Arte Paleocristiana


L'arte cristiana dal I al IV secolo Le Domus Ecclesiae Le catacombe La pittura catacombale I mosaici paleocristiani L'arte cristiana dal IV al VI secolo Il simbolo cristiano La scultura paleocristiana Basilica di San Lorenzo a Milano Basilica di San Lorenzo a Milano: storia Basilica di San Lorenzo a Milano: decorazione Cappella di Sant'Aquilino Le altre cappelle di San Lorenzo a Milano


Opere di questo stile

torna indietro: Stili

Il simbolo cristiano

Itinerari d'arte  >  Stili

Il ricorso al simbolo astratto, proprio del cristianesimo delle origini, dipende anche dal divieto di idolatrare le immagini (iconoclastìa) che i cristiani assorbirono dalla tradizione ebraica. In un primo momento, infatti, si impedì qualsiasi rappresentazione di Cristo e di Maria.
Quindi i primi cristiani utilizzano due tipi di rappresentazioni:

In ogni caso il significato era comprensibile solo ai cristiani.

I simboli astratti

Croce: Tra i simboli astratti, simbolo cristiano per eccellenza è la croce, il cui significato allude alla morte e resurrezione di Cristo. Tuttavia si tratta di una forma simbolica molto antica, un archètipo che prima del cristianesimo aveva già assunto un significato universale: rappresenta l’unione del cielo con la terra, della dimensione orizzontale con quella verticale, congiunge i quattro punti cardinali ed è usata per misurare e organizzare le piante degli edifici e delle città. Con il cristianesimo assume significati nuovi e complessi ed è spesso associata ad altri elementi.

Alfa e Omega: prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, indicano che Cristo è l’inizio e la fine di tutto.

Ancora: simbolo della speranza cristiana. In una Lettera di san Paolo agli Ebrei (6, 18-19) si legge che l’ancora a cui affidarsi è Cristo, poichè " in essa (la speranza) infatti noi abbiamo l'ancora della nostra vita". Spesso l'ancora è unita o si sostituisce alla croce.

X e P (Chi e Ro): prime due lettere del nome di Cristo in greco. Indicano la sua presenza e contrassegnano il luogo sacro.

Fenice: simbolo della resurrezione. Secondo una leggenda opagana orientale, la fenice rinasce dalle proprie ceneri.

Palma: simbolo di resurrezione e vita eterna, pochè si trovava nel giardino dell’Eden. In seguito sarà associata al martirio e ai santi martiri.

Pavone: simbolo della resurrezione e della vita eterna. L’immagine è legata al fatto che le piume di questo animale cadono in autunno e rinascono in primavera. Nell’antica Roma il pavone è legato al mito di Giunone. Secondo una leggenda pagana, la carne del pavone non si decompone.

Colomba: simbolo dell’anima del fedele di fronte a Dio.

Pesce: simbolo di Cristo, acronimo formato dalle iniziali delle parole greche “Gesù Cristo Figlio di Dio”.


I simboli figurati

Alcune scene figurate di tradizione pagana vennero assunte dall’iconografia cristiana. Anche gli eroi e le personificazioni del mondo romano vennero ripresi, ma collegati, con significati nuovi, a contenuti cristiani.

Apollo sul carro del sole si trasforma nella rappresentazione di Cristo come Dio-Sole. Il sole è simbolo di verità già in molte culture pagane, diviene suprema allegoria di Cristo, portatore di vita eterna e salvezza spirituale.

La figura del Moscophoros, il pastore che porta sulle spalle un vitello, presente già nell’arte greca arcaica, (come quella celebre di scuola attica del VI sec. a. C.) oltre che diffusa nell’arte romana, diventa il Buon Pastore cristiano. Per il mondo classico-pagano il Moscophoros rappresenta un aldilà come regno di serenità e di pace, ed è simbolo della philantropia, l’amore disinteressato verso l’uomo.
Il cristianesimo trasforma il Moscophoros nel Buon Pastore. Si sostituisce il vitello con un agnello, simbolo del “gregge”  dei fedeli e prefigurazione del sacrificio di Cristo.

Altro esempio è il mito classico di Orfeo, assimilato all’iconografia cristiana, che vedeva il viaggio negli inferi compiuto dal poeta come una prefigurazione della morte e resurrezione di Cristo. Oppure la rappresentazione di Orfeo con la cetra tra gli animali selvatici, viene interpretato dai cristiani come Cristo che vince sulla natura.

