I modelli della Pala di San Zeno



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I modelli della Pala di San Zeno

Andrea Mantegna  >  Pala di San Zeno

Come modelli stilistici la Pala di san Zeno di Andrea Mantegna offre riferimenti diversi, appartenenti sia al gusto tardo-gotico che a quello rinascimentale, sebbene tutti contenuti tra le esperienze pittoriche quattrocentesche e di area veneta.

Primo fra questi è l'esempio offerto dal Trittico dei quattro Padri della Chiesa realizzato da Antonio Vivarini e Giovanni d'Alemagna nel 1446 e oggi conservato all'Accademia di Venezia. Il dipinto di stile tardo-gotico, propone il tema della sacra conversazione sviluppato su tre tavole maggiori con la Madonna in trono, quattro angeli musicanti e quattro santi. Anche la cornice dorata e la divisione in tre parti dello spazio sembra essere ripreso da Mantegna per mantenere un certo collegamento con la tradizione del polittico medievale.

Ma accanto a questo, emerge in maniera evidente anche il riferimento all'Altare del Santo realizzato da Donatello per la Basilica di Sant'Antonio a Padova.
Non è ancora chiaro per gli studiosi se il rapporto tra il giovane Andrea e il grande maestro fiorentino, attivo a Padova tra il 1443 e il 1453 sia stato diretto o piuttosto mediato attraverso i suoi allievi. Certamente l'opera lasciata da Donatello a Padova doveva essere stata studiata ed analizzata con grande attenzione dal Mantegna, che in quella città compiva la sua formazione ed eseguiva i suoi primi lavori. Comunque è interessante considerare che mentre Andrea era impegnato nell'esecuzione degli affreschi della Cappella Ovetari, Nicolò Pizolo nel 1448 progettò per la stessa sede una pala che venne realizzata a bassorilievo da Giovanni da Pisa, uno scultore allievo di Donatello. Si tratta di una terracotta rivestita in bronzo.
Ma il legame della Pala di san Zeno con l'Altare del Santo è ancora più impressionante se si confronta la composizione d'insieme del dipinto di Mantegna con la ricostruzione fatta dagli studiosi (in particolare Heidenreich) del complesso scultoreo donatelliano.

In entrambi i capolavori inoltre le figure si dispongono in uno spazio architettonico classico e partecipano del medesimo impianto prospettico secondo una nuova visione rinascimentale della sacra conversazione. Tale soluzione avrà importanti sviluppi nel corso del Rinascimento, interpretata dagli artisti con visioni personali di grande qualità. Tra gi esempi più straordinari il modello di Mantegna si ritroverà ad esempio nella Pala di Brera, realizzata nel 1474 da Piero della Francesca, nella Pala di san Giobbe dell'Accademia di Venezia, risalente al 1487, di Giovanni Bellini e nella Pala di san Zaccaria del 1505, nella chiesa omonima a Venezia.

A. Cocchi


 

Bibliografia

Lionello Puppi Cianfrusaglie reperti e un talent scout in: Il Romanzo della pittura. Masaccio e Piero. Supplemento al n° 29 de "la Repubblica" del 2.11.1988
Claudia Cleri Via Mantegna. Art eDossier n.55. Giunti, Firenze. 1991
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa-Bruno Mondadori, Roma 2000
A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008


 

 

Approfondimenti:Alessandra Cocchi, Mantegna, pala, modello.

Stile:Quattrocento.

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