Masaccio


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Tommaso di Ser Giovanni Cassai, detto Masaccio, nacque a San Giovanni Valdarno nel 1401. Il padre, notaio, muore giovanissimo (circa ventisette anni d'età) e la sua famiglia, inizialmente benestante, attraversa una serie di difficoltà, sia a causa delle liti tra parenti per via dell'eredità, sia perchè la madre si risposa con un commerciane e la tutela dei figli passa al tribunale dei minori. Le poche testimonianze dell'epoca riferiscono le precarie condizioni della sua famiglia e i debiti da lui contratti e rimasti insoluti dopo la sua morte. Giovanni, il fratello minore, si arruola giovanissimo nell'esercito del condottiero Forte Braccio da Montone, e Tommaso lavora come decoratore di cassoni, riprendendo una antica tradizione di famiglia (avviata probabilmente dai suoi avi, dai quali discende lo stesso cognome Cassai).
Il soprannome Masaccio sembra sia dovuto alla sua trascuratezza nel vestire e nel vivere, ma non pare sia riferito a vizi, anzi, il Vasari lo ritiene di "bontà naturale".
In un documento del catasto fiorentino, poi risulta che i due fratelli si dichiarano "cassai in Firenze", ed è quindi chiaro che anche Giovanni, detto Scheggia, lasciate le armi, sceglie l'attività di decoratore.
Non si hanno notizie sulla formazione e attività iniziale di Masaccio. Esiste solo un riferimento di Giorgio Vasari nelle Vite, dove racconta che a San Giovanni Valdarno si vedevano le "figure" che fece da fanciullo. Secondo gli studiosi, si trasferisce a Firenze, con il fratello, verso la fine del 1417, e nel 1418 il suo nome risulta nella parrocchia fiorentina di San Niccolò in Oltrarno.
Il primo documento certo sul pittore è del 1422, quando risulta immatricolato all'Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze. Ma dell'arco di anni tra 1418 e 1422 non ci sono notizie. E' però facile pensare che la vivace città di Firenze, con la ricchezza di opere e artisti che presentava in quegli anni abbia potuto stimolare la sua creatività e arricchire il suo bagaglio culturale.
Alla stessa data 1422 risale anche la prima opera conosciuta di Masaccio: il Trittico di San Giovenale, conservato a Cascia, presso Reggello.
La vita e la vicenda artistica di Masaccio resta in gran parte misteriosa per la scarsità di notizie che lo riguardano. Uniche date sicure sono quella del 1424, che corrisponde alla sua iscrizione alla Compagnia di San Luca, e quella del 1426, riferita ai pagamenti da parte di Ser Giuliano di Colino degli Scarsi, per l'esecuzione del Polittico della Chiesa del Carmine di Pisa, ora smembrata e dispersa in diversi musei.

Al 1425 sembra risalire il primo viaggio di Masaccio insieme al suo socio Masolino a Roma. I due atrtisti, chiamati dal cardinale Branda, intraprendevano i lavori per gli affreschi di San Clemente, nella Cappella di Santa Caterina della Chiesa romana di San Clemente. I dipinti furono poui terminati più tardi da Masolino, dopo la morte di Masaccio.
Allo stesso periodo sembra risalire anche il Polittico della neve, realizzato per il papa Martino V e destinato alla Cappella Colonna in Santa Maria Maggiore. L'opera oggi è smembrata e dispersa, restano soltanto singoli pannelli in cui si nota un maggiore apporto di Masolino.

Masaccio scompare giovanissimo nel 1428, a ventisette anni d'età. Anche sulla morte rimangono molti dubbi. Le testimonianze antiche concordano solo sul viaggio, intrapreso da Masaccio per Roma in quella data. Poi divergono sui motivi della morte: si parla di un agguato di banditi nel quale sarebbe rimasto vittima, o anche di avvelenamento da parte di ignoti. Ma la coincidenza con la morte precoce del padre fa anche pensare a una malattia ereditaria.
La sua opera comunque si svolge in un brevissimo arco di tempo: i sei anni che corrono dal 1422 al 1428. Ma nonostante ciò Masaccio ha lasciato una traccia fondamentale nell'arte, portatrice di conseguenze per un tempo lunghissimo. La pittura di Masaccio ha influenzato molti artisti non solo del Rinascimento, primo tra tutti Michelangelo, ma perfino quelli appartenenti ad epoche più lontane, fino al '900, come Carrà e De Chirico.
Nei primi anni di soggiorno a Firenze per Masaccio diventa molto importante la collaborazione con il suo conterraneo Masolino, pittore più anziano ed esperto, insieme al quale realizza diverse opere, tra cui gli affreschi della Cappella Brancacci a Firenze.
Il vero maestro di Masaccio non è tanto Masolino, il quale, al contrario viene influenzato dal giovane amico, ma piuttosto il Brunelleschi (che secondo Vasari gli insegnò il metodo della prospettiva), con il quale ebbe legami di profonda amicizia, e probabilmente anche con Donatello.
Una altro fondamentale modello per la sua pittura è comunque Giotto.
 
 
A. Cocchi

 

Mappe concettuali

 


Masaccio. Mappa concettuale con cenni sulla vita,
opere principali e caratteristiche dello stile. Autore: A.  Cocchi

 

 


 

Bibliografia

AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
S. Borsi Masaccio. Dossier Art Giunti, Firenze 1996
P. Volponi, L. Berti L'opera completa di Masaccio. Classici dell'arte Rizzoli, Milano 1966
G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
P. Adorno, A. Mastrangelo Arte. Correnti e artisti vol.II
F. Negri Arnoldi Storia dell'arte vol III
E. Bernini, R. Rota Eikon guida alla storia dell'arte. Vol. 2 Dal Quattrocento al Seicento. Editori Laterza, Bari 2006

 

Approfondimenti:Masaccio, artisti '400, pittura, pittura rinascimento, realtą.

Stile:Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze

 


Masaccio. Crocifissione. 1426. Tempera e oro su tavola. cm. 82,1X63,5 Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte


Masaccio. Presunto autoritratto. Part. del Tributo. Afrreschi della Cappella del Carmine. 1423-28. Firenze.

disegni da colorare

 

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