Ercole spesso con un cinghiale, un dragone o un cervo, nel cristianesimo diventa l’allegoria della salvezza.

A queste si aggiungono le rappresentazioni di Bacco o Dioniso, o alle scene di vendemmia con gli amorini, usate dai cristiani per alludere all’Eucarestia, dove la vite e il vino indicano il sangue di Cristo.

Ancora, la figura femminile con le braccia alzate che evocava la Pietas, diventa ora l'Orante,  tipica      rappresentazione della preghiera cristiana, e simbolo dunque della fede del defunto.

Altre volte la narrazione è diversa, legata ai temi biblici. Le prime illustrazioni di scene bibliche risalgono alla seconda metà del III secolo. La scelta delle scene deriva probabilmente dalla liturgia funeraria, che si riferiva agli esempi biblici di salvezza accordati da Dio agli uomini. Inizialmente dominano temi dell'Antico Testamento, mescolati a scene pastorali e bucoliche. Le più frequenti sono:

Ma anche nelle scene bibliche si rintracciano frequenti collegamenti con la mitologia pagana, in ucomplesso intreccio di somiglianze e derivazioni.

Così, la storia biblica di Giona (inghiottito da un pesce e poi liberato dopo tre giorni) allude alla morte e resurrezione del Cristo e viene spesso rappresentata in diverse scene sui sarcofagi. Si utilizza anche il tema funerario pagano della barca con amorini, a volte sostituiti da marinai. Per raffigurare il pesce da cui Giona viene inghiottito si ricorre ai fantastici animali marini che accompagnavano Nettuno.  Nettuno con gli animali marini è un tema già presente nell'iconografia funeraria pagana e riutilizzato da quella cristiana: questo spiega, ad esempio, la presenza di una figura di Nettuno vicino alla barca in un sarcofago di Santa Maria Antiqua a Roma.
Giona che riposa sotto la pergola riprende il tema del riposo di Dioniso o del pastore Endimione addormentato.

 Dagli inizi del IV secolo diventano più frequenti le scene tratte dai Vangeli, soprattutto:

che sottolineano la salvezza recata dalla venuta del Cristo. Ma nei primi secoli del cristianesimo l'iconografìa di molte dì queste scene non è ancora fissata e presenta numerose varianti: si inseriscono elementi tratti dai Vangeli apocrifi, come il bue e l'asinelio della stalla della Natività. Presto compare anche la raffigurazione dell'apostolo Pietro, che si distingue nell'assemblea dei discepoli, forse per via dell'importanza del suo culto a Roma. 
Il repertorio si arricchisce ancora nel corso del IV secolo, con scene dalle vite degli apostoli Pietro e Paolo e del ciclo della Passione, in cui la Crocifissione è rappresentata con il Cristo trionfante.

Nella scultura, scene e personaggi sono collocati sui lati del sarcofago senza necessariamente seguire l'ordine del racconto, ma badando soprattutto all'effetto di insieme: per esempio la scena di Daniele nella fossa dei leoni, con composizione simmetrica, si colloca spesso al centro, mentre il sacrificio di Isacco e la consegna delle Tavole, dominate da linee oblique, si inseriscono meglio ai lati dell'elemento centrale. Spesso sono collocati alle estremità la scena di Mosè e la sorgente e la Resurrezione di Lazzaro e infine la rappresentazione dei Tre giovani nella fornace si colloca regolarmente sul bordo del coperchio, per via della sua orizzontalità.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

R. Bossaglia Storia dell’arte. Dall’antichità al gotico internazionale. Vol.1, Principato editore.
AA.VV. Moduli di arte. L’età antica. Vol. A, Electa Mondatori editore.
F. Negri Arnoldi Guida alla storia dell’arte, Protagonisti opere contesti. Vol I Dalla preistoria all’Età gotica.

 

Approfondimenti:simbolo, cristianesimo, divino, spirituale artistico, astrazione.

Stile:Arte Paleocristiana.

 

disegni da colorare


Pesce e pane eaucaristico.inizio del III secolo. Part. Pittura su parete. 32X30cm. Catacombe di San Callisto, cripta di Lucina. Roma


Agnello che benedice i pani. IV sec. Affresco. 40X28cm. Catacomba di Commodilla. Roma


Alcesti, Ercole e Cerbero. IVsec. Catacomba di via Latina. Roma


Il Buon Pastore. Museo delle Terme di Diocleziano. Graffito su lastra di marmo. Roma


Orante. Decorazione del sepolcro della martire Agnese. IV sec. Sant'Agnese fuori le mura. Roma.