Impressionismo


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Basi culturali e tecnica dell'impressionismo

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Gli impressionisti non possiedono una base culturale omogenea, sono artisti che provengono da formazioni ed esperienze molto diverse e le loro differenze di stile e di temperamento emergono anche quando lavorano insieme di fronte allo stesso paesaggio. Un esempio interessante è il confronto tra la Grenouillere di Monet e quella di Renoir, dipinta fianco a fianco dai due artisti nel 1869.

 

       

Claude Monet. La Grenouillere. Olio su tela.cm. 79X99.
New York, Metropolitan Museum.
Auguste Renoir. La Grenouillere.
Olio su tela. cm. 66X81. Stoccolma Nationalmuseum

 


Una sostanziale autonomia viene sempre mantenuta e permetterà poi a ognuno di loro di sviluppare un proprio libero percorso, anche dopo la fase impressionista, verso nuovi indirizzi espressivi.  Solo alcuni di loro hanno condiviso un'esperienza formativa comune: infatti all'inizio degli anni sessanta Renoir, Monet e Sisley avevano frequentato insieme l'LAtelier Gleyre e mantennero un certo legame e una maggiore omogeneità fino a metà degli anni settanta, per poi proseguire più autonomamente.
Sul piano tematico, la pittura impressionista è ben radicata sia sulla tradizione del paesaggio, sia sulla realtà quotidiana e della strada, derivata dal Realismo, ma la grande rivoluzione che l'impressionismo porta in pittura è che viene superata la rappresentazione imitativa della realtà.  Il soggetto perde importanza, ci si concentra invece sulla pura sensazione percettiva (dall'oggettivo al soggettivo). Si cerca di ricreare nel quadro l'impressione che un determinato stimolo visivo, in un particolare momento e con determinate condizioni di luce e di colore, suscita nell'artista.

Il soggetto della rappresentazione perde quindi d'importanza, mentre diventa centrale la bellezza dell'attimo rubato alla vita. Una strada di Parigi: tempo di pioggia dipinto da Gustave Caillebotte ne offre un esempio emblematico.

Per gli impressionisti nella pittura non conta più tanto  ''cosa'' è rappresentato, ma ''come'' è fatto. Il compito di riprodurre la realtà ora è quello della fotografia, la pittura può fare di più, e quindi dall'impressionismo in poi la pittura ha il compito di partire dal punto in cui si ferma la fotografia, di fare quello che la fotografia non può fare.

I progressi della chimica industriale inoltre rendono disponibili i primi colori a olio in tubetto, facili da trasportare e immediati da usare, indispensabili per la pittura en plain air.

Edouard Manet. Monet che dipinge sull‘atelier galleggiante. 1874. Monaco, Neue Pinakothek

 

Dipingere sulla barca, come faceva spesso Monet, non sarebbe stato possibile senza i colori in tubetto.

 Il nuovo atteggiamento di fronte alla realtà e la concentrazione sul dato visivo riflettono quindi un orientamento culturale non più di tipo letterario e storico ma indirizzato verso la scienza e la tecnologia contemporenee. In particolare sono importanti gli esperimenti sull'ottica di Chevreul,  chimico francese che pubbica un trattato sulla legge dei contrasti simultanei nei complementari, e le teorie sulla propagazione della luce del fisico e matematico scozzese Maxwell, che sono alla base della tecnica di stampa (quadricromia), della fotografia a colori, del cinema e della televisione.
A ciò si aggiunge l'invenzione della fotografia e le prime ricerche della cinematografia, utile per evitare i modelli viventi, per studiare nuove composizioni, tagli e punti di vista e per cogliere le fasi del movimento.


Gustave Caillebotte. Boulevard visto dall'alto. 1880. Olio su tela, cm.65X54. Collezione privata.

 Molto significativi sono i tagli fotografici dei quadri di Degas e di Caillebotte, con punti di vista nuovi come gli scorci dall'alto o dal basso.

Queste conoscenze e l'esperienza diretta della pittura all'aria aperta portano gli artisti ad osservare che ogni immagine percepita dall'occhio è fatta di luce e colore ed è estremamente variabile a seconda del momento della giornata, delle condizioni atmosferiche, del punto di osservazione. Si rendono conto che le pennellate di colori puri accostate tra loro anzichè mescolati o sovrapposti, si esaltano e si influenzano a vicenda e vengono percepite dai nostri occhi in modo più luminoso. Ogni colore subisce l'influenza dei colori attorno e a sua volta si riflette su quelli vicini, pertanto il colore locale non esiste, ma è sempre la risultante di un contesto cromatico. Un blu su uno sfondo bianco appare molto più scuro ai nostri occhi dello stesso blu su uno sfondo nero, che appare invece luminoso.

