Donatello


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David-Mercurio


E' una delle sculture più famose del Rinascimento ed è stata eseguita da Donatello. Si tratta di un'opera in bronzo, alta 1,58 m. conservata a Firenze, al Museo del Bargello.
La datazione del David in bronzo di Donatello è piuttosto problematica, sia per mancanza di documenti, sia per problemi iconografici e stilistici, non ancora risolti.
Tradizionalmente l'opera era ricondotta alla prima maturità di Donatello (1430-32), mentre poi si è preferito avvicinarla al periodo padovano.
Secondo l'ultima e più probabile ipotesi, sembra sia stata eseguita per il cortile di Palazzo Medici, tra il 1452-53.
Escludendo il Crocifisso bronzeo per la Basilica di Sant'Antonio a Padova, dello stesso Donatello, questa sembra essere la prima statua di nudo del Rinascimento.

Il corpo dell'esile figura è sbilanciato e snodato a serpentina, con una gamba piegata e l'altra tesa a reggere il peso. La spada esagerata forma una diagonale esterna che sbilancia la composizione: è troppo grande e pesante per la sottile e sciolta figura adolescenziale. Questo voluto squilibrio compositivo suscita il senso di oscillazione e instabilità che percorre tutto il corpo, accentuato dai giochi di luce e ombra riflessi sulla superficie metallica e  molto levigata e sui muscoli appena indicati.
Molto raffinata è l'attenzione di Donatello per la resa psicologica e il realismo della rappresentazione. Il David ha la posa e l'atteggiamento spavaldo di un "monello" che ha appena compiuto una "bravata" più che rinviare alla figura sacra del David della Bibbia. Il volto pensoso, parzialmente nascosto e ombreggiato dalla falda del cappello accenna un'espressione tra il soddisfatto e il malinconico. Nell'insieme risulta tutto molto naturale e spontaneo.

Il contesto per il quale era stata realizzata l'opera è andato perduto, per cui ora restano incomprensibili il motivo e i significati. E' scomparso anche il basamnento che avrebbe sostenuto la statua ad in posizione più alta dell'attuale.
L'iconografia, a lungo discussa, resta ancora enigmatica. Esistono diverse possibili interpretazioni.

1) Tradizionalmente è identificata come David con la testa di Golia, per secoli considerato simbolo della libertà repubblicana.
2) E' stata vista come Mercurio vincitore su Argo, perchè in alcuni dettagli non corrisponde all'eroe biblico: il cappello tipico del dio; la nudità quasi completa, il sasso nella mano sinistra, ma senza la fionda; la testa ai suoi piedi con l'elmo e senza il segno della percossa che non può essere di Golia.
3) Allegoria dell'Amore Celeste in riferimento al Simposio di Platone. Viene indicato il collegamento agli otto tondi eseguiti da Michelozzo sugli archi del Cortile di Palazzo Medici: si tratta di versioni ingrandite dei cammei della collezione medicea. Uno di questi raffigura il "Trionfo dell'Amore Platonico", tema ripreso anche nel rilievo sull'elmo della testa ai piedi della statua di Donatello.
Se eseguita per il Cortile di Palazzo Medici (costruito da Melozzo, allievo di Donatello, tra il 1444 e il 1450), la chiave del programma intellettuale dell'opera andrebbe ricercata in rapporto a quell'ambiente.
4) Allegoria della Verità che sconfigge l'Invidia.

E' piuttosto evidente la sensualità deliberata con cui è interpretato l'agile corpo di efebo; la compiaciuta descrizione anatomica e la sua inquietante ambiguità, indicano un'interpretazione sensibilmente erotica del soggetto.
Il nudo è ispirato alla statuaria classica, alle figure romane di atleti, ed è simile al tipo dell'"Antinoo" padovano che ispirerà a Donatello altre opere dell'ultima attività fiorentina.

A. Cocchi


Bibliografia e sitografia

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R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964
 

 

Approfondimenti:Donatello, scultura, David, Mercurio, Eros, bronzo, S, serpentina, squilibrio, Amore, anatomia, psicologia, nudo, scultura rinascimento.

Stile:Quattrocento.

Per saperne di più sulla città di: Firenze

 




Donatello. David. 1452-53 ca. Bronzo. Firenze, Museo Nazionale del Bargello


Donatello. David. 1452-53 ca. Bronzo. Part. Firenze, Museo Nazionale del Bargello