tutta Montmatre. Il suo studio, ingombro di quadri che raffiguravano arlecchini mistici, di disegni sui quali si camminava e che chiunque aveva il diritto di portare via, era il luogo di appuntamento di tutti i giovani artisti, di tutti i giovani poeti».
Sarà lui che presenterà a Picasso Henry Rousseau, il Doganiere, artista naïf, raffinatissimo. La sua pittura fatta di figurazioni popolari, con forme di ingenuismo quasi folklorico e tensione onirica affascina Picasso e ne influenza fortemente l'evoluzione stilistica, intrecciandosi con gli interessi per il gusto "primitivo", che Picasso già coltivava.
Sono i caratteri che si affermano nel cosiddetto "periodo rosa", iniziato con L'attore del 1904.  Il rosa, come, in modo diverso il blu, è un colore simbolico e kitch. Determina un'atmosfera dolcificata, un'immagine apparentemente ingenua, infantile.
I temi sono prevalentemente scene di circo, della vita di saltimbanchi, o figure, per lo più femminili, dalla vaga suggestione allegorica.
Il passaggio dal 'periodo blu' al 'periodo rosa' non è soltanto un cambiamento di dominanti cromatiche e di soggetti. Le due fasi appartengono allo stesso filone poetico, ma con valenze emotive diverse. Durante il periodo rosa la sua pittura si evolve verso forme via via più solide e concrete. Per opera dei colori, anche la componente tragica del blu si stempera in una visione più delicata, leggera, malinconica.
Nei soggetti, Picasso ci restituisce tutta la poesia e la magia del circo, con i suoi costumi, i suoi personaggi tra il patetico e il fiabesco che vivono in un mondo appartato, in una dimensione sospesa tra realtà e fantasia. Il circo, dunque, come metafora poetica della vita. Appartengono a questa fase Famiglia di acrobati con scimmia, e I giocolieri del 1905.
Madre e figlio, Acrobata, Piccolo arlecchino, Famiglia di acrobati con scimmia hanno in comune un'identica costruzione spaziale, basata su scenografie classiche. Sono immagini atemporali, cariche di infinita malinconia, con tinte pastello, diafane, sospese.
Alcune di queste opere nel 1905 saranno presentate alla Biennale di Venezia, ma solo per pochi giorni, perchè il responsabile generale, Antonio Fradaletto, li fa ritirare subito, ritenendoli scandalosi rispetto al gusto ufficiale dell'epoca.
Questa, per molti anni, è stata l'ultima partecipazione di Picasso ad un'esposizione ufficiale. Rifiuterà a lungo inviti a Salon e manifestazioni istituzionali, appoggiandosi alle gallerie private e ai collezionisti che incominciavano a sostenerlo.
Tra questi troviamo Leo e Gertrude Stein. Leo aveva scoperto da un gallerista un suo quadro, Fanciulla nuda con cesto di fiori, e lo aveva acquistato malgrado non avesse mai sentito parlare di Picasso. Aveva fatto in modo di incontrarlo, così Picasso divenne un frequentatore di casa Stein. Gertrude Stein è una scrittrice e saggista statunitense che vive a Parigi e diventa un punto di riferimento per gli artisti d'avanguardia come Picasso, Matisse, Braque, sarà la prima biografa di Picasso e racconta:«quando dico che il periodo rosa è lieve e felice, questo è relativo: i soggetti felici erano un po' malinconici[...] tuttavia, dal punto di vista di Picasso, fu un periodo lieve, felice, gioioso, un periodo in cui si contentò di vedere le cose come le vedeva chiunque».

Quando dipinge I giocolieri, del 1905 condensa in quell'opera tutto il periodo rosa. Come se Picasso avesse voluto riunire in un'unica tela tutte le componenti del suo immaginario.
Dopodichè Picasso segue un'altra strada, si interessa a figure che, tranne rare eccezioni, sono del tutto isolate. In genere si tratta di nudi in cui si concentra sulla resa volumetrica.
La Fanciulla con cesto di fiori, Il ragazzo con la pipa, Giocoliere con natura morta, La donna con ventaglio, sono opere che contengono la stessa malinconia, ma i corpi assumono peso e consistenza, i colori perdono il loro valore sentimentale. Finchè nel Ragazzo nudo con cavallo arriva ad un'essenzializzazione totale.

A. Cocchi


Bibliografia

Gertrude Stein, Picasso. Adelphi 1973
E. Bernini R. Rota, Eikon. Guida alla storia dell'arte. vol. 3 Laterza, Roma-Bari 1999
E. Bernini R. Rota A regola d'arte. vol 5 Il Novecento. Laterza, Roma-Bari 2001
G. Dorfles, A. Vettese Il Novecento. Protagonisti e movimenti. Atlas, Milano 2006
F. Galluzzi Pablo Picasso Giunti, Firenze 2002
G.G. Lemaire, Picasso Dossier Art n.19 Giunti, Firenze 1987
Classici Rizzoli, 22,
G. Cricco, F. P. Di Teodoro, Itinerario nell'arte vol 3 Zanichelli ed. seconda edizione,

 

 

Approfondimenti:Picasso, pittura, artisti del '900, .

Stile:Novecento.

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