Impressionismo


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Le basi culturali dell'impressionismo

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Gli impressionisti non possiedono una base culturale omogenea, sono artisti che provengono da formazioni ed esperienze molto diverse, e le differenze di stile e di temperamento emergono anche quando lavorano insieme. Una sostanziale autonomia viene sempre mantenuta e permetterà poi a ognuno di loro di sviluppare un proprio libero percorso, anche dopo la fase impressionista, verso nuovi indirizzi espressivi.
La grande rivoluzione che l'impressionismo porta in pittura è che viene superata la rappresentazione imitativa della realtà. Ci si concentra invece sulla pura sensazione percettiva (dall'oggettivo al soggettivo). Si cerca di ricreare nel quadro l'impressione che un determinato stimolo visivo, in un particolare momento e con determinate condizioni di luce e di colore, suscita nell'artista.
Ciò comporta una serie di cambiamenti sul piano tecnico. Se non si rappresenta più la realtà ma le sensazioni che la realtà suscita, l'esecuzione dev'essere rapidissima, perchè la sensazione dura meno di un attimo. Inoltre bisogna dipingere subito e direttamente di fronte alla sorgente della sensazione. Per questi motivi gli impressionisti dipingono soprattutto all'aperto e abbandonano l'atelier.
Eliminano anche tutti gli artifici pittorici che finora servivano a rappresentare la realtà: la prospettiva, il disegno, il chioaroscuro, le ombre, le pennellate fluide e studiate, sovrapposte per velature, ecc.
Sviluppano una tecnica diretta: pittura senza disegno, fatta di macchie di colore giustapposte, e pennellate a tocchi, striature, virgolette, trattini, usano solo colori puri (primari e secondari) rigorosamente accostati a contrasto.
Eliminano tutta la gamma dei grigi e dei bruni, che prima si usava per le sfumature e i passaggi delle ombre. Alle ombre grigie sostituiscono ombre colorate e riflessi.
Il risultato è quello di un tipo di realtà che non è più fissa, stabile, ma in continuo divenire ed una realtà tutta soggettiva, perchè filtrata dalla soggettività dell'artista.
I temi preferiti degli impressionisti sono: il paesaggio e scene di vita della città.

Fondamentali per l'impressionismo le scoperte della scienza e della tecnica contemporanee. In particolare gli esperimenti sull'ottica di Chevreul, chimico francese che pubbica un trattato sulla legge dei contrasti simultanei nei complementari, e le teorie sulla propagazione della luce del fisico e matematico scozzese Maxwell, che sono alla base della tecnica di stampa (quadricromia), della fotografia a colori, del cinema e della televisione.
A ciò si aggiunge l'invenzione della fotografia e le prime ricerche della cinematografia.  I progressi della chimica industriale inoltre rendono disponibili i primi colori a olio in tubetto, facili da trasportare e immediati da usare, indispensabili per la pittura en plain air.

Per gli impressionisti nella pittura non conta più tanto  ''cosa'' è rappresentato, ma ''come'' è fatto. Il compito di riprodurre la realtà ora è quello della fotografia, la pittura può fare di più, e quindi dall'impressionismo in poi la pittura ha il compito di partire dal punto in cui si ferma la fotografia, di fare quello che la fotografia non può fare.

 

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

AA.VV. Moduli di arte - E - Dal neoclassicismo alle avanguardie. Electa - Bruno Mondadori, 2000
G. Cricco F.P. Di Teodoro. Itinerario nell'arte. Vol 3. Dall'età dei lumi ai giorni nostri. Zanichelli editore, Bologna 2005
M. T. Benedetti. Impressionismo. Le origini. Dossier Art Giunti, Firenze, 2000
E. Capretti. Impressionismo. Il movimento. I protagonisti. I capolavori. Editrice Giunti, Firenze 1997
B. Denvir. Impressionismo. Dossier Art Giunti, Firenze, 1992
F. Poli. Il sistema dell'ate contemporanea. Editori Laterza, Bari 1999
G. Dorfles, F. Larocci, A. Vettese. Storia dell'arte. Vol. 3. L'Ottocento. Istituto Italiano Atlas Edizioni. Orio del Serio 2008
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti, 1986
www.Francescomorante.it

 

Approfondimenti:ottica, colore, pittura.

Stile:Impressionismo.

Per saperne di più sulla città di: Parigi

 




Edgar Degas. La classe di danza. 1871-1874 Olio su tela Cm 85 x 75. Parigi, Museo d'Orsay