I Gentileschi


I Gentileschi e Caravaggio


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I Gentileschi

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Orazio e Artemisia Gentileschi, benchè siano padre e figlia, rivelano nelle loro opere individualità ben distinte, e insieme rappresentano due presenze essenziali per lo svilupparsi della pittura del naturalismo caravaggesco. Con i loro continui viaggi per lavoro, hanno potuto conoscere direttamente i luoghi in cui si è diffuso il linguaggio barocco, ma allo stesso tempo hanno anche lasciato importanti insegnamenti. Grazie ai loro spostamenti, richiamati da committenti anche stranieri, la loro influenza si avverte soprattutto a Roma, ma anche a Genova, a Napoli, a Parigi e a Londra.
Sia l'uno che l'altra, però sono stati spesso trascurati dalla storia dell'arte, e proprio la scarsa conoscenza della loro poduzione pittorica ha dato luogo ad alcuni stereotipi nei loro confronti.

Anche se i quadri di soggetto "violento" corrispondono solo ad una piccola parte della sua produzione artistica, si tende a ricordare l'opera di Artemisia come intrisa di un'espressività fortemente drammatica. Si considerano solo i quadri popolati da energiche figure femminili, e mettendoli in stretto rapporto con le vicende personali, vengono interpretati come una sorta di "vendette simboliche".  Ad esempio le diverse versioni della Giuditta, tendono a essere assunte come rappresentative dell'intera carriera di Artemisia. Un'altra grossolana semplificazione è quella che vede la stessa pittrice come una sorta di "femme fatale" d'altri tempi, sostenendo il pregiudizio che se una donna eccelle in una professione solitamente maschile, dev'essere una che sa usare bene l'arma della seduzione.
Infine, l'ultimo stereotipo è quello generato dall'interpretazione femmminista. Negli ultimi anni, studi più approfonditi e attenti restauri di numerose opere hanno permesso di costruire un'immagine più completa e interessante di questa artista, rimuovendo le vecchie e sbrigative definizioni.

Anche la figura artistica di Orazio è stata per molto tempo considerato solo da una cerchia ristretta di studiosi e genericamente collocato nell'ambito del "caravaggismo". Lo studio della sua produzione artistica è stata per lungo tempo trascurata, perchè considerata "minore". Ma alla luce di nuove ricerche e con il ritrovamento di opere di grande importanza, anche la figura di Orazio si è ridefinita. Anche su di lui è nata una forma di pregiudizio, poichè si pensava che dopo la sua partenza da Roma nel 1621 il suo stile svolgesse verso la decadenza.
Invece si è poi potuto verificare che l'influsso caravaggesco ha rappresentato solo un momento di preparazione per poi sviluppare uno stile personalissimo e altamente poetico in cui convergono ascendenze  diverse, comprese quelle più classicheggianti, della pittura bolognese. Orazio continuerà a sviluppare la sua ricerca poetica a Parigi e a Londra, rispondendo con grande sensibilità a quei nuovi ambienti culturali.

Artemisia e Orazio rivelano due spiccate personalità individuali nella scena artistica del '600. Ma esiste anche, ovviamente, una componente di forte unità tra i due.
Un momento di stretta collaborazione è quello che va dal 1609 al 1612-13, quandro padre e figlia lavorano insieme a Roma. La vicinanza tra i due e le forti influenze reciproche hanno comportato frequenti passaggi di attribuzione dei dipinti di questo periodo da Orazio ad Artemisia e viceversa.  Uno degli esempi più noti e la Cleopatra di Milano, ora ritenuta opera di Orazio, ma da molti considerata di Artemisia per la rappresentazione non idealizzata. Tutt'ora gli studiosi non concordano su parecchie opere, anche perchè non esiste una documentazione che possa offrire una certa sicurezza.
Una certa familiarità tra le due personalità artistiche si mantiene anche negli anni in cui le vite dei due seguono corsi separati. Dal confronto dei rispettivi lavori sembra che tra padre e figlia un certo dialogo artistico si sia sempre mantenuto.

A. Cocchi



Bibliografia e sitografia

A. Lapierre Artemisia Mondadori 1999
AA.VV. Caravaggisti Dossier Art n. 109, Giunti,  Firenze 1996
J. W. Mann, Artemisia e Orazio Gentileschi in: Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano, 2001
B. R. Benjamin, P. De Montebello, C. Strinati. Premessa in: Orazio e Artemisia Gentileschi, Skira editore, Milano, 2001
La Nuova Enciclopedia dell'arte, Garzanti, 1986
www.cronologia.it

 

Approfondimenti:Orazio Gentileschi, Artemisia Gentileschi, caravaggeschi, violenza, famiglie di artisti.

Stile:Barocco.

 


Orazio Gentileschi. Testa di donna. 1630-36 ca. Olio su tavola. cm. 42X37. Martha McGeary Snider, Bryn Mawr, Pennsylvania


Orazio Gentileschi. Battesimo di Cristo. 1607-09 ca. Olio su tela. cm. 186X135. National Gallery of Ireland, Dublino


Orazio Gentileschi o Artemisia Gentileschi. Cleopatra. 1610-12 ca. Olio su tela. Coll. Amedeo Morandotti, Milano


Artemisia Gentileschi. Autoritratto come suonatrice di liuto. 1615-17 ca. Olio su tela. cm. 77,5X71,8. Curtis Galleries, Minneapolis

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