Croci dipinte



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Croci dipinte

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A partire dal XII secolo vengono prodotti in Toscana e in Umbria, i primi crocifissi dipinti, destinati ad essere esposti sugli altari. Rispetto alle tradizionali rappresentazioni bizantine e paleocristiane, l'immagine di Gesù crocifisso non è più inserita nel contesto della Crocifissione, in cui figurano numerosi personaggi, ma isolata secondo una visione simbolica ed essenziale.
Le croci dipinte si diffondono rapidamente, in poche decine di anni vengono collocate non solo nelle chiese italiane ma in tutta Europa e assumono una grandissima importanza, poichè il crocifisso verrà ad identificarsi non solo come simbolo universale del martirio di Gesù, ma diverrà l'emblema del cristianesimo.
Nei crocifissi romanici si sviluppano ben presto due diverse tipologie: la prima, più antica, risale all'inizio del XII secolo ed è denominata Christhus Triumphans, a questa si affianca alla fine del XII secolo quella del Christus Pathiens.

Nelle due tipologie di crocifisso le differenze nei modi rappresentativi corrispondono a due diverse concezioni della sacralità, ma anche a finalità differenti della stessa pittura sacra, attraversando ll'evoluzione stilistica nel passaggio da romanico a gotico.

Il Christhus Triumphans della tradizione pre-giuntesca presenta una visione astratta e simbolica, volutamente svincolata da ogni riferimento concreto o drammatico. Cristo è solitamente rappresentato vivo, con gli occhi aperti, appoggiato alla croce (non appeso) con atteggiamento di indifferente distacco rispetto alla sua condizione di crocifisso. Le forme stilizzate e bidimensionali, i colori vivaci sottolineano la valenza di simbolo sacro. E' l'immagine di un Cristo concettuale, inteso non come uomo, ma come entità sovrumana, divina, ultraterrena. Di umano ha solo l'apparenza.
Questo tipo di rappresentazione non è finalizzata a un coinvolgimento emotivo. Non vuole commuovere, ma esplicitare un concetto, una dottrina. Invita a una riflessione serena e alla considerazione intellettuale del dogma religioso.

Il Christus Pathiens introdotto da Giunta Pisano è un Cristo colto al culmine dell'agonia nel momento della morte. E' la visione cruda e drammatica di denuncia del sacrificio estremo. Ciò è dimostrato dai colori lividi, dai muscoli irrigiditi, la testa reclinata e la smorfia di dolore sul viso. Il senso di scralità dell'immagine è reso soprattutto dalle forme allungate e sottili e dalle eleganti e dinamiche linee curve che descrivono il corpo del Figlio di Dio come de fosse costruito geometricamente, come a rappresentarne la perfezione divina.
Ne deriva un effetto di sofferenza sublime che conferisce all'immagine un forte potere di suggestione. L'intento è quello di scuotere lo spettatore, impressionarlo, coinvolgerlo emotivamente. La comprensione del valore sacro deve derivare non più da un ragionamento astratto da da una partecipazione emozionale al dramma.

A. Cocchi



Bibliografia


F. Negri Arnoldi. Storia dell'arte. Vol.I Gruppo editoriale Fabbri, Milano 1985.
M. Rotili La pittura Romanica nell'Italia Centro-Meridionale. I Maestri del Colore  n. 210. F.lli Fabbri Editori.
La Nuova Enciclopedia dell'Arte, Garzanti 1986
Fra' G. Bellucci, Assisi cuore del mondo. Editrice Velar
AA.VV. Lezioni di arte vol. I Electa -Bruno Mondadori, Milano 1999
L. Grodecki Architettura gotica Electa
G. Cricco, F.P. Di Teodoro Itinerario nell'arte Zanichelli vol. 2

 

Approfondimenti:croce, crocifisso, pittura, gotico, Giunta Pisano, simbolo, .

Stile:Gotico.

 


Anonimo. Crocifisso di San Damiano. XII sec. tempera su tavola. Assisi, Basilica di Santa Chiara.


Coppo di marcovaldo. Crocifisso. 1274. Tempera su tavola. cm. 280X245. Pistoia, Cattedrale.

disegni da colorare

 

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