 

Claude Monet. Donna con il parasole girata verso sinistra. 1886. 181X88. Parigi, Museo d'Orsay.

Gli esempi con studi sui riflessi e sulle ombre colorate sono numerosi nelle opere degli Impressionisti. Tra più conosciuti si possono indicare le diverse versioni della Donna con il parasole di Monet, dove si può notare che il vestito bianco è attraversato da pennellate rosa, gialle, l'azzurre e verdi. Particolari studi sui riflessi e i contrasti di luminosità si possono riscontrarre anche nella Pergola di Renoir del 1876.

Anche la percezione del movimento è un aspetto importante per l'Impressionismo. Quando si percepisce un movimento l'immagine perde definizione, i contorni sono imprecisi e mutevoli, tutto cambia continuamente, l'immagine è fuggevole, non si può fissare. I movimenti della danza sono stati oggetto di numerose opere di Degas, mentre lo studio dell'acqua con i suoi riflessi cangianti e il continuo movimento della superficie è uno dei temi fondamentali della pittura di Monet e il via vai della folla cittadina è spesso centrale nelle opere di Renoir.

Lo spazio, non più disegnato secondo le regole prospettiche, viene suggerito dal colore, sfruttando la spazialità propria dei colori e utilizzando pennellate più compatte e decise nelle forme in primo piano, che risultano più "a fuoco", mentre sono rese più accennate  le forme che si trovano in profondità.

 Conseguenza di tutto ciò è il cambiamento sul piano tecnico-esecutivo. Se non si rappresenta più la realtà ma le sensazioni che la realtà suscita, l'esecuzione dev'essere rapidissima, perchè la sensazione dura meno di un attimo. Inoltre bisogna dipingere subito e direttamente di fronte alla sorgente della sensazione. Per questi motivi gli impressionisti dipingono soprattutto all'aperto e abbandonano l'atelier.
Eliminano anche tutti gli artifici pittorici che finora servivano a rappresentare la realtà in modo artificioso: la messa in posa, le luci artificiali, la prospettiva, il disegno, il chiaroscuro, le ombre, le pennellate fluide e studiate, le sfumature, le sovrapposizioni di colore per velature, ecc.
Sviluppano una tecnica diretta: pittura senza disegno, fatta di macchie di colore giustapposte, e pennellate a tocchi, striature, virgolette, trattini, usano solo colori puri (primari e secondari) rigorosamente accostati a contrasto.
Eliminano tutta la gamma dei grigi e dei bruni, che prima si usava per le sfumature e i passaggi delle ombre. Alle ombre grigie sostituiscono ombre colorate e riflessi.
Il risultato è quello di un tipo di realtà che non è più fissa, stabile, ma in continuo divenire ed una realtà tutta soggettiva, perchè filtrata dalla soggettività dell'artista.
I temi preferiti degli impressionisti sono: il paesaggio e scene di vita della città moderna.

 

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A. Cocchi


 

Bibliografia

AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
S. Whitfield (a cura di) Impressionismo e Postimpressionismo. Collezione Tyssen-Bornemitza. Electa editore, Milano-Lugano, 1990.
M. T. Benedetti. Impressionismo. Le origini. Dossier Art Giunti, Firenze, 2000
E. Capretti. Impressionismo. Il movimento. I protagonisti. I capolavori. Editrice Giunti, Firenze 1997
B. Denvir. Impressionismo. Dossier Art Giunti, Firenze, 1992
F. Poli. Il sistema dell'ate contemporanea. Editori Laterza, Bari 1999
G. Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986

 

Approfondimenti:ottica, colore, pittura.

Stile:Impressionismo.

Per saperne di più sulla città di: Parigi

 


Edgar Degas. La classe di danza. 1871-1874 Olio su tela Cm 85 x 75. Parigi, Museo d'Orsay


Gustave Caillebotte. Una strada di Parigi: tempo di pioggia. 1877. Olio su tela, cm 212X276. Chicago, The Art Inttute of Chicago.




Edgar Degas.Madamoiselle La La al circo Frenando. 1878. Olio su tela, cm. 177X77,5. Londra, National Gallery




Edgar Degas. ballerine dietro le quinte. 1897 ca. Pastello. cm. 67X67. Mosca Museo Puskin