Natura morta


La natura morta nel '500 La natura morta lombarda prima di Caravaggio


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Natura morta

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La natura morta con oggetti, fiori, frutti, cibi e animali è un soggetto pittorico che esiste già nella pittura romana, ma si ritrova anche nel Medioevo e nel Rinascimento. In questi contesti, però, la natura morta è sempre legata ad un carattere simbolico, allegorico o decorativo, non rappresenta ancora un soggetto autonomo.
Ma è verso la fine del '500 che la natura morta si caratterizza in Italia come genere pittorico autonomo, distinguendosi sostanzialmente in tre correnti:

-La natura morta veneto-lombarda, riferita all'interesse sulla realtà e alla vita quotidiana che caratterizza la produzione del Nord-Italia;

-La natura morta di gusto allegorico dove fiori e frutti sono selezionati e appositamente allestiti in composizioni con significati simbolici e allusivi;

-La natura morta come documentazione scientifica, realizzata solitamente da artisti olandesi, caratterizzata da una precisione "didattica" similmente a illustrazioni di botanica, zoologia, ecc.

Non a caso uno dei primi e principali artisti che scelgono di dipingere la natura morta è Caravaggio, pittore lombardo di origine e formazione, che nel suo soggiorno a Roma ha occasione di conoscere artisti italiani e stranieri di diverse correnti e culture.  In questo periodo, però, e per tutto il secolo XVII, la natura morta non gode di grande considerazione, poichè si considera un genere minore, popolare, di scarsa importanza. Tra Cinque e Seicento esiste infatti una gerarchia dei generi, secondo la quale la scelta del soggetto di un dipinto determina la qualità dell'opera, e quindi dell'artista, indipendentemente dalla fattura.
Al primo posto di questa gerarchia era posta la "pittura di storia": quadri di grandi dimensioni, di soggetto sacro, mitologico o storico, con molte figure a grandezza naturale o più grandi. Seguivano le "figure intere", ad esempio santi, o personaggi sacri, uomini illustri, ecc. o i ritratti di personaggi di grande rilievo sociale.
Anche le dimensioni dei dipinti avevano il loro peso: il "ritratto a figura intera" era più considerato del "ritratto a mezzo busto" o di quello con la sola "testa".
Comunque si trattava di soggetti che dovevano rispondere alle regole del "decoro", cioè pose studiate e composte, ambientazioni curate e dignitose, abiti e goielli eleganti, elementi e oggetti simbolici o allusivi a virtù e al ceto sociale.
Al di sotto di questi c'erano tutti gli altri generi, considerati popolari o volgari, ai quali appartenevano opere ritenute da poco prezzo, indipendentemente dalla qualità artistica. Si trattava di soggetti riferiti alla quotidianità, prime tra tutte le cosiddette "scene di genere", molto diffuse soprattutto in Veneto e in Lombardia, ma anche in Emilia. Si tratta di scenette di vita domestica (ad esempio in cucina, o in un ambiente di lavoro) o urbana (strade trafficate, scene di mercato, ecc.) ambientate in luoghi banali e popolate da personaggi comuni o anonimi. Altri generi ritenuti di poco conto erano le "mezze figure" e le "teste": ritratti di popolani e gente semplice; e infine anche le nature morte.
La Canestra di Caravaggio è un esempio emblematico di questa situazione e apre una fase nuova, moderna della pittura. Caravaggio infatti è il primo artista che afferma con consapevolezza che la qualità del dipinto non dipende dal soggetto scelto, ma dalla "manifattura" del lavoro.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

R.Guttuso, A. Ottino Della Chiesa. L'opera completa di Caravaggio. Classici Rizzoli, Milano 1965
AA.VV. Caravaggio e il suo tempo. Electa, Milano, 1985
M. Calvesi. Caravaggio. Dossier Art n. 1 Giunti, Firenze 1986
R. Papa. Caravaggio. Gli anni giovanili. Dossier Art n. 217 Giunti, Firenze 2005
R. Papa. Caravaggio. Gli ultimi anni. Dossier Art n. 205 Giunti, Firenze 2004
A. Veca. La natura morta. Dossier Art n. 46 Giunti, Firenze 1990
A. Ottani Cavina, Lezioni di Storia delle Arti, Università di Bologna, 1984
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
WWW. Italica.it

 

Approfondimenti:natura morta, Caravaggio, simbolo.

Stile:Seicento.

 

disegni da colorare


Evaristo Baschenis. (1617-1677) Strumenti musicali. Olio su tela. 99 cm x 146 cm Musées royaux des beaux-arts de Bruxelles


Anonimo. Fiasca con fiori. Olio su tavola. 1640 ca. Forlì: Pinacoteca Comunale.